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Nascita Seta, Cna: "A rischio il servizio nelle aree di montagna"

"E' necessario tutelare - spiega una nota - quelle aziende private che forniscono, in molte zone della nostra provincia, numerosi servizi di linea per conto di Tempi"

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La sempre più probabile fusione tra le aziende di trasporto pubblico locale di Piacenza, Reggio Emilia e Modena, attualmente al vaglio degli Enti Territoriali piacentini, porta con sé problematiche per le quali occorrerà trovare un’adeguata soluzione. Lo evidenzia Cna Piacenza, spiegando che insieme ai problemi riguardanti il mantenimento dei livelli occupazionali, la qualità del servizio offerto e l’aspetto economico e finanziario, andrà tenuto conto anche del riflesso di questa operazione sulle aziende private che forniscono, in molte zone della nostra provincia, numerosi servizi di linea per conto di TEMPI.

"E’ probabilmente poco noto – si legge nel comunicato stampa – che un gruppo di aziende piacentine,un consorzio formato da otto piccole imprese: Egidio Alabastri, Giuseppe Gallinari, Guerci Ennio e Figli Snc, Luigi Ballerini, Rossi Pietro Snc, Ziliani Valter e Figlio Snc, Autoservizi Merli Snc, Mascaretti Snc, Valentino Snc; e da COPRA, operano in aree “difficili” del territorio: si tratta delle zone montuose o periferiche, dove il servizio di trasporto pubblico diventa fondamentale per combatterne l’isolamento e la tendenza all’abbandono".

“Le imprese private del trasporto pubblico locale – sottolineano il direttore di CNA Piacenza, Enrica Gambazza, ed il responsabile provinciale di CNA-Fita, Stefano Tarlarini – mettono in campo decine di mezzi, dai minibus per il trasporto scolastico agli autobus per
le altre linee, e decine di addetti, fra titolari e dipendenti, che prestano la loro attività in questo ambito; il loro consorzio costituisce uno degli esempi di “rete” più efficace operante nella nostra provincia, oltre a essere garanzia di qualità e di dedizione nel servizio”.
Il problema della partnership pubblico-privato, che si riproporrà con forza nel caso l’operazione SETA abbia successo, sembra paradossalmente quasi secondario, tuttavia, rispetto alla prospettiva di ridimensionamento del trasporto pubblico locale, causato dai
tagli previsti dal Governo per gli Enti locali. Per le aziende private del TPL piacentino la difesa della propria attività significa la difesa di una realtà aziendale efficiente, che ha portato risultati economici e operativi molto positivi, e che ha alle spalle i sacrifici e l’impegno sia dei dipendenti, sia dei titolari: ma non solo.

“CNA Piacenza – sottolineano ancora Gambazza e Tarlarini – è molto preoccupata per lo scenario che viene a delinearsi nell’ambito del trasporto pubblico locale, tra l’aggregazione in atto e i tagli sempre più imminenti, ed evidenzia la necessità di tutelare un servizio
fondamentale come il TPL soprattutto nelle zone a più alto rischio di abbandono, di desertificazione, di isolamento: in quelle aree di montagna finora servite esclusivamente proprio dalle nostre imprese private, grazie a un servizio che potrebbe essere a rischio
nel prossimo futuro. Queste aziende hanno una storia fatta di passione e di dedizione da difendere: la difesa di questa storia corrisponde inevitabilmente ad una difesa dei cittadini e del loro diritto ad avere un servizio assolutamente fondamentale”.

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