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Torna l’abolizione delle Province nella lettera del governo all’Ue

Ritorna d’attualità la scelta di abolire le Province al centro nelle settimane scorse del dibattito politico nazionale e locale. Il taglio degli enti è stato infatti inserito nella lettera redatta dal governo italiano per fornire le garanzie di tenuta economica e finanziaria all’Unione Europea

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Ritorna d’attualità la scelta di abolire le Province al centro nelle settimane scorse del dibattito politico nazionale e locale. Il taglio degli enti è stato infatti inserito nella lettera redatta dal governo italiano per fornire le garanzie di tenuta economica e finanziaria all’Unione Europea. L’argomento dell’abolizione delle Province è inserito nel capitolo più ampio riguardante la riforma dell’archiettura costituzionale dello Stato. Ecco il passaggio integrale nel quale si afferma che le misure verranno adottate entro i prossimi 6-12 mesi.

I) Riforma dell’architettura costituzionale dello Stato Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa riguarda tanto l’assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del mercato e una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.

 
Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l’Italia intende giungere all’approvazione della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi. In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:
 
A.  Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell’elettorato attivo e passivo per l’elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita politica.
 
B.    Due disegni di legge (all’esame del Parlamento) di riforma complessiva dell’organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari, all’abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell’esecutivo e della maggioranza.
 
Sul secondo versante, relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede: A.  Un disegno di legge (la cui approvazione è in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati) di riforma degli articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa economica e alla tutela della concorrenza, nonchè alla riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione dell’efficienza e del merito.
 
B.    Un disegno di legge sull’introduzione del vincolo di pareggio di bilancio sul modello già seguito in altri ordinamenti europei.
 
A tal fine si deve ricordare che l’articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le leggi costituzionali ad intervallo non minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme costituzionali richiedono dei tempi minimi imprescindibili.

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