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Avvocati, la protesta in Tribunale contro il decreto Salva Italia FOTOSERVIZIO foto

Gli avvocati di Piacenza hanno incrociato le braccia, oggi in Tribunale, in segno di protesta contro l’articolo 9 del decreto Salva Italia del Governo Monti. Una protesta preceduta da un intervento della presidente del collegio degli avvocati piacentini, Graziella Mingardi, che annunciato una seconda giornata di mobilitazione per domani.

Gli avvocati di Piacenza hanno incrociato le braccia, oggi in Tribunale, in segno di protesta contro l’articolo 9 del decreto Salva Italia del Governo Monti. Una protesta preceduta da un intervento della presidente del collegio degli avvocati piacentini, Graziella Mingardi, che annunciato una seconda giornata di mobilitazione per domani. L’adesione, spiega, è stata praticamente del 100 per cento tra i legali del Foro di Piacenza, mentre un rappresentante del collegio, l’avvocato Caminati, è a Roma per manifestare, insieme ad altri colleghi, davanti al Parlamento. 

La manifestazione di protesta si è tenuta in contemporanea in 300 Tribunali d’Italia. Nuove mobilitazioni si terranno dal 21 al 25 marzo, se il Governo non farà marcia indietro (come è accaduto per altre categorie). 

I MOTIVI DELLA PROTESTA – Come spiega l’avvocato Mingardi, l’articolo 9 del decreto Salva Italia (liberalizzazioni) comporta l’annullamento delle tariffe e prevede la costituzione di società di professionisti con soci di maggioranza. “Questa legislazione nulla ha a che vede con le professioni, mortifica le professioni – sottolinea Mingardi -. Continueremo a protestare fino a quando non potremo esporre le nostre ragioni. L’introduziione delle liberalizzazioni viene giusticata con la volontà di tutelare i cittadini, perché non ci saranno più i minimi tariffari. In realtà questi erano già stati eliminati 6 anni fa. Oggi sono stati eliminati i massimi”. 

Nel Tribunale di Piacenza sono stati affissi, come in altre città, i manifesti di protesta “Avvocati S.p.a. riti”, che riassumono le ragioni della mobilitazione. “La difesa non è una merce. Una merce si espone, si contratta, si vende. La merce appartiene a un padrone – si legge -. Un avvocato che risponde a un padrone non è un avvocato. La società tra professionisti con capitale esterno riduce l’attività difensiva ad un prodotto da banco e pregiudica l’indipendenza dell’avvocato”. 

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