Dossier Caritas, boom di sfratti in Regione. A Piacenza uno ogni 327 famiglie

Presentati i dati raccolti in 12 Caritas Diocesane regionali. A Piacenza 1273 persone si sono rivolte ai centri di ascolto. Focus sul problema abitativo, in Emilia è boom di sfratti: in città 396 quelli emessi, uno ogni 327 famiglie. 

Più informazioni su

Presentati a Reggio Emilia i dati raccolti in 12 Caritas Diocesane della Regione Emilia Romagna. Anche quest’anno, come nel 2010, le riflessioni scaturite dai dati sono state raccolte in un Dossier regionale che tiene conto anche dei dati di contesto relativi alla regione. In particolare si è voluto affrontare un tema che in questi anni ha assunto un interesse prioritario, l’abitare.

 

Il disagio abitativo, è stato evidenziato, è un fenomeno multidimensionale che fa riferimento sia a condizioni di deficit qualitativo degli alloggi, sia a quelle dimensioni della vita delle persone che condizionano l’accesso alla casa e che comprendono la condizione familiare, economica, lavorativa e abitativa. Purtroppo i dati più recenti a disposizione sull’abitare sono quelli forniti dall’Istat nel 2010 e relativi al 2008.

Dati abbastanza recenti e alquanto preoccupanti riguardano ad esempio gli sfratti in Emilia Romagna nel 2010. Se nel 2006 solamente una famiglia su 415 aveva ricevuto una richiesta di esecuzione di sfratto, nel 2010 il numero degli sfratti sale a quasi 12 mila unità, vale a dire una famiglia su 279 (quasi il doppio del 2006). Gli sfratti eseguiti passano dal 1606 del 2001 ai 4156 del 2010. A Piacenza nel 2010 sono stati 396 gli sfratti emessi (uno ogni 327 famiglie), 143 quelli eseguiti e 344 le richieste di esecuzione.

S.E. Mons. Duglas Regattieri Vescovo di Cesena e Delegato dalla Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna al Servizio alla Carità, ha sottolineato “l’importanza che questo tema riveste per la Chiesa tutta. La ragione per cui la Chiesa si interessa dell’emergenza abitativa è »perché ama l’uomo, perché ha premura della vita dell’uomo, perché si prende cura del bene di ciascuno e di tutti. La casa costituisce uno di questi beni fondamentali”.

Simona Melli del Centro culturale Ferrari, curatrice del Dossier, ha presentato i dati regionali rilevati dalle Caritas dell’Emilia Romagna. “Oggi parliamo di 16.850 persone che si sono rivolte ai centri di ascolto Caritas. Dietro questo numero ci stanno però moltissime altre persone, i famigliari di coloro che sono stati incontrati per cui il numero si fa più consistente. Stiamo parlando principalmente di coloro che non trovano risposte in altre strutture pubbliche o private perché privi di determinati requisiti quali la cittadinanza, la residenza, il titolo di soggiorno. Da rilevare però che è in costante aumento il numero di coloro che hanno accesso anche ad altri servizi ma che non trovano risposte sufficienti. Fra gli strumenti che le Caritas della Regione stanno adottando”. Venendo ai numeri locali, a Piacenza si sono rivolte ai centri di ascolto Caritas 1273 persone (+10% rispetto all’anno precedente), di cui il 28% italiane.

Gianmarco Marzocchini, Delegato Caritas per la Regione Emilia Romagna, sottolinea che “Si individuano due criticità da portare all’attenzione pubblica. Prima di tutto la necessità di collaborare con le istituzioni e il privato sociale per fronteggiare insieme problematiche tanto complesse quali quelle abitative. Come Delegazione Caritas Emilia Romagna inoltre abbiamo tentato di approfondire il tema della casa e dell’housing sociale rilevando una questione di cui la politica dovrebbe tenere conto. In particolare si dovrebbe mettere mano alle politiche di accesso agli alloggi di edilizia pubblica, un patrimonio questo che negli anni si è sempre più assottigliato a causa della necessità di ristrutturare gli immobili esistenti, ma anche in conseguenza della vendita degli stessi”.

In questo senso scorrendo il rapporto emerge come a Piacenza, secondo i dati elaborati da Caritas, vi siano 368 alloggi non occupati su un totale di 2981. 324 nel 2010 le persone che risultavano senza fissa dimora: erano 240 l’anno precedente.

“Sarebbe inoltre necessario – ha concluso Marzocchini – rivedere i parametri della permanenza all’interno delle case popolari, e si rende sempre più necessario controllare l’idoneità dei nuclei famigliari che ne beneficiano. Se la politica farà la sua parte si darà la possibilità di accedere agli alloggi di emergenza per coloro che hanno subito uno sfratto e che non hanno alcun reddito e allo stesso tempo di dare continuità ai progetti sulle situazioni di particolare fragilità»

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.