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Atlantis, seconda notte sul tetto “Staremo qui fino a quando non otterremo qualche risultato” LE FOTO foto

Prosegue la protesta sul tetto di Atlantis a Sariano di Gropparello. Non scendono i 6 lavoratori che hanno trascorso la notte al freddo. Domani incontro in Provincia. 

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AGGIORNAMENTO SERA – I sei manifestanti sul tetto di Atlantis si preparano a trascorrere la seconda notte al freddo. Secondo quanto riferiscono, l’azienda ha concesso che venisse loro portata una stufetta alogena per riscaldarsi un po’ nel giaciglio improvvisato fatto di coperte e sacchi a pelo. Insieme alla stufetta è arrivato anche qualcosda da mangiare. “Non scendiamo – ribadisce Franco Pucci – fino a quando non sarà raggiunto un accordo. Per farci coraggio incitiamo i nostri colleghi, che ci seguono vicino ai cancelli. Anche loro trascorreranno la notte al freddo. Rivolgiamo un appello a chi abita in zona: serve legna da ardere, vecchi bancali, per alimentare i falò dei compagni, che continuano la protesta insieme a noi”. 

AGGIORNAMENTO POMERIGGIO
– “Ci hanno portato qualche pezzo di pizza i colleghi, così abbiamo mangiato qualcosa”. A parlare è Franco Pucci, uno dei sei lavoratori dell’Atlantis di Sariano di Gropparello che da ieri si trovano sul tetto dello stabilimento, per chiedere che si riapra una prospettiva per la produzione. “Ci stiamo scaldando – aggiunge – con un secchio nel quale abbiamo messo a bruciare un po’ di legna. C’è freddo ma siamo determinati a stare qui fintanto che non ci sarà qualche risultato dalla trattativa con l’azienda”. La protesta dunque prosegue almeno fino al vertice in Provincia programmato per domani che dovrebbe riallacciare le fila del dialogo e trovare soluzioni per i lavoratori ai quali è stata prospettata la chiusura della fabbrica e la fine della produzione delle imbarcazioni. 

DOMANI L’INCONTRO – In attesa dell’incontro di domani, mercoledì 9 gennaio alle 15 nella sede della Provincia di Piacenza in via Mazzini, con l’azienda Azimut-Benetti Spa, prosegue la protesta dei dipendenti dello stabilimento di Sariano di Gropparello. Dopo aver trascorso la notte sul tetto, sei dei 180 lavoratori continueranno la loro protesta e non scenderanno fino a quando non arriveranno buone notizie. I colleghi intanto stanno tenendo un’assemblea permanente. 

NOTTE AL GELO – “Abbiamo trascorso la notte al freddo e al gelo – dice Franco Pucci, uno dei sei lavoratori in protesta sullo stabilimento – perché a quanto pare non è stato possibile riuscire a portare qualche stufetta sul tetto per riscaldarci, e non abbiamo neppure mangiato da ieri a mezzogiorno: siamo in sciopero e l’azienda non fa entrare nessuno. Ma noi non scenderemo fino a quando non ci sarà qualche novità positiva, quando sarà trovato un accordo. Non ci arrendiamo e andiamo avanti fino in fondo”. 

“A questa azienda ho dato 11 anni della mia vita, mi sono trasferito qui da Salerno per trovare un lavoro dignitoso, ho acceso un mutuo per comprare casa – prosegue – e invece è andata male. Siamo disperati”. Sul tetto con lui anche Claudio Cobanu, Maurizio Piazza, Kompauri Musha, Leon Lazzari e Ballo Sekou.

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Ieri l’assessore provinciale alle Politiche del lavoro Andrea Paparo, che, a fronte degli sviluppi delle ultime ore che coinvolgono in prima persona i dipendenti dello stabilimento piacentino, ha espresso “un urgente invito alla distensione al fine di arrivare il prima possibile ad un risultato concreto”.

“Auspico – ha continuato l’assessore Paparo – che si trovi presto un accordo che preveda la maggior tutela possibile per i lavoratori. Per raggiungere questo obiettivo, a fronte di un costante impegno delle istituzioni, è necessario che tutti i soggetti coinvolti mantengano un atteggiamento corretto e disteso”. Dopo il mancato accordo della fine di dicembre, tornano dunque a riunirsi intorno ad un tavolo – oltre all’Amministrazione provinciale – la Regione Emilia Romagna, il gruppo Azimut-Benetti Spa, Confindustria Piacenza, le organizzazioni sindacali (Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uilcem- Uil) e le Rsu aziendali. Il vertice costituirà l’occasione per discutere e valutare percorsi alternativi alla mobilità, come ad esempio, sulla base degli impegni sottoscritti al ministero dello Sviluppo economico, l’attivazione della cassa integrazione straordinaria di 24 mesi per riorganizzazione del Gruppo.

OCCUPATO LO STABILIMENTO – Grande fibrillazione allo stabilimento Atlantis di Gropparello, dopo l’incontro che si è tenuto questa mattina a Torino per definire le modalità della Cassa integrazione. “Abbiamo dichiarato lo stato d’agitazione – spiegano i sindacati – e sono partiti scioperi spontanei, con qualche dipendente che è salito sul tetto”. Sono in tutto 6 i lavoratori che hanno deciso di trascorrere la notte all’adiaccio, sul tetto dello stabilimento, mentre davanti ad Atlantis c’è un presidio di altri dipendenti. Domani mattina alle 7 si terrà subito una nuova assemblea di tutti i lavoratori, anche se al momento la riunione indetta con i sindacati non è ancora finita. 

Ricordiamo che la vicenda Atlantis ha preso il via più di 2 mesi fa, con la decisione della proprietà, Azimut Benetti, di chiudere la sede di Sariano di Gropparello alla fine del 2012. Una data che poi è stata procastinata, ma l’azienda non ha ancora attivato la cassa integrazione per i dipendenti, che chiedono il rispetto degli accordi sottoscritti a Roma al ministero.

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