Nuovo presidio dei lavoratori Gls. “Sabato pronti a tornare in piazza”

Nuovo presidio, questa mattina, davanti alla Prefettura di Piacenza per i lavoratori della ditta Gls di Montale. I manifestanti annunciano che in città si terrà un nuovo corteo nella giornata di sabato 31 marzo.

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Nuovo presidio, questa mattina, davanti alla Prefettura di Piacenza per i lavoratori della ditta Gls di Montale. I manifestanti annunciano che in città si terrà un nuovo corteo nella giornata di sabato 31 marzo. 

“Torniamo in Prefettura, vogliamo risposte – si legge nei volantini distribuiti ai lavoratori dai passanti – siamo lavoratori, non schiavi. Martedì scorso sono stati esposti al vice prefetto – vicario gli aspetti salienti delle condizioni di lavoro e di salario degli operai soci lovaoratori di Forza 4, in appalto al magazzini Gls, con un approfondimento particolare dedicato all’atteggiamento antisindacale, solidamente condiviso dalla cooperativa appaltatrice e committente, nei confronti del sindacato di base che si è costituito, in piena libertà, su iniziativa dei lavoratori stessi, come già riportato in precedenti comunicati S.I. Cobas”. 

“L’accusa di violenza indirizzata ai Cobas da parte di Cgil Cisl e Uil è nella sostanza una forma di diffamazione tipica di chi è a corto di argomenti e dimostra di essere distante dai problemi di chi si spacca la schiena giorno dopo giorno. Parlando di violenza, vogliamo denunciare invece che la Gls, attraverso la sua condotta antisindacale e illegale, sta continuando a dirottare le merci sui magazzini di Cerro al Lambro (Mi) e a Bologna, non mettendoci in condizione di svolgere il nostro lavoro e che i caporali della coop Forza 4 sono venuti al presidio minacciando noi e le nostre famiglie. Siamo qui, di nuovo in Prefettura, per denunciare l’illegalità e la discriminazione che stiamo subendo, per chiedere giustizia e rispetto”. 

“Abbiamo manifestato in città, e lo rifaremo sabato 31 marzo, insieme a tanti altri lavoratori della logistica e a chi non ritiene giusto che veniamo discriminati sul piano economico, sociale e razziale”. 

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