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Biomasse, impianti “a saldo zero” nelle zone critiche. La delibera regionale

La delibera, approvata nei giorni scorsi, fa parte di un più ampio pacchetto di misure con cui la Regione Emilia-Romagna sta intervenendo a regolare un settore – quello delle energie rinnovabili - protagonista negli ultimi anni di una forte espansione

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Biomasse, impianti “a saldo zero” nelle zone critiche per la qualità dell’aria. Le novità in una delibera della Giunta regionale. Freda: vogliamo promuovere uno sviluppo virtuoso delle energie rinnovabili

Bologna – Permettono di ridurre l’emissione di gas climalteranti (anidride carbonica in particolare) e dunque di contrastare l’effetto serra, ma possono ugualmente inquinare, in particolare su scala locale, perché emettono polveri sottili e ossidi di azoto. Per questo la Giunta regionale ha approvato un provvedimento con cui stabilisce che gli impianti per la produzione di energia elettrica da biomasse potranno essere realizzati, nelle aree dell’Emilia-Romagna critiche per la qualità dell’aria, solo se le loro emissioni di PM10 e NO2 saranno almeno a saldo zero, e dunque senza impatti negativi.

La delibera, approvata nei giorni scorsi, fa parte di un più ampio pacchetto di misure con cui la Regione Emilia-Romagna sta intervenendo a regolare un settore – quello delle energie rinnovabili – protagonista negli ultimi anni di una forte espansione anche a fronte degli incentivi economici previsti a livello nazionale. “Il nostro obiettivo – spiega l’assessore regionale all’ambiente e riqualificazione urbana Sabrina Freda – è promuovere una crescita il più possibile virtuosa di queste tecnologie, valorizzandone gli aspetti indubbiamente positivi rispetto al problema dei gas serra e correggendone invece le distorsioni o ripercussioni negative che possono avere a livello locale sulla qualità dell’aria o sul territorio. Per quanto riguarda in particolare le biomasse abbiamo adottato una modalità innovativa che punta a promuovere l’adozione delle migliori tecnologie esistenti, a valorizzare la filiera corta entro i 70 km e a valutare l’effetto cumulo che può derivare dalla concentrazione di più impianti sul territorio”.

Impianti a biomasse a saldo zero.
La parola chiave della delibera regionale sulle biomasse si chiama “computo emissivo”. In pratica nelle aree del territorio regionale critiche per quanto riguarda gli standard di qualità dell’aria (in rosso, arancione e giallo in un’apposita mappa), potranno essere installati nuovi impianti solo in due casi: se sostituiranno vecchi impianti preesistenti o se saranno affiancati da interventi in grado da garantire la contestuale riduzione di inquinamento sul territorio (cogenerazione e trigenerazione, utilizzo del calore, teleriscaldamento, efficienza energetica, piste ciclo-pedonali, ecc.).
Il computo emissivo – che sarà redatto a corredo del progetto dell’impianto – dovrà pertanto considerare le emissioni del nuovo impianto, comprese quelle prodotte con il trasporto delle materie prime destinate ad essere bruciate, e quelle “spente” o ridotte. Se il risultato di questa sottrazione sarà pari o inferiore a zero l’impianto potrà essere realizzato.
Per le aree dell’Emilia-Romagna in cui i parametri di qualità dell’aria sono rispettati (in verde nella mappa) la delibera regionale promuove invece un approccio di tipo cautelativo e prevede una valutazione preliminare, tesa in particolare a valutare il cumulo degli impatti generati da più impianti. Le nuove regole interessano gli impianti a biomasse per la produzione di energia elettrica di potenza termica superiore a 250 kwt.

Il calcolo delle emissioni potrà essere fatto on line
Per agevolare e soprattutto omogeneizzare sul territorio regionale sia il calcolo del computo emissivo che la valutazione preliminare, la Regione mette a disposizione di tecnici e amministrazioni locali due diversi strumenti informatici realizzati da Arpa, all’indirizzo: www.biomasse-emissionizero.emilia-romagna.it.
Qui sarà possibile trovare la zonizzazione del territorio regionale, l’inventario regionale delle emissioni inquinanti, i fattori di emissione relativi al trasporto delle biomasse, il software e la modulistica per il calcolo delle emissioni dell’impianto per la valutazione del saldo zero o per la valutazione preliminare dell’impatto.

Gli altri provvedimenti della Regione per regolare il settore delle energie rinnovabili
Il testo sulle biomasse è in applicazione di quello che può essere considerato il provvedimento quadro in materia: la delibera approvata dall’Assemblea legislativa nel luglio 2011 che individua le aree per l’installazione dei vari tipi di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Ancora in applicazione di tale delibera, la Giunta regionale ha già emanato due provvedimenti sugli impianti a biogas, con un’attenzione particolare al problema della produzione di cattivi odori e di emissioni inquinanti, individuando criteri progettuali che minimizzano gli impatti sull’ambiente e promuovendo l’adozione delle migliori tecnologie e pratiche di gestione degli impianti e dei digestati.
Nel 2010 la Regione Emilia-Romagna ha anche fissato le regole per l’installazione degli impianti fotovoltaici, ponendo rigorosi vincoli in particolare per l’installazione a terra, così da ridurre il consumo di suolo e tutelare il paesaggio e le attività agricole.

Il Piano regionale per la qualità dell’aria
Le misure adottate nel settore delle biomasse rientrano in un pacchetto di azioni integrate promosse dalla Regione per migliorare la qualità dell’aria. Verrà anticipata a giugno la firma (tradizionalmente prevista a ottobre) del nuovo accordo sulla qualità dell’aria che, come il precedente, avrà durata biennale e che dovrà mettere in campo in collaborazione con Province e Comuni un pacchetto di misure per far fronte ai picchi di inquinamento. Avrà invece una dimensione di medio-lungo periodo ed essenzialmente strutturale il primo Piano regionale della qualità dell’aria, in corso di stesura. Il Piano dovrà indicare le azioni per ridurre l’inquinamento atmosferico sul territorio regionale, considerando, oltre al traffico veicolare, anche le diverse fonti di inquinamento e l’impatto cumulativo./PF

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