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Inchiesta Ausl-Inacqua, Carini: “Piena fiducia nei giudici”. Parla Ripa di Meana foto

Il consigliere regionale Marco Carini interviene in merito alle indagini della Procura di Piacenza che lo vedono coinvolto: ”Ho chiesto di essere ascoltato dai magistrati”

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Marco Carini: “Piena fiducia nella magistratura, ho chiesto di essere ascoltato al più presto”

Il consigliere regionale Marco Carini interviene in merito alle indagini della Procura di Piacenza che lo vedono coinvolto: ”Ho chiesto di essere ascoltato dai magistrati”

“Sono tranquillo e ho piena fiducia nel lavoro – dice Carini – e nel ruolo della magistratura. Mi auguro che si possa fare al più presto chiarezza, e per questo motivo ho già chiesto di essere ascoltato in merito alle indagini. Non posso che ribadire che sono tranquillo rispetto alla trasparenza e alla correttezza del mio operato.

Colgo l’occasione per ringraziare i tanti, anche da parti politiche avverse, che in questi momenti mi stanno manifestando la loro stima e fiducia”.

Interviene anche Francesco Ripa di Meana, ex direttore generale dell’Ausl di Piacenza, e attualmente titolare della stessa carica a Bologna, tra gli indagati dalla Procura di Piacenza nell’ambito dell’inchiesta sulla convenzione tra azienda sanitaria e il centro medico Inacqua di Baia del Re.

Ricordiamo che in totale sono sette gli indagati, tra cui anche l’attuale direttore amministrativo dell’Ausl di Bologna, Luca Baldino, e il consigliere regionale del Pd Marco Carini, all’epoca presidente della cooperativa Inacqua. Le accuse ipotizzate dalla magistratura sarebbero abuso di ufficio, truffa e falso in atto pubblico. A riportare le dichiarazioni di Ripa Meana l’agenzia Dire.

“Sono fiducioso nel lavoro della magistratura – ha detto Ripa di Meana, a margine di una conferenza stampa a Bologna – e so per certo che l’azienda di Piacenza e il mio collega (Andrea Bianchi, attuale numero uno dell’Ausl piacentina) si e’ messo nella massima disposizione per fornire tutti gli atti e le informazioni necessarie per le indagini. Con questo spirito ci prepariamo alla continuazione delle indagini: sono tranquillo”.

Il fascicolo aperto dalla Procura riguarda l’accordo che l’Ausl ha firmato con il centro medico di Baia del Re per consentire ai medici dell’ospedale di Piacenza di svolgere la libera professione, la cosiddetta attivita’ intramoenia, affittando gli ambulatori al primo piano dell’edificio realizzato dalla cooperativa Inaqua. “Non riceviamo i dettagli delle indagini – ragiona Ripa di Meana – ma penso che riguardi l’analisi dell’utilizzo complessivo dei fondi strutturali che negli anni ’90 e 2000 furono stanziati per i lavori per gli spazi per la libera professione.

Penso – continua il direttore – si sia voluti ripartire su una decisione che probabilmente e’ stata presa dopo di me, ma che è basata su una storia che è quella dell’azienda di Piacenza che io ho gestito nel periodo precedente”. In altre parole, ipotizza Ripa di Meana, “si è voluto risalire a tutti gli atti, che poi sono atti pubblici”.

La vicenda, continua il direttore, “e’ nata da un esposto di un cittadino e ha avuto seguito in una doverosa indagine. Per noi la magistratura e’ anche una tutela del cittadino e in questo caso del direttore generale. L’evoluzione della cosa e’ in mano della magistratura, non e’ nostra abitudine parlare di indagini in corso”. Ripa di Meana, che del suo coinvolgimento nell’inchiesta e’ stato “informato dalla magistratura, nominerà un avvocato “insieme agli altri che sono indagati”.

Sono sette gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura sugli accordi presi tra Centro medico Inacqua Baia del Re e l’Azienda sanitaria di Piacenza. Nei giorni scorsi sarebbe stata chiesta dai magistrati la proroga del periodo di indagine.

L’intesa per l’utilizzo, da parte di alcuni medici dell’ospedale piacentino, di un piano della struttura del centro medico, per lo svolgimento dell’attività “intramoenia”, è da alcuni mesi è al centro di un’indagine scattata dopo la presentazione di un esposto in Procura da parte di un poliambulatorio medico privato, diretto concorrente di Inacqua.

I carabinieri del nucleo investigativo di Piacenza hanno acquisito nei mesi passati documentazioni relative all’accordo negli uffici Asl, ed è possibile che nei prossimi giorni la Procura decida di raccogliere alcune testimonianze. Secondo quanto riporta Libertà sarebbero state segnalate dagli investigatori alcune irregolarità e potrebbe essere ipotizzato il reato di abuso d’ufficio.

Legacoop Piacenza esprime piena solidarietà ai vertici della cooperativa sociale Inacqua

“In relazione alle notizie riportate sulla stampa locale sulle indagini disposte dalla Procura di Piacenza nei confronti dell’Ausl e della Cooperativa Inacqua – afferma il presidente di Legacoop Maurizio Molinelli – siamo convinti che il gruppo dirigente dell’impresa nostra associata abbia operato nell’assoluto rispetto delle leggi e in piena trasparenza. Siamo altresì fiduciosi che la magistratura saprà accertare che tutti gli atti compiuti dalla cooperativa sono stati improntati alla conformità delle regole”.

“La coop Inacqua è un’impresa importante – afferma il presidente di Legacoop – del movimento cooperativo piacentino, che in questi anni è stata protagonista nella promozione e nell’innovazione dei servizi educativi e sanitari e ha saputo offrire un contributo di grande valore al loro sviluppo qualitativo nella nostra città, operando da sempre nel solco dei principi della cooperazione”.

“Il rispetto della legalità è un elemento costitutivo delle cooperative di Legacoop e per questo siamo certi che emergerà la piena estraneità di Inacqua dalla vicenda riportata sulla stampa”.

Il commento di Tommaso Foti, onorevole piacentino del Pdl

“Non voglio fare del giustizialismo ma voglio ricordare che Carini non è solo l’ex presidente di Inacqua ma anche il consigliere regionale del Pd di Piacenza – ha commentato l’onorevole del Pdl durante la conferenza stampa relativa ai lavori di riqualificazione di piazzale Marconi – Carini era stato appoggiato nella campagna elettorale dal sindaco Reggi che nei giorni scorsi ha avuto parole sprezzanti nei riguardi di una vicenda ugualmente rilevante. Penso che le stesse parole debbano essere dedicate oggi al suo consigliere regionale”.

“Le dimissioni in Italia – prosegue Foti – sono un atto che tanti chiedono e nessuno fa mai. Quindi è retorico chiederle perchè sarebbe ancora più inutile il non ottenerle”

Il commento di Pietro Pisani, segretario provinciale della Lega Nord

“Medici del servizio sanitario “arruolati” a loro insaputa dalle coop rosse. Accuse pesanti come truffa, falso, e abuso d’ufficio. Un consigliere regionale del Pd indagato insieme ai vertici dell’Asl a causa di quegli strani rapporti, mai chiariti tra il servizio sanitario e le cooperative. Uno scenario inquietante e c’è chi dice che questa potrebbe essere solo la punta dell’iceberg”.
Il segretario provinciale della Lega Nord, Pietro Pisani, interviene sull’inchiesta della Procura della Repubblica che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di sette persone fra cui tre di primo piano.
“E adesso come la mettiamo? – aggiunge Pisani – che cosa farà chi fino a ieri ha sputato sentenze a raffica assumendo il ruolo di moralizzatore?. Si dimetterà? Siamo ansiosi di vedere come i sostenitori di Dosi giustificheranno ai loro elettori gli intrallazzi tra l’azienda e le cooperative del partito ”.
“Tutto questo avviene in un momento – aggiunge Pisani – in cui Monti con Bersani e Alfano vanno a frugare senza ritegno nelle tasche dei cittadini. Da una parte si chiedono dunque sacrifici, ma dall’altra vediamo che risorse pubbliche vengono utilizzate ancora una volta per finanziare le solite cooperative”.
“Fermo restando che le accuse devono essere provate e che l’ultima parola spetta a un giudice – afferma Pisani – l’inchiesta sembra destinata ad allargarsi, si parla addirittura di affitti variabili che l’Asl pagava alla cooperativa di sinistra per far svolgere ai medici le attività professionali a pagamento.”
Altri politici, coinvolti in inchieste e magari nemmeno indagati, stanno facendo ho hanno fatto passi indietro. La nostra linea è chiara, le scope le stiamo usando, ma adesso cosa faranno i moralizzatori di sinistra? Reggi chiamerà l’impresa di pulizie?”.

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