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Piace, Massacci conferma il ritiro: “Non tratto con chi mi manca di rispetto” L’INTERVISTA

"Nessuno si è degnato di rispondere alla mia lettera di intenti - spiega - nè tantomeno sono stato contattato Sono una persona corretta che porta rispetto e rispetto pretende. Non tratto con chi non mi rispetta"

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Quello che ci risponde al telefono da Londra é uno Stefano Massacci disponibile, anche se contrariato: “Confermo che la nostra società ha interrotto la trattativa per l’acquisto del Piacenza calcio, non avendo avuto alcuna risposta da parte dell’attuale proprietà alla nostra lettera di intenti”. 

La conditio sine qua non per avviare una trattativa, per via Gorra, é la presentazione di una fideiussione pari a 3,7 milioni di euro: sarebbe un grande problema per lei che é del settore?
“Quando fui contattato dalla cordata di Gianfranceschi il discorso era diverso, si trattava di dare una prima disponibilità dopo avere ricevuto le necessarie garanzie da parte loro. Ora invece mi si chiede di coinvolgere un istituto bancario per una fideiussione, operazione che per me avrebbe un costo di circa 200mila euro, che non recupererei se la trattativa tramontasse. Non mi è stato nemmeno offerto un performance bond, una sorta di paracadute che mi permetterebbe di recuperare il costo della fideiussione nel caso la cessione non avvenga non per mia volontà. Mi occupo abitualmente di transazioni societarie, la prima cosa da fare é vedere i libri contabili per capirne il valore. Non compro a scatola chiusa, senza capire le reali condizioni della società e quindi quanto vale”.         

Il prezzo fissato da Garilli é pari all’entità dell’ultima ricapitalizzazione: in pratica all’acquirente viene chiesto di accollarsi investimenti e costi per l’attuale stagione. Lei sapeva che il prezzo era fissato da tempo?
“Il prezzo di 3,7 milioni di euro, a giugno, ci poteva stare. Ora però la situazione é cambiata, sono intervenuti nuovi elementi che devono essere esaminati con cura”.       

Pensiamo di interpretare il pensiero di tutti i tifosi biancorossi e le chiediamo: non é disponibile ad aspettare qualche giorno prima di dire l’ultima parola?
“Questione di etica professionale e di rapporti umani, che per me rimangono alla base di ogni affare. Ho inviato una lettera di intenti rispondendo, a mio modo di vedere in modo corretto, alla richiesta del Dott. Garilli di battere un colpo. Ebbene, nelle 24 ore successive nessuno si é degnato di dare un qualsiasi tipo di risposta: né il Dott. Garilli si é degnato di farmi una telefonata, né altri mi hanno contattato. Sono una persona corretta che porta rispetto e rispetto pretende. Non tratto con chi non mi rispetta”.             

E così rischia di tramontare in poche ore, per un banale problema di forma, la speranza di migliaia di tifosi del Piace per un futuro meno cupo del presente. Dopo l’idea dell’azionariato popolare, l’ipotesi del presidente che dialoga sul web con i tifosi era diventata la soluzione preferita dalla piazza. E se ora si lanciasse una sottoscrizione popolare per la performance bond?

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