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Festival delle Resistenze: si parla di “Primavera araba”

Nel mondo arabo gli individui vivono in solitudine con la paura che il loro vicino possa essere una spia in una societá in cui non esiste neppure il termine individuo; le Primavere Arabe hanno rivitalizzato un modo di sentire collettivo chiamando milioni di persone a combattere per i loro diritti.

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Il Festival delle Resistenze, organizzato da Anpi Piacenza, ha portato nella nostra città Riccardo Cristiano, giornalista Rai, e Farian Sabahi, docente di storia dei paesi arabi e giornalista, che nel corso di una conferenza, svoltasi nella cappella ducale di Palazzo Farnese, hanno parlato delle Pimavere Arabe. Con questo termine si designano quei fermenti rivoluzionari che partiti dalla tunisia si sono allargati ad altre zone della regione e, in alcuni casi, hanno portato alla caduta dei regimi dittatoriali.
“Bisogna lasciare da parte gli stereotipi che riguardano il mondo arabo, in particolare i giovani e i media – ha detto Farian Sabahi – la Tunisia, dove si sono sviluppate le rivolte, é stato il primo paese a liberarsi del suo tiranno Ben Ali, che era sostenuto dalle potenze europee”. I paesi occidentali, infatti, hanno sostenuto a lungo questi regimi dittatoriali fornendo loro armi e tecnologie che sono servite a contrastare i rivoluzionari.
La Sahabi si è poi soffermata sul ruolo delle donne che in Tunisia godono di alcune libertà, anche se la paritá di genere non è ancora arrivata. Qui le donne, che hanno avuto un ruolo attivo nelle rivolte, hanno ottenuto due posti nel governo provvisorio “In Egitto è stata una donna a invitare gli uomini a scendere in piazza a Tahrir richiamandoli all’onore e ribaltando i ruoli tradizionali.
“Si puó ritenere che queste Primavere siano una resa dei conti verso l’islam politico, una resa dei conti delle popolazioni che si sono ribellate ai loro illegittimi governanti ma anche una resa dei conti culturale” ha detto Riccardo Cristiano, autore del libro Caos Arabo.
Nel mondo arabo gli individui vivono in solitudine con la paura che il loro vicino possa essere una spia in una societá in cui non esiste neppure il termine individuo; le Primavere Arabe hanno rivitalizzato un modo di sentire collettivo chiamando milioni di persone a combattere per i loro diritti.
“Oggi non sono piú i popoli ad aver paura dei regimi ma i regimi ad aver paura dei popoli” ha concluso Cristiano.

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