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Gazzola, minoranza denuncia: “Ok a piano urbanistico contro le indicazioni della Provincia”

Conferenza stampa della minoranza in consiglio comunale a Gazzola (Piacenza) per stigmatizzare l’approvazione di un PSC (piano strutturale comunale)

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Conferenza stampa della minoranza in consiglio comunale a Gazzola (Piacenza) per stigmatizzare l’approvazione di un PSC (piano strutturale comunale) senza soddisfare le condizioni poste dall’Amministrazione Provinciale per rispettare la coerenza del Piano Comunale con le norme del PTCP, del PTR, del Piano regionale Paesistico.
E’ un fatto molto grave ed emblematico di come i Comuni – viene sottolineato dal gruppo Uniti per Gazzola – in modo autonomo e indipendente, a detrimento della tutela ambientale, paesaggistica e sociale, approvino piani urbanistici sovradimensionati al solo scopo di assicurare gli oneri di urbanizzazione alle casse comunali e il sicuro consenso dei gruppi di interesse  favoriti. Occorre porre uno stop alla pratica devastante del consumo di suolo agricolo, a cominciare dai Consigli Comunali.

Ecco il comunicato integrale

Nel lungo iter di approvazione del PSC comunale il gruppo consigliare di minoranza “Uniti per Gazzola” ha insistito, in tutte le occasioni possibili, perché un atto amministrativo così importante per il territorio locale, valido per i prossimi 20 anni, fosse il più possibile partecipato dalla cittadinanza e il più ambientalmente sostenibile, per risparmiare la terra, l’ambiente, il paesaggio, per tutelare l’agricoltura ed evitare l’ennesima e inutile colata di cemento, anche tenuto conto dell’effettiva assenza di fabbisogno di nuove abitazioni.

Spiace rilevare che a fronte delle numerosissime sollecitazioni critiche e costruttive avanzate l’attuale Amministrazione abbia proceduto ignorando i modelli partecipativi indicati dalle norme e anche dal semplice buonsenso.
Soprattutto desideriamo rilevare che il Comune intende ignorare anche le condizioni esplicitamente poste dall’Amministrazione Provinciale nell’Intesa deliberata dalla Giunta provinciale il 13 gennaio 2012.

In tale documento (in particolare nella premessa della tabella 2) si chiede al Comune “ di rivalutare la scelta effettuata in sede di controdeduzione, la quale sembra configurare una ripubblicazione del PSC”

Inoltre si afferma: “in questa fase dell’iter procedurale di approvazione del PSC, risultano carenti gli aspetti partecipativi, enunciati e disciplinati sia dalla normativa urbanistica regionale che dai provvedimenti legislativi inerenti alla valutazione ambientale di piani e programmi”.

Nel merito dell’Intesa si afferma :

1) “Come accennato nell’ambito delle valutazioni sul DP del PSC, le previsioni del PSC non sono sufficientemente giustificate o supportate da ipotesi di dimensionamento del Piano; gli ambiti previsti per i nuovi insediamenti con funzione residenziale hanno una superficie territoriale pari a circa 51 ha., superficie che corrisponde ad un incremento pari al 43% di quelli esistenti. Si ritiene che tali previsioni risultino sovradimensionate per la realtà comunale di Gazzola, soprattutto in considerazione del fatto che la Relazione illustrativa del PSC e la ValSAT non forniscono sufficienti motivazioni a supporto delle scelte effettuate”.

2) “il PSC deve stabilire il fabbisogno complessivo di alloggi di edilizia residenziale sociale, tenendo conto delle eventuali carenze pregresse, nell’osservanza della quota del 20% “.

3) “Per l’ambito di Bosco di Sopra, a causa della natura degli interventi previsti (che implicano l’urbanizzazione di una vasta porzione di territorio), della sua ubicazione (in un ambito prevalentemente agricolo, non antropizzato e non contiguo ad insediamenti esistenti), delle sue dimensioni (esso ha una superficie territoriale pari a circa mq. 190.000) e delle sue peculiarità paesaggistiche (come evidenziato anche negli elaborati di PSC), si ritiene che l’attuazione degli interventi previsti implichi impatti potenziali sensibili effetti sul territorio e sull’ambiente, alterandone l’assetto attuale. Si ritiene che le motivazioni addotte all’interno delle controdeduzioni comunali non abbiano supportato a sufficienza la scelta comunale in termini di tutela e salvaguardia dell’attuale assetto del territorio e della sua connotazione paesistico-ambientale; pertanto, si condiziona l’Intesa allo stralcio della specifica previsione”.

4) Riserva provinciale : “i previsti ambiti specializzati per attività produttive (ambito cascina Raviola) hanno una superficie territoriale pari a circa 35 ha., superficie che corrisponde ad un incremento pari al 201% di quelli esistenti. Si ritiene che tali previsioni risultino sovradimensionate per la realtà comunale di Gazzola, in considerazione anche del fatto che la Relazione illustrativa del PSC e la ValSAT non forniscono sufficienti motivazioni a supporto delle scelte effettuate. Il dimensionamento dovrà, pertanto,essere rivisto”;
“pertanto si condiziona l’Intesa all’effettuazione di tutte le modifiche e gli approfondimenti richiesti nell’ambito del documento istruttorio”.
5) Compatibilità delle scelte del PSC con i contenuti del PTCP 2007 vigente
“Considerate le controdeduzioni comunali, si evidenzia che gli elaborati del PSC (QC, PSC e ValSAT), non hanno considerato la possibilità di soddisfare i fabbisogni insediativi e di servizio all’interno del territorio urbanizzato o in contiguità con il sistema insediativo esistente e, in particolare, i citati elaborati non hanno dimostrato l’impossibilità di soddisfare il fabbisogno all’interno della predetta perimetrazione “e comunque in sostanziale contiguità con il sistema insediativo esistente”. Si condiziona, pertanto, l’Intesa alla dimostrazione delle citate condizioni relativamente alle principali previsioni di PSC (nuova connessione viabilistica SP 40-SP 7 e nuovi ambiti di trasformazione Rivalta, ex Polveriera, Momeliano, Boffalora, Cascina Raviola ed ex Polveriera).

Per l’ambito di Bosco di Sopra, a causa della natura degli interventi previsti (che implicano l’urbanizzazione di una vasta porzione di territorio), della sua ubicazione (in un ambito prevalentemente agricolo, non antropizzato e non contiguo ad insediamenti esistenti), si ritiene che l’attuazione degli interventi previsti implichi impatti potenziali sensibili effetti sul territorio e sull’ambiente, alterandone l’assetto attuale. Si ritiene che le motivazioni addotte all’interno delle controdeduzioni comunali non abbiano supportato a sufficienza la scelta comunale in termini di tutela e salvaguardia dell’attuale assetto del territorio e della sua connotazione paesistico-ambientale; pertanto, si condiziona l’Intesa allo stralcio della specifica previsione”.

6) L’art. 48 delle norme del PSC, pare configurare la stessa come ambito per nuovi insediamenti (v.commi 1 e 2); considerato che il Comune in più punti delle controdeduzioni, afferma di non voler individuare l’area della ex Polveriera di Rio Gandore quale nuovo ambito e considerato che la Polveriera risulta compresa tra le aree di valore naturale e ambientale e appartenente al territorio rurale individuati dal PSC, risulta necessario modificare l’art. 48 citato, al fine di renderlo coerente con la disciplina del territorio rurale contenuta sia nella LR 20/2000 che nel PTCP vigente e, in particolare, con quella delle aree di valore naturale e ambientale stesse.

Conclusioni: alla luce del mancato recepimento delle condizioni poste dall’Amministrazione Provinciale nel documento di Intesa sul PSC il gruppo consiliare “Uniti per Gazzola” stigmatizza un comportamento istituzionale difforme dalle norme stabilite dagli organi sovraordinati e si impegna a utilizzare tutti gli strumenti giuridici e di sensibilizzazione pubblica possibili per evidenziare le anomalie procedurali in oggetto e per pretendere il rispetto delle condizioni poste a tutela del territorio agricolo e dell’ambiente.

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