Natale in tempo di crisi: “Qualità e made in Italy. Con un occhio al prezzo”

Analisi di Unione Commercianti Piacenza sull'indagine condotta da Confcommercio Emilia Romagna. Per più della metà degli imprenditori intervistati la crisi sta condizionando i comportamenti di acquisto per il Natale.

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La crisi si fa sentire. Lo rileva l’indagine sui consumi pre-natalizi condotta da Confcommercio Emilia Romagna, attraverso il centro studi Iscom Group, su un campione di imprese commerciali della nostra regione.

L’analisi arriva dall’Unione Commercianti di Piacenza che riferisce come per più della metà degli imprenditori intervistati la crisi stia condizionando i comportamenti di acquisto per il Natale. I consumatori privilegiano i regali utili e non troppo costosi; nell’abbigliamento infatti vanno pe molto maglieria e abiti, tra gli accessori le borse di marche di moda, sciarpe e profumi.

Lo smartphone è l’oggetto del desiderio di chi regala la tecnologia Si rileva grande interesse per i prodotti alimentari, e gli operatori segnalano tra i più venduti i prodotti tipici come insaccati/salumi e formaggi. Ci si orienta quindi verso la qualità e il Made in Italy, ma con un occhio al prezzo. Il Direttore di Unione Commercianti Giovanni Struzzola evidenzia come il cliente approcci gli acquisti natalizi valutando innanzitutto se questi sono compatibili con le proprie disponibilità;  si pone poi il problema di ottimizzare il rapporto qualità prezzo.

Per il 59% degli operatori intervistati la clientela è sempre più attenta al prezzo. Questa attenzione alla convenienza si esprime parallelamente anche con la riduzione della spesa
per i regali (28%), la scelta di regali utili (16%) e con la diminuzione degli acquisti non strettamente natalizi (11%).

In base all’indagine, circa la metà dei commercianti intervistati ha indicato come “complessivamente discreto” l’andamento delle vendite del periodo, l’altra metà riporta una diminuzione della spesa rispetto al 2010.

La spesa pro-capite (media regionale) si mantiene ad un livello piuttosto contenuto. Per la grande maggioranza dei operatori,la soglia massima di spesa della clientela per l’acquisto
della strenna natalizia si mantiene entro i 100 euro, e questo anche per merceologie come l’abbigliamento, le calzature e la gioielleria che di solito richiedono un impegno economico
maggiore.

Confermando una tendenza già in essere da alcuni anni, secondo l’Unione Commercianti si rileva una sostanziale tenuta nella vendita dei prodotti di marca medi, in particolare
alimentari e beni per la persona, e dei prodotti economici non di marca, in questo caso oggettistica e casalinghi.

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