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Economix: Fase recessiva preoccupante per il Paese

Secondo una ricerca realizzata da Unioncamere, nei primi tre mesi del 2012 in Italia si è allargata la forbice della vitalità delle imprese: meno iscrizioni e più cessazioni. Il numero delle imprese, infatti, è diminuito di 26000 unità

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Secondo una ricerca realizzata da Unioncamere, nei primi tre mesi del 2012 in Italia si è allargata la forbice della vitalità delle imprese: meno iscrizioni e più cessazioni. Il numero delle imprese, infatti, è diminuito di 26000 unità.

 

Rispetto allo stesso periodo del 2011 si è avuto un balzo del 171% (nel 2011 il numero delle imprese è diminuito di 9600 unità).

 

Segno che la crisi economica si trova in una fase recessiva particolarmente preoccupante per il tessuto economico del Paese, segnato da profonde difficoltà e da una diffusa incertezza nel futuro. “I successi del made in Italy nel mondo da soli, non bastano a sostenere l’occupazione e a ricostruire il benessere dei territori andato perso nella crisi di questi anni” ha commentato Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere.

 

Sul fronte occupazionale interviene anche il Centro studi di Confindustria, che ci descrive una situazione di crisi destinata a perdurare. Le aspettative delle imprese, sia nel manifatturiero che nei servizi, indicano nei prossimi mesi ulteriori riduzioni di manodopera a causa della ricaduta nella recessione.

 

Il Centro studi di Confindustria parla di un mercato del lavoro italiano “in deterioramento”, evidenziando che a febbraio la disoccupazione è salita al 9,3% (+0,2 punti su gennaio); il livello più elevato dal marzo 2001.

 

Sia Unioncamere che Confindustria concordano sul fatto che c’è bisogno di politiche di sostegno per le piccole imprese, quelle più diffuse nel nostro Paese, dalle quali dipende il destino di milioni di famiglie. Non solo credito e semplificazione, ma servono anche azioni straordinarie sul fronte occupazionale e fiscale.

 

Andrea Lodi (economix@piacenzasera.it)

 

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