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Piacenza Bene Comune: “Creare la Cittadella del Ben-Essere”

Il cuore del progetto, pensato dal candidato Carlo Marini, è la capacità di progettare insieme una serie di attività facendo tesoro delle esperienze delle singole associazioni che aderiranno e del movimento del volontariato in genere

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Comunicato stampa di Piacenza Bene Comune

Piacenza Bene Comune ha un sogno. Questo sogno ha un nome, la cittadella del Bene Comune, e un luogo, il convento delle Benedettine. In quest’area abbandonata, la lista civica che sostiene la candidatura di Pier Angelo Solenghi vorrebbe concretizzare un progetto ambizioso, ma fondamentale: riunire le varie realtà del volontariato piacentino in uno sforzo condiviso che miri a colmare il vuoto di solitudine di cui soffre la società.

Il cuore del progetto, pensato dal candidato Carlo Marini, è la capacità di progettare insieme una serie di attività facendo tesoro delle esperienze delle singole associazioni che aderiranno e del movimento del volontariato in genere.

«Vogliamo dare una risposta concreta a situazioni di isolamento ed emarginazione – sottolinea Marini – passando attraverso una nuova idea di cittadinanza attiva. Il nostro è un progetto che sia palestra di conoscenza reciproca e di azione comune a partire dalle specificità di ogni associazione. E’ importante, però, che questo nuova realtà abbia una collocazione fisica. Un luogo».

Il luogo è il complesso delle Benedettine, nell’omonima via.

«Il convento si presta magnificamente allo sviluppo di una pluralità di attività come quella a cui stiamo pensando – prosegue Marini – Il momento, inoltre è propizio.  Attualmente, infatti, è in corso la pratica di cessione dell’area demaniale al Comune di Piacenza, ma per ottenere l’area l’Amministrazione deve, però, presentare un progetto con finalità sociali».

Un progetto come quello di Piacenza Bene Comune.

Alla Cittadella del Bene Comune (o del Ben-Essere) possono essere messe in campo diverse attività condivise. Alcuni esempi:

–  Dalla vulnerabilità/fragilità/esclusione al protagonismo. Creare un punto di incontro e dialogo ricorrendo alla metodologia di Paulo

–  Il cibo del benessere Alimentarsi per star bene:  ristorazione condivisa e salutare con particolare attenzione a culture e patologie.

–  Gli orti delle benedettine: Orti condivisi,  multietnici, didattici, terapeutici

–  Il benessere del corpo Attività fisico/motorie rivolta al benessere di tutti in particolare di chi vive condizioni di esclusione, vulnerabilità, patologie (senza limiti di età e di stato fisico, di appartenenza sessuale, di genere o  di provenienza culturale), una palestra popolare dotata di spazi sia al coperto che all’aperto anche per  giochi di squadra campi di calcetto, pallacanestro, pallavolo, bocce e un ambulatorio medico-infermieristico di quartiere

–  Gli orti delle benedettine: Orti condivisi,  multietnici, didattici, terapeutici

–  L’altra economia Gruppo di acquisto solidale Benedettine, piccola distribuzione organizzata, Commercio equo e solidale, gas energia, finanza etica (modello Transizione town)

–  Economia del dono Scambio e dono di beni, servizi, relazioni, saperi,

–  Incubatore di attività lavorative solidali e utili alla comunità.

–  Il benessere di un quartiere Punto di aggregazione e incontro per una zona della città caratterizzata da una presenza significativa di stranieri

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