Gls di Montale, la polizia toglie il blocco. Brambati: “Tavolo in prefettura” FOTO e VIDEO foto

Pomeriggio di tensione alla Gls di Montale a Piacenza. La polizia ha rimosso il blocco che i facchini avevano stabilito da ieri sera: non sono mancati i momenti di concitazione con i lavoratori ed i rappresentanti dei Cobas

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Pomeriggio di tensione alla Gls di Montale a Piacenza nel fotoracconto. Poco dopo le 15 la polizia, spiegata in forze davanti ai capannoni della ditta di logistica, ha rimosso il blocco che i facchini avevano stabilito da ieri sera per impedire l’ingresso e l’uscita dei camion dallo stabilimento: non sono mancati i momenti di concitazione con i lavoratori e con i rappresentanti dei Cobas sul posto. Ricordiamo che la protesta con fasi alterne di lotta e trattativa sta andando avanti da alcuni giorni davanti ai cancelli alla ditta piacentina di logistica. Al Montale è giunta anche un’ambulanza del 118 per soccorrere un manifestante, che è stato colto da malore, per lui fortunatamente nulla di grave.

“PRESTO UN TAVOLO IN PREFETTURA”

Sul posto l’assessore al Lavoro del Comune, Ignazio Brambati che ha tentato una mediazione, insieme al funzionario dell’assessorato al Lavoro della Provincia Maurizio Mantovani, e a due delegati dell’azienda. Al termine del vertice con Pierfilippo De Felice, direttore operativo della Gls Italy, Brambati ha annunciato che la Provincia convocherà al più presto un tavolo di confronto tra le parti in Prefettura. “E’ stato un incontro lungo e interlocutorio – ha affermato – e da parte della Gls abbiamo trovato un atteggiamento piuttosto rigido”. 

Dall’incontro è emersa una pregiudiziale da parte dell’azienda sui blocchi effettuati dai lavoratori; resta inoltre il mancato riconoscimento del sindacato Cobas quale interlocutore nella trattativa. Intanto si va verso la temporanea chiusura dello stabilimento piacentino, con l’attività dell’hub trasferita altrove. Una mossa che Aldo Milani di Si Cobas non ha esitato a definire una “serrata illegale”. I lavoratori intanto tengono duro: il presidio fuori dall’azienda continuerà e per la mattinata di sabato è annunciata una manifestazione in città. Il video delle proteste alla Gls

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LA PROTESTA

Mohamed Arafat, coordinatore provinciale dei Cobas descrive la difficile situazione dei lavoratori Gls. “Noi come sindacato chiediamo solo l’applicazione del contratto nazionale – spiega -, invece i lavoratori vengono trattati come animali, con un lavoro a chiamata e riposi forzati. Questo significa che i dipendenti non vengono pagati su base oraria, ma a giornata: 30 euro al giorno. Quindi, anche se si lavora 180 o 190 ore al mese, lo stipendio non supera mai i 700 – 800 euro. I poliziotti sono intervenuti solo a difendere i padroni”.                   

Roberto Montanari, della Federazione della Sinistra, ripercorre i momenti di tensione che hanno portato allo scontro di oggi. “L’azienda si rifiuta di riconoscere i Cobas, unico sindacato presente, cui sono iscritti 67 lavoratori su 80 – dice -, ed ha deciso di stracciare un accordo già sottoscritto. Ieri sera alle 22 e 30 è ripreso il blocco dei mezzi, cui hanno aderito gli iscritti Cobas e la protesta sta continuando”. 

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