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Gervasoni interrogato per quasi 6 ore, altri 10 match sospetti

E’ terminato il lungo interrogatorio nella Procura di Cremona dell’ex difensore biancorosso Carlo Gervasoni. Dopo aver parlato per quasi 6 ore col pm Di Martino, l’ex giocatore è salito sul cellulare ed è stato riportato in carcere

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AGGIORNAMENTO ORE 17,30 – E’ terminato il lungo interrogatorio nella Procura di Cremona dell’ex difensore biancorosso Carlo Gervasoni. Dopo aver parlato per quasi 6 ore col pm Di Martino, l’ex giocatore è salito sul cellulare ed è stato riportato in carcere. L’interrogatorio-fiume Gervasoni era iniziato verso le 11, è stato interrotto solo per una breve pausa pranzo.

L’ex giocatore del Piacenza davanti ai magistrati avrebbe parlato di altre dieci partite, rispetto a quelle note alla magistratura. Tre match sarebbero di Serie A. 
Gervasoni, nei due colloqui con i magistrati, avrebbe fatto inoltre il nome di una ventina di giocatori che potrebbero essere coinvolti nel giro delle partite truccate. Ha spiegato, inoltre, che delle combine di 3 partite di serie A di cui ha parlato, due sarebbero andate a buon fine.

AGGIORNAMENTO ORE 13 – Prosegue da oltre due ore l’interrogatorio di Carlo Gervasoni. Un interrogatorio che si preannuncia molto lungo: secondo indiscrezioni riportate dal sito web della Gazzetta dello Sport, l’ex difensore biancorosso starebbe fornendo i nomi di giocatori e squadre coinvolte nella combine delle partite. Sono nel frattempo stati concessi gli arresti domiciliari a Filippo Carobbio, uno dei calciatori finiti in manette nell’ambito dell’inchiesta.

AGGIORNAMENTO 27 dicembre – E’ iniziato alle 11 l’interrogatorio a Cremona di Carlo Gervasoni di fronte al pm Di Martino..

LA VICENDA

26 dicembre 2011 – Forte rischio di inquinamento delle prove e manipolazione delle partite ancora in atto. Con questa motivazione sono scattati la settimana scorsa i 17 provvedimenti di custodia cautelare in carcere che hanno coinvolto anche 5 calciatori ed ex. Con questi arresti e’ di fatto partito il secondo filone dell’inchiesta ’Last bet’ sul calcioscommesse condotta dalla procura di Cremona.

Il primo filone era cominciato lo scorso giugno con i primi arresti. Nel mirino degli inquirenti restano undici partite: Cittadella-Mantova, Ancona-Grosseto, Brescia-mantova, Grosseto-Reggina ed Empoli-Grosseto del 2009-2010; Ascoli-Atalanta, Atalanta-Piacenza e Padova-Atalanta del 2010-2011 e infine Brescia-Bari, Brescia-Lecce e Napoli-Sampdoria dell’attuale stagione sportiva. Le indagini condotte dal procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, hanno portato agli arresti Cristiano Doni, Carlo Gervasoni, Luigi Sartor, Alessandro Zamperini, Filippo Carobbio, Nicola Santoni e Alessandro Benfenati.
Di questi, restano attualmente in carcere Gervasoni, Sartor e Zamperini, mentre hanno ottenuto gli arresti domiciliari tutti gli altri. Luigi Sartor e’ stato l’unico ad avvalersi del diritto di non rispondere perche’, come ha spiegato il suo legale, Antonino Tuccari, gli e’ stato impedito in precedenza di incontrare l’avvocato stesso: “Si tratta di una violazione – ha detto Tuccari – che sara’ fatta valere nelle sedi opportune, ovvero davanti al Tribunale del Riesame”.
Piena collaborazione invece da parte degli altri interrogati. Cristiano Doni ha ammesso in oltre due ore di interrogatorio il suo interessamento per la gara Atalanta-Piacenza, ha fatto invece dei distinguo su Ascoli-Atalanta, mentre non e’ stato in grado di riferire su Padova-Atalanta. Il capitano, sospeso tre anni dalla giustizia sportiva, ha anche spiegato la sua offerta di pagare parte della parcella dell’avvocato che difendeva davanti a Stefano Palazzi, procuratore della Figc, Nicola Santoni, ex preparatore atletico dei portieri del Ravenna e co-indagato.

Non un tentativo di cucire la bocca a Santoni che, stando alle intercettazioni, era inquieto e nervoso, ma l’intenzione di “aiutare un amico in difficolta’ economiche”. Doni ha anche tentato di fornire giustificazioni circa la scheda telefonica intestata a un romeno che lavorava nello stabilimento balneare di Cervia ’I figli del Sole’ e che, secondo l’accusa, gli e’ servita per ’dribblare’ le intercettazioni. Secondo l’avvocato Pino, “il quadro indiziario ne esce rafforzato”, ma la posizione personale di Doni e le sue responsabilita’ “ne escono affievolite”. E se “gli inquirenti hanno le idee molto chiare”, tuttavia “le premesse complessive dell’indagine non sono ribaltabili su di lui. Doni non e’ referente, capo, promotore”.

Meno convincente, ma piu’ complicata, la posizione di Gervasoni che ha ammesso che da almeno un anno era punto di riferimento per il gruppo degli ’zingari’ e partecipava direttamente al reclutamento dei giocatori per combinare i risultati delle partite offrendo soldi in contanti. Gervasoni ha ammesso di aver tentato di manipolare i risultati delle squadre in cui ha militato: punto fisso per anni dell’Albinoleffe ha continuato anche con Mantova, Cremonese e Piacenza aggiungendo altri nomi e altre gare all’elenco gia’ stilato dagli inquirenti.

Ne e’ emerso che Geravsoni era un ’piazzista’ di partite, un’attivita’ che sembra nascere nell’Albinoleffe, da cui proviene buona parte dei calciatori coinvolti nell’indagine: da Filippo Carobbio a Paolo Acerbis. E dopo l’Atalanta, l’Albinoleffe e’ la seconda squadra bergamasca che sembra essere l’epicentro della grande truffa, perche’ il calciatore ha raccontato di aver cominciato proprio da li’.

Domani Gervasoni sara’ interrogato dal procuratore Roberto di Martino. Anche Filippo Carobbio ha collaborato ammettendo il proprio coinvolgimento dissociandosi completamente dalle altre persone coinvolte nell’inchiesta. Il quadro degli inquirenti risulta ancora piu’ ricco e lo stesso gip di Cremona, Guido Salvini, si e’ detto soddisfatto degli interrogatori ammettendo che ci sono stati notevoli sviluppi nell’ambito dell’inchiesta che potrebbero avere effetti positivi anche per il mondo del calcio che ultimamente e’ finito troppo spesso sulle pagine delle cronache. (AGI) .

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