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Affioramenti ofiolitici

Enormi blocchi di rocce magmatiche dal caratteristico colore nero-verdastro, formatesi nel profondo dell’oceano, e del tutto simili a quelle che tuttora si trovano sui fondali dell’Atlantico

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L’Appennino Settentrionale ha avuto origine dalla collisione di due grosse placche di crosta terrestre, quella europea e quella adriatica. Nel Giurassico medio, circa 160 milioni di anni fa, i margini continentali di queste due placche erano divisi da un vasto bacino oceanico, conosciuto come “oceano ligure-piemontese”, che scomparve completamente quando la collisione fu completata, circa 50 milioni di anni fa.

La convergenza di queste due placche (che continua tuttora, come testimoniano i terremoti che periodicamente sconvolgono la nostra penisola) ha determinato il sollevamento dell’Appennino, che segnala, come una lunga cicatrice, il luogo della collisione.

Nel corso della stessa, enormi blocchi di rocce magmatiche dal caratteristico colore nero-verdastro, formatesi nel profondo dell’oceano, e del tutto simili a quelle che tuttora si trovano sui fondali dell’Atlantico, sono stati staccati dal luogo dove si erano formati e trasportati in superficie dalle spinte: sono le ofioliti (cosiddette perchè il loro colore ricorda quello della pelle di un serpente, in greco “ofis”), che grazie alla maggiore resistenza all’erosione rispetto ai terreni circostanti, di natura solitamente argillosa, troneggiano sul paesaggio che le attornia, dalle forme spesso dolci e arrotondate.

Le “rocce verdi” sono costituite soprattutto da serpentino, il materiale originario del mantello, la porzione viscosa del nostro pianeta che si trova immediatamente al di sotto della crosta terrestre.
Prodotte da fenomeni di fusione ad alte temperature, dopo la loro solidificazione sotto il fondale oceanico, queste antichissime rocce sono risalite in superficie insieme alle rocce sedimentarie che si erano depositate sul fondo del mare.

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