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I candidati incontrano gli scout. Polledri: “Non c’è tolleranza senza regole”

Sono alcuni dei temi affrontati sabato sera da Massimo Polledri che, con gli altri candidati, ha incontrato i giovani scout di Piacenza riuniti alla Circoscrizione 2.

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Comunicato stampa di Massimo Polledri, candidato sindaco di Lega Nord, Forza Piacenza Insieme e Pensionati Emiliani

Rapporti più stretti fra le università piacentine e il mondo delle imprese, revisione del trasporto pubblico per agevolare gli studenti, sì a una facoltà di medicina a Piacenza, ma collegata con Parma e con lo sviluppo dell’ospedale. E ancora, una città più viva che attiri gli studenti, chiedendo anche un po’ di tolleranza per i futuri locali pubblici che organizzeranno eventi per i ragazzi “perché questa città è fatta di anziani e deve essere svecchiata”. Sono alcuni dei temi affrontati sabato sera da Massimo Polledri che, con gli altri candidati, ha incontrato i giovani scout di Piacenza riuniti alla Circoscrizione 2.
 

Una serata animata anche dalle tante domande dei giovani. Tre i temi principali: cosa fare per le università a Piacenza: aree militari e sviluppo urbano: immigrazione e sicurezza. “Occorre una maggiore cooperazione con le imprese – ha affermato Polledri – per formare figure professionali di cui c’è bisogno qui. Sì a Medicina, ma le due università presenti, Cattolica e Politecnico, vanno mantenute. Vanno offerti, però, anche servizi ai ragazzi. Ad esempio i bus: alcuni stranieri non riescono a frequentare i corsi serali perché poi non sanno come tornare a casa. Propongo i bus a chiamata, come a Cremona, per risparmiare e non fare girare i mezzi vuoti”.
 
Sulle aree militari, il candidato della Lega ha sostenuto che “si sono persi dieci anni in progetti non realizzati. Il parco alla Pertite, quello dell’ex arsenale, va bene, ma chi lo mantiene? E si deve considerare che prima il terreno va bonificato dalle sostanze che sono state messe sottoterra come ha evidenziato un’inchiesta della procura. Io i miei figli non ce li manderei. Per mantenere il verde, come in Francia, si potrebbe pensare all’intervento dei privati e a soluzioni commerciali all’interno dei parchi”.
 
Sul delicato e discusso tema dell’immigrazione, Polledri ha ricordato subito che “la tolleranza non è tale se è senza regole. E sulla carità: San martino divise il mantello in due e aiutò una persona a non morire di freddo. Ma se lo avesse diviso in 50 parti chi avrebbe aiutato?”. In Italia, ha spiegato a chi avanzava critiche, i diritti sono sanciti dalla Costituzione. Tra cui c’è il diritto dell’uguaglianza tra uomo e donna. Se alcuni impediscono, in nome della religione, alla figlia di indossare la minigonna o di non uscire senza il velo questo non va bene. Oltre ai diritti, ci sono i doveri, l’educazione e il rispetto delle leggi dei Paesi che ospitano gli stranieri. A Piacenza, purtroppo, qualcuno ha insegnato agli immigrati solo i diritti e le furbizie per ottenerli.

A una domanda sulla concessione di una moschea, in nome del diritto di culto, il candidato ha risposto: “Se i musulmani la vogliono, se la facciano. Ma nel rispetto delle leggi, come ha fatto la civiltà occidentale per le chiese. Adesso sono in un capannone senza autorizzazioni e non a norma. E’ gusto? E poi nelle moschee non si prega soltanto, ma si amministra la legge, la Sharia, e si fa politica. Non mi risulta avvenga questo nelle chiese. Bisogna stare attenti. La Costituzione italiana difende solo la libertà di culto, non di fare politica e giustizia in un luogo sacro”.

 

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