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Emigrati piacentini, gli studenti del Cassinari firmano il monumento

Il 5 luglio i partecipanti presenteranno i modelli tridimensionali in gesso dei propri lavori, che verranno esposti a palazzo Garibaldi. A seguire una commissione esprimerà il suo “insindacabile giudizio”. L’opera prima classificata verrà collocata definitivamente, al vincitore andranno mille euro

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Un monumento-simbolo dedicato agli emigrati piacentini. L’edizione 2012 della festa dei piacentini all’estero – in calendario il 12 agosto a Farini – porterà con sé questa importante novità.
A realizzare l’opera saranno gli studenti del liceo Cassinari. L’iniziativa è sostenuta dalla Provincia, dall’associazione “Piacenza nel mondo”, dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e dal quotidiano Libertà.

Il 5 luglio gli studenti partecipanti presenteranno i modelli tridimensionali in gesso dei propri lavori, che verranno esposti a palazzo Garibaldi. A seguire una commissione esprimerà il suo “insindacabile giudizio”. Ne fanno parte: il presidente della Provincia Massimo Trespidi, il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Giacomo Marazzi, Sandro Molinari (Piacenza nel mondo), il direttore di Libertà, Gaetano Rizzuto, Maria Assunta Lopes, dirigente scolastico del liceo Cassinari, con il professore Abele Vadacca e padre Gaetano Parolin, superiore della casa madre dei padri scalabriniani, coinvolti nel segno del loro fondatore, il beato Giovanni Battista Scalabrini, amico degli emigranti e promotore di tante missioni all’estero.

L’opera prima classificata verrà collocata definitivamente, al vincitore andranno mille euro. I primi tre classificati inoltre parteciperanno, in un’azienda che sarà individuata dalla Provincia, all’intero percorso di realizzazione del ’manufatto’. Al candidato “argento” del concorso andranno anche 750 euro, al bronzo 500. Agli altri partecipanti, fino al decimo, 250 euro. La composizione del podio verrà annunciata alla festa del 12 agosto. Nell’occasione verranno premiati due piacentini benemeriti che hanno dato un contributo importante alla diffusione della “piacentinità” all’estero. Nello stesso giorno Libertà pubblicherà in prima pagina, come da tradizione, la foto dell’opera commissionata a un artista locale e dedicata agli emigrati piacentini. Quest’anno il dipinto porterà la firma di Romano Bertuzzi.

“Saranno i piacentini a scegliere dove collocare il monumento” ha annunciato questa mattina in conferenza stampa in Provincia il presidente Trespidi, lanciando – d’intesa col direttore di Libertà Rizzuto – un nuovo sondaggio per l’individuazione del luogo. Trespidi ha anche annunciato che la festa di Farini sarà accompagnata dalla musica folk del cantautore Daniele Ronda che nei giorni scorsi gli ha manifestato la propria disponibilità a salire sul palco nel corso di un incontro a palazzo Garibaldi. Per il presidente della Provincia il monumento è il “simbolo della forte sensibilità del popolo piacentino nei confronti dei suoi emigrati, è il segno della nostra volontà di conservare la memoria storica del vastissimo fenomeno dell’emigrazione che ha interessato il nostro territorio e ancora oggi, pur in forme diverse, continua ad essere presente.

Farini è stato uno dei Comuni da cui sono partiti più piacentini. Per questa ragione quest’anno l’abbiamo scelto come sede della festa”. Il presidente della Provincia dal 4 al 6 maggio sarà a Londra, per incontrare – con altri piacentini e istituzioni – i conterranei d’oltremanica. Sabato 5 maggio, alla sera, previsto l’appuntamento clou della tre giorni: la cena di gala alla Bishop Douglass School, alla quale parteciperanno come da tradizione, oltre cinquecento italiani, in rappresentanza degli emigrati di ogni parte d’Italia. Sarà il primo passo in vista della grande festa a Farini.

“Per noi è un’occasione importantissima – ha spiegato la preside Lopes –. Il concorso è aperto a tutti i ragazzi e per tutti rappresenta una grande occasione per mettersi alla prova e un’opportunità di poter vedere la propria opera collocata in un contesto pubblico, per consegnare all’eternità il ricordo delle tante storie degli emigrati piacentini”. Vadacca ha proposto – riscuotendo il consenso dei presenti – che il marmo nobile italiano che rimarrà come traccia della lavorazione venga spedito a tutte le comunità di piacentini all’estero, per il suo alto valore simbolico. Sandro Molinari ha spiegato che la ’diaspora piacentina’ è un fenomeno antichissimo. Oggi – ha detto – sono 115 le associazioni di emigrati piacentini ed emiliano romagnole sparse nel mondo. Partirono decenni fa, con storie difficili e tristi alle spalle, in cerca di fortuna. Tutti con la speranza di poter tornare nel cuore.

Oggi in tanti soffrono della nostalgia della nostra terra” . “Molti di loro hanno fatto fortuna e oggi rivestono ruoli di primissimo piano – ha precisato il direttore Rizzuto –. Come Peter Segalini, oggi dirigente dell’Area tecnologie informatiche del Dipartimento servizi sociali del Comune di New York”. Nei suoi viaggi tra Londra, New York e Buenos Aires, Rizzuto ha raccontato di aver incontrato “tanti piacentini che hanno il cuore nella loro terra d’origine, tante storie toccanti e commoventi”. Come quella di un arrotino della frazione di “Sette Sorelle” (Vernasca) che con il suo carretto partì a piedi alla volta di Parigi. Qui si insediò e qui trovò la fortuna. O quella di un pensionato piacentino emigrato in Argentina che grazie a una colletta di Libertà riuscì a tornare nella sua Bobbio e a ritrovare il suo amato Trebbia, poi riprodotto in ’miniatura’ – al ritorno a casa – nel giardino di casa sua”. “Qualcuno alla fine è riuscito a coronare il proprio sogno: tornare – ha detto il sindaco Antonio Mazzocchi –. E anche a Farini c’è chi oggi ci racconta del proprio passato in terre lontane”.

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