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Export vino, per Piacenza la Cina è vicina

Al via un corso, promosso dal Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Piacentini e dall’assessorato all’Agricoltura in collaborazione con Sinica Italian Wines, rivolto ai produttori locali

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MERCATO VITIVINICOLO, PIACENZA SCOMMETTE SULL’APPROCCIO VERSO LA CINA E IL FAR EAST
Al via un corso, promosso dal Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Piacentini e dall’assessorato all’Agricoltura in collaborazione con Sinica Italian Wines, rivolto ai produttori locali
 
Le esportazioni di prodotti vitivinicoli in Cina dal 2010 a oggi sono cresciute del 149 per cento. E se la Francia continua ad occupare la fetta più grande del mercato verso il Far East, l’Italia ha le carte in regola per vedere accrescere la propria presenza all’estero. E’ nato proprio sulla base di questi dati il progetto, promosso dal Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Piacentini in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura della Provincia di Piacenza, dedicato all’approfondimento dell’approccio ai nuovi mercati con un riferimento particolare al tema dell’internazionalizzazione dell’impresa nel Far East. Il corso Siav (Summit Internazionalizzazione Aziende Vitivinicole) sarà tenuto da Fabio Grasselli, general manager di Sinica Italian Wines, compagnia internazionale specializzata nel sourcing e nella consulenza per l’import-export dei prodotti vitivinicoli dalla Cina, e si articolerà in due incontri rivolte alle aziende locali in programma per venerdì 4 e venerdì 11 maggio (dalle 14 alle 17) nella sede del Consorzio Tutela Vini Doc Colli Piacentini: alle due lezioni seguirà in luglio un nuovo momento di confronto con le aziende che hanno aderito all’iniziativa.
“La formazione del produttori – ha spiegato ieri mattina durante la presentazione del progetto l’assessore provinciale all’Agricoltura Filippo Pozzi – che intendono affacciarsi ai nuovi mercati è indispensabile per conoscere le potenzialità di un settore oggettivamente in espansione. L’approfondimento offerto dal corso Siav e, più in generale, l’azione promossa in questo ambito dall’assessorato all’Agricoltura della Provincia sono volti a far crescere la consapevolezza delle risorse delle aziende piacentine e a fare in modo che tali potenzialità possano essere percepite nei Paesi orientali”. “L’Italia – ha continuato il presidente del Consorzio Tutela Vini Roberto Miravalle – esporta il 50% del vino prodotto: il maggior importatore si conferma la Germania (con il 29,7% delle esportazioni) ma non dobbiamo dimenticare che il mercato cinese sta conoscendo un periodo di forte e consolidata ascesa. Dal canto suo, la Cina riceve dall’Italia il 6% del vino di importazione: una fetta di mercato su cui esiste un margine di incremento. Per poter però affrontare il mercato cinese in modo adeguato è necessario fornire ai produttori locali un bagaglio di conoscenze efficace: è proprio questo lo scopo del nostro corso”.
“Il corso – ha illustrato infine scendendo nel dettaglio Grasselli – si concentrerà in particolar modo sull’internazionalizzazione dell’impresa (con un focus particolare dedicato alla Cina accompagnato da una panoramica relativa ai Paesi limitrofi), sull’approccio ai nuovo mercati, sulla creazione di una identità territoriale e di una conseguente brandizzazione dell’area piacentina e sui possibili investimenti e rischi. Il consumo del vino nei Paesi orientali si è modificato a tal punto da sostituire quello dei liquori, altamente alcolici, tradizionali. Se da un lato il vino, soprattutto in Cina, rappresenta un prodotto di prestigio quasi paragonabile ad uno status symbol, dall’altro ha segnato l’emancipazione delle donne nel mondo imprenditoriale: molti produttori cinesi sono infatti donne. Non bisogna dimenticare che per più del 70% il vino consumato in Cina è prodotto in loco: ma gli spazi per i produttori italiani e piacentini esistono, soprattutto se si punta sull’unione di diverse aziende legate alla stessa terra. L’Italia ha un punto forte: la varietà. Una caratteristica adatta alla curiosità e alla capacità di approfondimento che da sempre contraddistinguono i popoli orientali”.
I produttori locali ancora non iscritti al corso ma interessati ad aderire al progetto potranno contattare entro venerdì 4 maggio il Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Piacentini.
 

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