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A Borgonovo una serata con la poesia di De Andrè

Lisa Tibaldi ha presentato venerdì sera il suo libro “La poesia per musica di Fabrizio de André”, grazie alla collaborazione con l’emergente musicista piacentino Davide Cignatta

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A BORGONOVO UNA SERATA CON LA POESIA DI FABRIZIO DE ANDRE’

Nella suggestiva Rocca di Borgonovo, Lisa Tibaldi ha presentato venerdì sera il suo libro “La poesia per musica di Fabrizio de André”, grazie alla collaborazione con l’emergente musicista piacentino Davide Cignatta. La serata, patrocinata dal Comune di Borgonovo e dallo spazio di cultura partecipata “Don Giuseppe Zambarbieri” ha alternato la musica di De Andrè, interpreta da Cignatta e gli interventi di Lisa Tibaldi, per approfondire la storia delle “canzoni” ed il linguaggio utilizzato dal cantautore per raccontare la sua vita ed il suo pensiero.

De André ha toccato nel corso della sua vita artistica una molteplicità di argomenti: l’amore, la guerra o il rapporto con la propria città affrontandole sempre da un punto di vista “individuale”, lontano dagli stereotipi. “La guerra di Piero” non viene vista come il conflitto fra due civiltà, ma come un “dramma personale” di un individuo che in virtù della sua appartenenza ad una società, si trova costretto a partecipare ad un conflitto di cui non si sente parte. La società rimane uno degli obiettivi delle critiche del cantautore, che rigetta quel conformismo che impone agli individui l’accettazione delle leggi “piccolo borghesi”, per evitare di essere giudicati o esclusi.

“Anarchico” e restio alle regole, De André ha sviluppato la propria poesia in dialetto genovese con Creuza de Ma già nel 1984, quando l’album risultò “imprevisto” ed assolutamente inaspettato, ma anticipando una moda che sarebbe nata negli anni successivi. Esattamente come con la “Buona Novella”, quando nel 1970 De André fece un album sulla figura di Gesù a brevissima distanza dalla contestazione sessantottina, scatenando delle polemiche da sinistra e da destra.

A tanti anni di distanza dalla sua morte, De André colpisce per la sua capacità di unire e di coinvolgere. I due giovani presentatori hanno raccontato con passione la storia del cantautore di fronte ad una platea composta da ragazzini e da persone più mature. “Anarchico”, anche se forse sarebbe meglio dire “uomo libero”, De André ha voluto raccontare una società italiana divisa fra “identità collettive” di destra e di sinistra vedendo nell’individualità una via di fuga da visioni totalizzanti dell’esistenza, riuscendo a diventare un patrimonio comune di tutti, grazie alla sua capacità di saper interpretare quelle emozioni e paure in cui tutti potevano rispecchiarsi.

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