Cassano respinge le accuse: “Non conosco Doni”

”Non ho mai conosciuto Cristiano Doni”. Si è difeso respingendo tutte le accuse Mario Cassano davanti al gip di Cremona Guido Salvini. Il portiere ha smentito totalmente le dichiarazioni di Carlo Gervasoni e dello stesso Doni che lo avevano chiamato in causa. Proprio per questo potrebbe essere disposto un confronto fra i tre calciatori.

AGGIORNAMENTO ORE 19 – ”Non ho mai conosciuto Cristiano Doni”. Si è difeso respingendo tutte le accuse  Mario Cassano nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Cremona Guido Salvini. Il portiere del Piacenza ha smentito totalmente le dichiarazioni dell’ex giocatore piacentino Gervasoni e dello stesso Doni che lo chiamavano in causa per la combine di alcune gare, a partire dall’ormai celebre Atalanta – Piacenza del 19 marzo scorso. Proprio per questo potrebbe essere disposto un confronto tra i tre giocatori: confronto al quale Cassano secondo quanto si e’ appreso, si sarebbe detto disponibile.

“Definire Cassano poco collaborativo è un eufemismo”, ha detto il Procuratore di Cremona Di Martino. Di parere opposto il legale del calciatore, Francesco Maresca, per il quale il suo assistito ha “un atteggiamento collaborativo”, anche se ha “mantenuto la sua posizione” dichiarandosi estraneo alle accuse.

“Non conosce Doni – ha aggiunto il legale – ha una minima conoscenza di Zamperini mentre conosce bene Gervasoni. Lui comunque non c’entra nulla con le partite oggetto dell’ordinanza e nega ogni responsabilità”.  “In una delle partite che gli vengono contestate, quella con il Mantova – ha proseguito Maresca – era squalificato e, pertanto, non avrebbe certo potuto influire”.

Aggiornamento 6 febbraio 

Ha intenzione di rispondere alle domande del gip di Cremona Guido Salvini, Mario Cassano, il portiere del Piacenza arrestato il 4 febbraio scorso nella terza ondata di arresti dell’inchiesta cremonese sul calcioscommesse. Lo ha spiegato al suo arrivo in tribunale a Cremona il suo avvocato, Francesco Maresca. L’interrogatorio di garanzia di Cassano è previsto nel pomeriggio.

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Cassano e Iacovelli “hanno dimostrato per un apprezzabile periodo di tempo una notevole disponibilità a compiere, a supporto degli zingari e dell’organizzazione nel suo complesso, attività finalizzate alla manipolazione di partite di calcio”. A scriverlo è il gip Guido Salvini nell’ordinanza con cui è stato disposto il carcere per il portiere biancorosso e l’infermiere barese, arrestati all’alba di ieri mattina e condotti in carcere a Cremona.

Ad incastrare i due sono state soprattutto le dichiarazioni fornite nel corso degli interrogatori degli indagati tratti in arresto nel dicembre 2011, alcuni dei quali riportati dal Corriere del Mezzogiorno: ad inguaiare il biancorosso, tra gli altri, Massimo Erodiani, arrestato nella prima fase dell’inchiesta condotta dalla polizia e dalla Procura di Cremona. “Quando le quote sono crollate – ha detto Erodiani agli inquirenti in relazione alla famosa gara Atalanta-Piacenza del 19 marzo 2011 – è sorta l’esigenza di trasformare l’Over 2 e mezzo in Over tre e mezzo, nel senso che dovevano essere segnate almeno quattro reti. Io mi sono rivolto a Paoloni prospettandogli questa esigenza, e lui mi ha rappresentato che il portiere Cassano del Piacenza non era disposto a incassare quattro gol, ma al massimo tre. In caso contrario avrebbe preteso altri 10.000 euro solo per lui”, ha spiegato agli inquirenti.

E’ sempre Erodiani a parlare con il commercialista Francesco Giannone il 18 marzo, vigilia della partita: “A Frà… sono qua… il portiere ha chiesto dieci in più… e allora lo fa… Ce l’ho in diretta (al telefono, ndr)…”. Il commercialista: “A beh… ce li metteremo noi di quelli nostri…”. Poi ancora Erodiani, con l’altro interlocutore: “Se possibilmente fa una cosa… fatelo durante il primo tempo in modo che uno non… non soffre per niente… quello te lo garantisco io che te lo fanno fare il gol… dì al portiere che dieci in più ce li ha…”.

Altra nota testimonianza è quella dell’ex capitano nerazzurro Cristiano Doni, che aveva raccontato come in occasione del primo rigore Cassano lo avesse avvicinato suggerendogli di calciare al centro della porta: “Io sono rimasto un attimo perplesso – aveva detto Doni – nulla poteva escludere che dopo avermi dato questo suggerimento rimanesse in posizione centrale a pararmi il tiro. Tuttavia ho collegato tutto quello che avevo appreso fino a quel punto sulla combine con il suggerimento di Cassano, e sia pure con qualche perplessità ho tirato al centro trasformando. Peraltro il portiere si è gettato con largo anticipo, rendendomi ancora più evidente che effettivamente le cose stavano come mi avevano detto”.

Cassano sarà sentito già domani dal gip.

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