Boom di sfratti a Piacenza. In 650 in attesa di alloggi popolari

Nel 2010 sono stati 396 i provvedimenti di sfratto emessi (+17% rispetto all’anno precedente) di cui solo 36 per finita locazione, mentre i restanti sono imputabili principalmente a problemi di morosità; 344 sono invece le richieste di esecuzione e 143 gli sfratti eseguiti.

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Anche a Piacenza è boom di sfratti. L’allarme, lanciato da Sunia (Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari), Sicet (Sindacato Inquilini Casa e Territorio) e Uniat (Unione Nazionale Inquilini Ambiente e Territorio) arriva nella giornata nazionale di mobilitazione contro gli sfratti sostenuta da Cgil, Cisl e Uil. Dati preoccupanti quelli relativi alla nostra città: nel 2010 sono stati 396 i provvedimenti di sfratto emessi (+17% rispetto all’anno precedente) di cui solo 36 per finita locazione, mentre i restanti sono imputabili principalmente a problemi di morosità; 344 sono invece le richieste di esecuzione e 143 gli sfratti eseguiti.

A livello nazionale risultano emessi negli ultimi 5 anni 268mila provvedimenti, di cui 216mila per morosità: si stima inoltre che siano circa 100mila gli sfratti già emessi che potrebbero essere eseguiti nel prossimo periodo.

“Il problema sfratti è una chiara spia del disagio economico di tutto il paese e la manovra in atto non farà altro che aggravare la situazione – hanno commentato Claudio Malacalza, Marco Di Barbara e Massimiliano Borotti, rappresentanti di Sunia, Sicet e Uniat – e anche a Piacenza la situazione, seppur non drammatica deve comunque preoccupare. Quello della casa è un problema da tempo sottovalutato ma che sicuramente esiste se pensiamo solamente alle 650 persone in attesa sul nostro territorio di case popolari ed ai 324 senza dimora”.

Quali le possibili soluzioni? “Serve una seria politica dell’abitare – spiegano – che vada incontro alle famiglie disagiate ed alle giovani coppie, finora i provvedimenti presi si sono dimostrati solamente palliativi. Nello specifico chiediamo venga aumentato il fondo affitti che aiuta a nel pagamento le persone più in difficoltà ed è passato dagli oltri 360 milioni di euro stanziati nel 2000 ai 14 previsti per il 2012”.

“Bisogna inoltre guardare al cosiddetto “housing sociale”, con un occhio di riguardo per quelle iniziative in grado di fare incontrare utenza con difficoltà a pagare con un mercato calmierato”.

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