Dall’Acuto a PcSera. Cosa guardo stasera? Memento

Prosegue con questa recensione cinematografica, la collaborazione tra L’Acuto online (http://acuto.wordpress.com) e PiacenzaSera.it. L’Acuto è il giornale del liceo Gioia di Piacenza 

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Prosegue con questa recensione cinematografica, la collaborazione tra L’Acuto online (http://acuto.wordpress.com) e PiacenzaSera.it. L’Acuto è il giornale del liceo Gioia di Piacenza che da qualche tempo ha un’appendice telematica, un po’ blog e un po’ giornale. Noi abbiamo deciso di aprirgli uno spazio… leggere per credere l’articolo qui sotto.

Nonostante tutte le odierne tecnologie ci portino a riconsiderare continuamente i nostri orizzonti e a porli sempre più lontani, il mondo più affascinante e complesso che conosciamo – o meglio non conosciamo – resta quello della nostra mente; su questo sfondo si snodano le storie di numerosi film, uno su tutti Memento, in latino: ricordati. La trama di questa pellicola (Christopher Nolan, 2000) non è lineare, segue uno schema del tutto particolare che tuttavia non rende indecifrabile la vicenda: i blocchi narrativi sono due, uno passato (in bianco e nero) che si alterna all’altro, presente, che va però a ritroso, di modo che la fine di ogni sequenza è l’inizio della precedente. Questo espediente crea un’analogia tra la struttura del film e la psiche del protagonista;  sebbene enigmatico non è troppo contorto e, una volta capito il meccanismo, è molto semplice mettere insieme i pezzi del puzzle.

 
L’ultimo ricordo di Leonard Shelby è la moglie stuprata e morente nel bagno di casa, che ha trovato dopo essersi svegliato nel cuore della notte alle sue urla. Prima che possa fare qualsiasi cosa, viene colpito da un uomo, l’assassino, e perde i sensi: il trauma cranico che riporterà in seguito avrà effetti irreparabili sulla sua memoria a breve termine e gli sarà così preclusa l’assimilazione di nuovi ricordi. A partire da quest’ultima, drammatica immagine la vita di Leonard è un continuo, infinito ripartire da zero, dal momento che tutto ciò che possa fare, dire o scoprire svanirebbe dalla sua mente nel giro di pochi minuti. Per questo si tatua sul corpo le informazioni fondamentali per il suo scopo, la ricerca e l’uccisione dell’assassino della moglie (un certo J. G.) e scatta istantanee alle persone di cui fa conoscenza, annotandone con brevi descrizioni l’affidabilità… Per sopravvivere a tutto questo, Shelby organizzerà la sua vita con ordine e metodo e soprattutto troverà nel suo cieco desiderio di vendetta il motivo per stare al mondo, costruendosi da solo una sciarada irrisolvibile. (Devo credere in un mondo fuori dalla mia mente, devo credere che le mie azioni abbiano ancora un senso; anche se non riesco a ricordare devo convincermi che quando chiudo gli occhi il mondo continua ad esistere.) Un thriller psicologico tutto sommato non troppo – o comunque non abbastanza –  conosciuto, che rappresenta un vero capolavoro nel suo genere, diretto dal regista di Inception, Il cavaliere Oscuro, The Prestige e Batman Begins (tanto per citare qualche titolo commercialmente più noto). Se quindi siete in vena di un film impegnativo a finale spiazzante – e vi state chiedendo disperatamente Cosa guardo stasera? –  scegliete Memento.
 
ALESSANDRO LUSITANI

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