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Piace, la rosa corta e la cooperativa del gol IL PUNTO

Della partita con il Prato rimane la terza vittoria consecutiva del Piacenza, la quarta in assoluto in campionato, che proietta la squadra biancorossa verso una classifica più rassicurante

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Della partita con il Prato rimane la terza vittoria consecutiva del Piacenza, la quarta in assoluto in campionato, che proietta la squadra biancorossa verso una classifica più rassicurante. Nonostante la serie positiva, il Piace non si trova ancora al di fuori della zona retrocessione: finisse oggi la regular season, il Feralpi Salò (che ha conquistato la sua prima vittoria) retrocederebbe in Seconda Divisione, mentre i playout coinvolgerebbero Latina, Prato, Bassano e una tra Triestina e Piacenza, appunto. Una classifica cortissima, con 9 squadre racchiuse in 3 punti (dai 12 del Sudtirol, quarto, ai 9 dei biancorossi), destinata a subire numerosi e decisi scossoni.
 
Rimane un calcolo fin troppo semplice da fare: senza la penalizzazione di quattro punti per scommessopoli, il Piacenza si troverebbe nella zona alta della graduatoria, a ridosso dei playoff per la promozione in serie B. Ecco come sarebbe la classifica senza le varie penalizzazione per le scommesse e per le idampienze fiscali e amministrative (queste ultime destinate ad avere un seguito): Pergocrema 18, Cremonese 17, Frosinone 16, Barletta 15, Siracusa 14, Virtus Lanciano e Piacenza 13. Niente male per una squadra assemblata in poche ore da una struttura parallela all’attuale società durante la trattativa per il passaggio di proprietà.
 
Rimane il grande lavoro svolto dall’allenatore Francesco Monaco, che ha saputo capitalizzare al meglio le risorse a disposizione. Senza un centravanti di esperienza e fisicità, con poche soluzioni soprattutto nel reparto avanzato e con pochissimo tempo a disposizione, il tecnico pugliese è riuscito nell’impresa di recuperare il tempo perso, plasmare una squadra e a dargli un’identità, e a fare in modo che la squadra faccia quadrato davanti alle difficoltà. Raggiunta un’ottima condizione fisica e recuperati diversi elementi chiave, primo tra tutti Pani, la squadra si esprime su buoni livelli e dimostra di essere competitiva in Lega Pro.
 
Rimane una rosa eccessivamente corta, che ora vede praticamente tutti arruolabili (se si escludono il giovane Ferrante, in nazionale, e lo sfortunato Lussardi), ma che in futuro potrebbe mettere in difficoltà. Nel calcio moderno, lo ripetono tutti gli allenatori che arrivano a Piacenza, si gioca in 14 e sono fondamentali i 3 cambi a partita in corso, che spesso finiscono per decidere l’esito dell’incontro. Da questo punto di vista sarebbe importante avere qualche soluzione in più a disposizione, soprattutto a centrocampo e in attacco.
 
Rimane la difesa peggiore del campionato, alla pari con il Prato con cui i biancorossi hanno giocato una partita da Totogol: 14 reti subite in 8 gare, una media di quasi 2 a gara. Dopo una gara imbattuta, la retroguardia biancorossa è tornata a dimostrare un’eccessiva disattenzione. In compenso, i difensori biancorossi confermano ancora una volta la loro confidenza con la rete: dopo le 3 reti del bomber casuale Melucci e l’eurogol di Avogadri, ecco il primo sigillo di Visconti. Cinque reti su 13 (terzo attacco del campionato) arrivano dalla difesa, mentre in attacco sale il bottino della coppia Guzman-Guerra, 6 gol (di cui 4 dell’attaccante di San Nicolò). Con Foglia e Marchi sono ora sette i giocatori andati a segno in queste prime otto giornate: in mancanza del bomber di categoria, prevale un approccio da cooperativa del gol.
 
Rimane l’onestà di ammettere che l’arbitraggio non è stato all’altezza, e che ha finito per favorire i biancorossi. Il rigore su Calderoni può essere definito generoso per usare un eufemismo, in tutti gli episodi dubbi sulla regola del fuorigoco le bandierine degli assitenti del direttore di gara hanno detto bene alla squadra biancorossa. Niente di scandaloso, ma una giornata da ricordare in futuro, quando arriveranno arbitraggi di segno opposto. Perchè se non è sempre vero che alla fine di un campionato episodi a favore e a sfavore si equivalgono, è altrettanto inconfutabile che spesso il tifo fa vedere congiure e persecuzioni laddove non esistono.
 
Rimane ora il secondo derby stagionale in terra lombarda, a Crema contro il sorprendente Pergo. I cremaschi, in una situazione di caos societario e dopo avere operato sul mercato nei giorni dei saldi come la società biancorossa, guidano la classifica, con e senza penalizzazioni. Crema dista solo 40 km e le tifoserie sono gemellate, le due squadre sono in ottima salute: non ci sono davvero scuse per stare a casa

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