Fratture sul corpo di Jasin. Il mistero degli ultimi giorni

Il corpo di Jasin Hagi aveva diverse fratture, allo sterno, al torace e dorsali. Sono le indiscrezioni sull’esito dell’autopsia svolta sul corpo del giovane scomparso da casa il giorno di Natale. Ieri nuovo sopralluogo alla caserma dove venne trovato il corpo. Si indaga per ricostruire i suoi ultimi giorni.

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Il corpo di Jasin Hagi aveva diverse fratture, allo sterno, al torace e dorsali. Sono le indiscrezioni sull’esito dell’autopsia svolta sul corpo del giovane 21enne scomparso da casa il giorno di Natale e poi ritrovato senza vita all’esterno della nuova caserma dei Vigili del Fuoco il 4 gennaio scorso. Le riporta il quotidiano “Libertà” oggi. 

Le lesioni sul corpo di Jasin potrebbero addirittura aver concorso a causare la sua morte (forse con una caduta dall’alto) e comunque non sarebbero riconducibili all’incidente stradale che il giovane aveva avuto nei giorni prima della sua scomparsa. Le indagini della Procura di Piacenza, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per “istigazione al suicidio,” sono finalizzate a ricostruire gli ultimi spostamenti del giovane e se ci fossero stati contatti con altre persone negli ultimi giorni della sua vita. Ieri pomeriggio intanto il magistrato insieme ai carabinieri ha effettuato un nuovo sopralluogo all’interno della caserma dei vigili del fuoco dove il giovane ha verosimilmente trascorso le ultime ore prima della morte. Sono stati raccolti e repertati alcuni oggetti sui quali verranno svolti accertamenti più approfonditi da parte del Ris di Parma. Anche le scritte rinvenute all’interno dei locali della caserma (nella foto) potrebbero essere oggetto di una perizia. Le indagini dunque proseguono in più direzioni: si cerca prima di tutto di ricostruire come e dove Jasin abbia trascorso i suoi ultimi giorni (era stato avvistato alla stazione centrale di Milano) e ore e se con lui vi fosse qualcuno quella tragica notte. In questo senso amici e conoscenti potrebbero essere ascoltati nei prossimi giorni.

L’INCHIESTA – Un’inchiesta per istigazione al suicidio contro ignoti. E’ quella aperta dalla Procura della Repubblica di Piacenza dopo la morte di Jasin Hagi, il giovane di 21 anni trovato senza vita il 4 gennaio scorso all’esterno della caserma dei vigili del fuoco di Piacenza. “Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni”. E’ il testo dell’articolo 580 del codice penale che il sostituto procuratore della Repubblica Ornella Chicca ha citato sul fascicolo di inchiesta.

Con le indagini la Procura intende ricostruire i movimenti di Jasin nei giorni che hanno preceduto il tragico epilogo dopo l’abbandono della casa, il giorno di Natale. Si attende anche l’esito di tutti gli esami svolti sul corpo con l’autopsia per sapere se, oltre all’assideramento, possano esserci state altre cause del decesso. 

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