Quantcast

No a Palazzo Uffici: Reggi: “Uso politico”. Foti: “Attacco becero”

La replica dell’assessore Barbieri: "Abbiamo compiuto una valutazione puramente tecnica". E’ scontro frontale tra il Comune di Piacenza e l’amministrazione provinciale

Più informazioni su

E’ scontro frontale tra il Comune di Piacenza e l’amministrazione provinciale dopo la bocciatura tecnica da parte di quest’ultima della pratica amministrativa di Palazzo Uffici, il progetto di nuovo palazzo unico che dovrebbe accorpare le varie sedi comunali sparse in città. La Provincia ha rispedito la pratica a Palazzo Mercanti, che ora è tenuto ad adeguarla alle osservazioni formulate.

Al sindaco Reggi (vedi sotto le dichiarazioni) risponde l’ex consigliere provinciale e deputato del Popolo della libertà Tommaso Foti. “Appare becero sotto il profilo istituzionale e del tutto errato sotto quello giuridico l’inopinato commento che il Sindaco Reggi ha riservato alla deliberazione della Giunta provinciale, relativamente alla variante al Piano Regolatore Generale della città di Piacenza assunta il 24 gennaio 2011 da quel consiglio comunale”.

“In primo luogo giova ricordare che l’articolo 114, comma 2, della Costituzione stabilisce che le Province, al pari dei Comuni, delle città metropolitane e delle Regioni sono Enti autonomi, con propri statuti, poteri e funzioni, secondo i principi fissati dalla Costituzione stessa. Ora, non vi è dubbio che la Giunta Provinciale, nel pieno rispetto di detta norma ha esercitato un proprio legittimo potere, senza alcun ritardo, che infatti viene solo evocato in chiave polemica dal Sindaco, ma non dimostrato da alcuna prova né suffragato da alcunché.”

“A chi, come il Sindaco di Piacenza, pensa che vi siano Enti più uguali degli altri o che debbano essere favoriti a prescindere, ricordo che sia gli organi tecnici sia quelli politici della Provincia di Piacenza hanno, rispetto alla variante in esame, null’atro seguito che le procedure e le modalità proprie dell’ordinamento e conformi allo stesso”.

“L’Amministrazione provinciale ha assunto le sue decisione non sulla base di valutazioni politiche o ideologiche, ma in ragione di valutazioni tecniche, che possono essere disattese dal Comune così come è capitato in diverse altre occasioni, ma che rigorosamente sono figlie dell’imparzialità degli uffici preposti, che non può essere svillaneggiata da chicchessia”.

“I pubblici impiegati della Provincia, al pari di tutti gli altri, sono per Costituzione (articolo 98) al servizio della Nazione, non di conventicole politiche, né tanto meno di interessi amministrativi. Esprimo piena e completa solidarietà all’Assessore Barbieri, vittima del maschilismo di ritorno del Sindaco Reggi che, in piena malafede, l’accusa di un assenteismo nei procedimenti amministrativi indimostrabile nei fatti. Certo, a differenza del Sindaco Reggi, l’Assessore Barbieri è spesso assente ai tagli dei nastri, essendo un valente Assessore alla Programmazione e Sviluppo economico e non alle forbici”.

“Non vedo come si possa invocare una collaborazione istituzionale, quando si esprimono volgari e meschini giudizi sull’Amministrazione provinciale, e lo si fa solo dopo e non prima l’assunzione di un atto che, ancorché non gradito, non dovrebbe essere fonte di giudizi avventati e non veritieri, ma tutt’al più oggetto di impugnazione avanti i competenti organi giurisdizionali”.

“Non è la prima volta, e non sarà certo l’ultima, che la Provincia, nella sua piena autonomia istituzionale, esprimerà giudizi e valutazioni che possono legittimamente contrastare con quelli di altri Enti. Ma, a dimostrazione della cristallina imparzialità dell’Amministrazione provinciale, c’è e rimane il fatto che un uguale metro e criterio di giudizio è riservato a tutti i Comuni, indipendentemente dall’area politica che li governa”.

“Un’imparzialità, quella dell’Amministrazione provinciale, che si distingue anche rispetto ad altri organi dello Stato, come la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza che, avendo ricevuto il 26 settembre una richiesta di parere sulla pratica che qui interessa dal Comune di Piacenza, si è pronunciata seduta stante, con buona pace di altri Enti che, per analoghe richieste, hanno dovuto attendere anche diversi mesi”.



La reazione del sindaco Roberto Reggi al no arrivato dalla Provincia non si è fatta attendere, con parole assai pesanti: “Da parte della Provincia – ha affermato – è stata utilizzata una responsabilità di natura amministrativa per compiere un’azione di contrasto politico. E’ un comportamento che va contro i principi della nostra Costituzione che presuppone un rapporto di lealtà tra i differenti livelli istituzionali”. 

Replica pronta anche da parte dell’assessore provinciale all’urbanistica Patrizia Barbieri che rivendica la correttezza dell’operato di via Garibaldi: “Quello espresso dai miei uffici è stato un parere esclusivamente tecnico, e la pratica di Palazzo Uffici è stata trattata al pari di qualunque altra. La valutazione è stata compiuta con grande senso di responsabilità e con tutti gli scrupoli del caso”.

Bocciatura tecnica da parte della Provincia di Piacenza per la pratica di Palazzo Uffici arrivata dal Comune. La variante al Prg adottata dal consiglio comunale nel gennaio 2011, e contenente i cambi di classificazione degli immobili di proprietà di Palazzo Mercanti da permutare per finanziare la nuova sede unica prevista nell’area ex Unicem, è stata giudicata non rispettosa di alcune disposizioni normative in materia urbanistica (art. 15 comma 4 lettera c, punti 1 e 3, della legge regionale 47/1978).

Ora il Comune sarà tenuto ad adeguarsi alle osservazioni di via Garibaldi, ovvero a esprimersi con motivazioni puntuali e circostanziate. Così recita la delibera licenziata in questi giorni dalla giunta provinciale dopo la fese istruttoria.

La bocciatura riguarda, in particolare, il ricorso al procedimento semplificato di variante e, più nel merito, due aspetti che dal provvedimento derivano secondo i calcoli della Provincia: “Un incremento della capacità insediativa prevista dal Prg; un decremento delle dotazioni per attrezzature di interesse comune conseguenti alle nuove destinazioni urbanistiche proposte per le aree di via Scalabrini 11 e via Taverna 39”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.