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Il Colombini a Roma al concerto per la legalità: “Polizia vista sotto una nuova luce”

Sono rientrati a Piacenza i 22 studenti della classe 5a B pedagogico del liceo "Colombini" che insieme ad altri tremila coetanei hanno partecipato a Roma a "Regoliamoci", la settima edizione del concerto-evento della Polizia

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Sono rientrati a Piacenza i 22 studenti della classe 5a B pedagogico del liceo “Colombini” che insieme ad altri tremila coetanei hanno partecipato a Roma a “Regoliamoci”, la settima edizione del concerto-evento della Polizia di Stato per i giovani di tutte le scuole italiane. Obiettivo: avvicinare i ragazzi alla legalità e alle regole. Scopo raggiunto, almeno per i giovani piacentini: “E’ stata una bellissima esperienza – ha spiegato l’ispettore capo Fausto Gaudenzi, che ha accompagnato i ragazzi insieme agli assistenti-capo Leonardo Cugini e Gianpietro Nobili e ai docenti Paolo Barbieri e Marisa Cherchi – che ha aggiunto un valore alla nostra professionalità e ha portato i ragazzi a conoscere meglio il mondo della polizia”.

Un mondo che i giovani hanno visto da vicino, a partire dalla formazione degli agenti, con il pernottamento alla scuola allievi di Spoleto, prima di spostarsi a Roma al Gran Teatro di Saxa Rubra per uno spettacolo che ha visto protagonisti anche volti noti del mondo dello spettacolo e della musica, da Renato Zero a Giorgio Panariello, da Gigi D’Alessio ai ragazzi di “Amici”. Ultima tappa del viaggio la visita ai luoghi più significativi, storici ed istituzionali, della città Eterna.

L’esperienza è stata ripresa dal canale tematico “Rai Scuola”, che ha intervistato alcuni dei ragazzi piacentini nell’ambito di uno speciale sulla manifestazione che andrà in onda il prossimo 2 giugno. “Gli studenti – ha sottolineato Gaudenzi – hanno parlato del loro modo di vedere e rapportarsi con la polizia: con loro si è creato un rapporto molto bello, con forti momenti di condivisione”. “Mi ha fatto particolarmente piacere – ha concluso – vedere come vivendo la quotidianità del nostro lavoro e le problematiche con cui ci confrontiamo quotidianamente i ragazzi abbiano cambiato idea sulla figura del poliziotto, ora visto come una persona più umana e vicina a loro”.

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