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Rischi d’infiltrazioni mafiose in banca, in Emilia +121%

La Cisl: Emilia-Romagna quinta regione per numero di segnalazioni bancarie su possibili infiltrazioni mafiose nel tessuto economico locale, con un aumento nel 2010 del 121%

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I BANCACISL ER LANCI ANO L’ALLARME SU RISCHIO INFILTRAZIONI MAFIOSE

“Operazioni bancarie sospette: in un anno le segnalazioni sono cresciute del 121%”
“L’Emilia-Romagna è risultata la quinta regione per numero di segnalazioni bancarie su possibili infiltrazioni mafiose nel tessuto economico locale, con un aumento nel 2010 del 121% rispetto all’anno precedente. Dato ancora più preoccupante se si considera che Bologna, Modena, Reggio Emilia e Rimini sono tra le prime 15 province italiane per numero assoluto di segnalazioni sospette e che la stessa provincia di Rimini balza al sesto posto in Italia se la si valuta in rapporto agli sportelli bancari presenti sul territorio. Cifre che dimostrano come nella nostra regione sia ancora altissimo il rischio di infiltrazioni mafiose nella parte integra dell’economia regionale”.
E’questo l’allarme lanciato alle istituzioni e alla collettività da Marco Amadori, segretario generale dei bancari (Fiba) Cisl Emilia-Romagna, durante il seminario “Legalità, sviluppo e credito”. Appuntamento che si è svolto questa mattina a Bologna e che, tra gli altri, ha visto la partecipazione di Fabio Di Vizio, sostituto procuratore di Forlì, noto alle cronache per le indagini sul riciclaggio di denaro sporco con la Repubblica di San Marino, e di Francesco Trimarchi, nuovo direttore della Banca d’Italia di Bologna.
“Occorre superare la convinzione secondo cui la criminalità organizzata sia un problema solo del Sud della nostra penisola – ha continuato Amadori – poiché è ormai evidente che le mafie vanno a riciclare i loro proventi illeciti proprio dove l’economia è più sviluppata”. “Così come è evidente – ha proseguito il dirigente cislino – che il canale bancario resta quello privilegiato per il riciclaggio. Fattore non trascurabile se si valuta che l’Emilia-Romagna rimane la seconda regione italiana per numero di sportelli bancari in rapporto alla popolazione residente, un’agenzia ogni 1.250 abitanti, con ben quattro province nelle prime 10 posizioni (Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna) e tutte le altre nelle prime 50”.
Per questo motivo, oltre alla fondamentale attenzione delle aziende di credito e degli operatori di banca, i bancari della Cisl regionale chiedono la collaborazione dei clienti. Una collaborazione che consiste nel fornire con solerzia agli operatori di sportello delle banche quelle informazioni che la legge impone di raccogliere ogniqualvolta ci siano movimenti anomali di denaro.

“D’altro canto – ha sottolineato il segretario generale regionale Fiba – non è un caso se l’Emilia-Romagna è la terza regione italiana per numero di bonifici verso paesi che hanno una fiscalità privilegiata e se, di tutte le comunicazioni inviate alle autorità competenti, ben il 20% ha un seguito di tipo processuale o investigativo”.

Da qui la necessita di perseguire con determinazione la cultura della legalità e il rispetto delle regole. Argomenti che sono stati alla base anche dell’intervento del sostituto procuratore di Forlì, Fabio Di Vizio, che ha citato come esempio l’opera e l’impegno civile dell’avvocato Umberto Ambrosoli, il commissario liquidatore della Banca Privata Italiana assassinato nel 1979. Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore della filiale di Bologna della Banca d’Italia, Francesco Trimarchi, che ha sottolineato come “la legalità sia uno degli elementi fondamentali per la crescita”.

“Certo – ha concluso Amadori – nella nostra regione alcuni passi in avanti sono stati fatti, e qui il riferimento alla recente legge regionale che finanzia progetti di cultura della legalità nel territorio e all’osservatorio antimafia costituito a Rimini tra Provincia e Comuni è palese, ma molto resta da fare”. Ed è proprio partendo da questo assunto che l’appello di Amadori si allarga al Governo riproponendo quello che negli ultimi tempi è la ricorrente richiesta dei bancari della Cisl, vale a dire “la tracciabilità obbligatoria dei pagamenti a partire dai 500 euro”, “poiché solo contrastando con decisione l’evasione fiscale si potrà combattere con efficacia il riciclaggio”.

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