Al via “Arginiamo il cuore”. Tre defibrillatori lungo Trebbia e Po LE FOTO foto

Grazie alla bella giornata al via "Arginiamo il cuore": nel tratto piacentino dell’argine del Po e del Trebbia saranno posizionati tre defibrillatori. Attivato un villaggio dedicato a Camposanto Vecchio. Le immagini della mattinata. Iniziative durante tutto il weekend.

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Ha preso il via questa mattina  “Arginiamo il cuore”, iniziativa nata dalla collaborazione di Progetto Vita e la Cna di Piacenza, con il posizionamento di tre defibrillatori lungo l’argine del Po (programma)

Questo consentirà a Piacenza di poter avere a disposizione il primo argine cardio protetto d’Europa, consegnando alla nostra città una nuova primogenitura. Parla Dario Costantini, presidente di Cna Piacenza: 

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“Manca una cultura della defibrillazione, e questo è dovuto a dei preconcetti della classe medica – osserva il fondatore di Progetto Vita Piacenza, il professor Alessandro Capucci, alla guida per tanti anni della Cardiologia di Piacenza – che magari difende altri punti di vista. Invece applicare un defibrillatore può molto probabilmente riportare una persona alla vita”. 
L’INTERVISTA

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Daniela Aschieri, l’attuale responsabile di Progetto Vita, ha lasciato la parola a Salvatore Fermi, medico che sabato scorso, in concimtanza con la tragica scomparsa di Morosini a Pescara, è riuscito a salvare un uomo impegnato in una partita di calcio dilettanti alla Vittorino da Feltre. “Sono medico, ma la mia specialità non è di certo la rianimazione. Avevo fatto un corso per l’utilizzo del defibrillatore, ma non lo avevo mai utilizzato. Non appena il giocatore si è sentito male, abbiamo avvisato il 118 e richiesto alla società di utilizzare il defibtrillatore, posizionato a 100 metri di distanza dal campo. Una sola scarica, e il paziente ha ripreso il battito e a respirare con migliore regolarità, per poi poi trasportato in terapia intensiva”. 

LA TESTIMONIANZA

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Stefano Nani, coordinatore del 118 di Piacenza, spiega come è organizzata la rete dei soccorsi sul territorio, in modo da poter intervenire con maggiore tempestività in caso di persone colpite da arresto cardio circolatorio, grazie alla collaborazione tra personale sanitario e forze dell’ordine, oltre ad una distribuzione veramente capillare dei defibrillatori: sono in tutto 276 quelli presenti a Piacenza, ripartiti tra strutture pubbliche e private.

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Daniela Aschieri, referente di Progetto Vita, parla di come sia semplice e immediato utilizzare il defibrillatore

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I primi passi di questa iniziativa sono stati fatti, ricorda Dario Costantini, presidente di Cna Piacenza, in occasione della finale internazionale di Enterprise Business Game, giochi d’impresa aperti a 108 giovani di tutto il mondo. I ragazzi, durante la loro permanenza a Piacenza, hanno potuto conoscere questo strumento salvavita e, una volta tornati a casa, diventarne ambasciatori. 

“Il 50 per cento degli infortuni sul lavoro sono imputabili ad arresti cardiocircolatori – spiega Dario Costantini – e quindi è importante fare prevenzione in tutti gli ambiti e in tutti i settori. Noto con piacere che le aziende stanno diventando sempre più sensibili a questo tema e che, nel 2011, le imprese che hanno deciso di acquistare il defibrillatore sono raddoppiate”. 

“I casi recenti di Bovolenta e Morosini hanno fatto diventare di estrema attualità l’utilizzo del defibrillatore. Uno dei momenti clou della manifestazione di domani e domenica sarà – spiega la referente di Progetto Vita, Daniela Aschieri – far vedere quanto sia semplice il suo funzionamento. Per Piacenza, che vede Progetto Vita operare sul territorio da 13 anni, è ormai diventata una consuetudine, mentre in tanti ancora non sanno cosa sia un defibrillatore. Voglio ricordare che 13 anni fa il suo costo era di 9 milioni e 500mila lire. Ora costa 1300 euro, una cifra davvero modesta che dovrebbe favorirne la diffusione. Anche se non c’è un prezzo per salvare una vita umana”. 

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