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Moderati per il centrosinistra: “Sostegno al vincitore delle primarie”

Approda anche a Piacenza il movimento dei Moderati per il centrosinistra, nato in Piemonte ed ora in progessiva diffusione anche nelle altre regioni. In Emilia Romagna si è deciso di rompere gli indugi proprio a Piacenza, in concomitanza con la tornata elettorale.

Approda anche a Piacenza il movimento dei Moderati per il centrosinistra, nato in Piemonte ed ora in progessiva diffusione anche nelle altre regioni. In Emilia Romagna si è deciso di rompere gli indugi proprio a Piacenza, in concomitanza con la tornata elettorale. Il coordinatore provinciale è Giovanni Rossi, già consigliere provinciale della Margherita durante la Giunta Squeri bis, sciomparso dalla scena politica locale dopo lo scioglimento della Margherita. 

“Parteciperemo alle elezioni comunali con una nostra lista – spiega Rossi -, e sosterremo il candidato che vincerà le primarie. Non ci schiereremo a favore dell’uno o dell’altro candidato, siamo pronti a prendere atto del risultato e a lavorare insieme per la costruzione del programma”. “Siamo pronti ad accettare chiunque abbia voglia di impegnarsi in politica, ad eccezione di chi si è già speso pubblicamente in altre formazioni politiche”. 

Ecco il programma presentato questa mattina 

La crisi generalizzata che obbliga il Paese intero a sacrifici inusitati, obbliga anche gli Enti locali a comprimere i costi e ad utilizzare al meglio le sempre più scarse risorse disponibili, riteniamo quindi necessario agire con urgenza e decisione al fine di uniformare, anche il Comune di Piacenza, al generale stato di necessità e di contenimento dei costi.
In particolare:
1) E’ necessario che il Comune tagli una serie di spese di rappresentanza e di “abbellimento” della città (che vengono lette come non indispensabili e dovute più alla voglia di apparire degli amministratori che essenziali) a vantaggio del sostegno al bisogno, in particolare a sostegno della disabilità (che ha visto, negli ultimi tempi, un taglio alle risorse erogate con gravi e seri problemi per le famiglie).
2) E’ necessario ridurre, al più possibile, le complessità burocratiche sia ai cittadini che alle imprese; per i cittadini si potrebbe pensare, come tanti studi hanno provato, di far diventare l’URP, lo sportello unico dei cittadini, il luogo dove tutti si rivolgono (invece che girare i vari uffici) consegnano le pratiche e le vanno a ritirare (con tempi certi e risposte certe); dovrebbero poi essere gli addetti all’URP (i migliori impiegati comunali) a far girare le pratiche tra gli uffici ed assicurare che tutti svolgano al meglio i propri compiti (non le
persone che girano negli uffici, ma le pratiche che vengono fatte girare). Uno sportello così pensato servirebbe anche a monitorare in continuazione la soddisfazione dei cittadini verso l’amministrazione senza tanti sondaggi o studi, inoltre sarebbe li a dimostrare, in tempi di crisi e di ristrettezze per tutti, l’effettiva necessità degli Enti e dei dipendenti pubblici che vengono dai più visti quale inutile spreco. Per le imprese bisogna invece mettere a disposizione (una volta per tutte) il già esistente ma non funzionante Sportello Unico per le Imprese quale unico strumento in grado di dare soluzione alla lentezza burocratica ed al possibile malcostume, anche collaborando con la CCIAA che ha in adozione un simile sportello (SUAP).
3) E’ poi necessario proseguire sulla strada della gestione “sicura” dei nostri territori anche contrastando le forme meno visibili ed apparentemente meno dannose della delinquenza, quelle cioè rappresentate dall’infiltrazione malavitosa a fini di riciclaggio del denaro; a tal fine, e quale decisivo elemento a sostegno delle nostre imprese virtuose, vanno compiuti, congiuntamente con tutte le Istituzioni, tutti i maggiori sforzi tesi al sostegno della legalità delle imprese ed alle più corrette forme di leale concorrenza tra le imprese stesse, soprattutto in settori quali la logistica ed il commercio dove già sono presenti e ben visibili avvisaglie di preoccupanti comportamenti non regolamentari.
4) Infine, un tema più politico, legato al recente provvedimento sulla chiusura delle Province. Crediamo infatti che questo sia un provvedimento che genererà squilibri impressionanti. Cancellando l’Ente Provincia viene azzerato infatti un insieme territoriale (per fare un esempio se ci fossero ancora le targhe provinciali, passeremmo dalla targa PC a quella dell’Emilia Romagna), di conseguenza verranno poi azzerati (o cambieranno comunque forma e dimensione) tutti gli Enti e le strutture a dimensione provinciale (Camere di
Commercio, Prefetture, ecc), rimarranno sul territorio solo uffici e compiti trasferiti alle Regioni e ai Comuni più grandi. Con questa riforma il ruolo delle città (ex) capoluogo (infatti capoluogo di che cosa? ora chiamiamole maggiori), sarà sempre più importante. Il Comune di Piacenza del domani dovrà quindi essere il baricentro di un nuovo territorio, dovrà svolgere un ruolo di cerniera e di coinvolgimento dei Comuni più piccoli. E potrà, a secondo delle politiche attuate, fagocitare e “distruggere” i Comuni più deboli o divenire
garante delle nuove politiche territoriali di area ben più vasta rispetto al limite del suo confine territoriale. Credo che la nostra cultura politica, la nostra storia e i valori che rappresentiamo debbano garantire questo futuro che però dovrà rappresentare una svolta sempre più “Politica” del Sindaco e degli amministratori comunali del domani.

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