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Piacenza Bene Comune, in bici alla scoperta del verde dimenticato foto

«Molti non lo sanno, altri non se ne sono ancora resi conto, ma sotto i nostri occhi sta scomparendo gran parte del verde cittadino». Era il 2004 quando Carlo Marini e Pietro Chiappelloni, candidati dalla lista civica Piacenza Bene Comune, dalla pagine di PiacenzaRivista lanciavano un allarme che oggi, otto anni dopo, è più attuale che mai.

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Comunicato stampa inviato da Piacenza Bene Comune

«Molti non lo sanno, altri non se ne sono ancora resi conto, ma sotto i nostri occhi sta scomparendo gran parte del verde cittadino». Era il 2004 quando Carlo Marini e Pietro Chiappelloni, candidati dalla lista civica Piacenza Bene Comune, dalla pagine di PiacenzaRivista lanciavano un allarme che oggi, otto anni dopo, è più attuale che mai.

Il verde sta scomparendo inghiottito dal cemento e quello che c’è è per lo più dimenticato. Per riscoprirlo Piacenza Bene Comune, la lista civica che sostiene la candidatura di Pier Angelo Solenghi alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio, ha organizzato una gita in bicicletta a passeggio tra i futuri parchi di Piacenza per sollevare il velo dell’invisibilità. Dopo il viaggio tra le bellezze culturali, questa volta gli occhi sono stati puntati sull’ambiente, forse il bene comune più bistrattato. Quello dato più per scontato, ma il più importante e sottovalutato.

«La presenza di Parchi e verde urbano in città è un tema centrale per rendere migliore la qualità della vita di tutti i piacentini – ha affermato Laura Chiappa durante la visita – ma le Amministrazioni degli ultimi quindici anni non lo hanno assolutamente capito, anzi, hanno cementificato progressivamente gran parte delle aree verdi all’interno della città ed anche al di fuori, nell’idea ignorante e superata che il verde urbano e soprattutto i parchi siano una sorta di decorazione per abbellire la città, costosa e secondaria. Non hanno capito invece che parchi e verde sono l’unico antidoto reale per combattere l’incredibile inquinamento dell’aria in città e per tutelare, quindi, la salute di tutti i piacentini oltre che per rendere migliore la qualità della vita di tutti, perché il verde, lo sa anche un bambino, ma non i nostri politici, ha effetti diretti anche sui comportamenti delle persone, crea socializzazione, umanizza il paesaggio urbano, crea aggregazione, serenità, voglia di uscire e fare sport, passeggiate. Anni di promesse mancate: dal Parco fluviale del Po al Parco delle Mura, un referendum per il Parco della Pertite ancora non recepito nel Psc, l’ufficio parchi e del verde urbano smantellati, il regolamento del verde ancora da fare, interi viali tagliati come si sfalcia un prato, parlano chiaro sulla volontà dei nostri attuali amministratori di modificare la situazione».

Il piccolo tour tra i parchi invisibili – qualche volta perché negato, qualche altra perché non valorizzato – è partito dal simbolo di questa battaglia per il futuro del verde piacentino: la Pertite. Qui Stefano Benedetti ha ripercorso brevemente i passaggi del “caso Pertite”. I piacentini hanno manifestato il loro desiderio a trasformare l’ex area militare in uno spazio verde attrezzato a disposizione della città, ma questo desiderio non è stato ascoltato dall’Amministrazione comunale che “archiviato” il voto del referendum – un vero e proprio plebiscito – ha proseguito con i suoi progetti a base di cemento e un piano strutturale il cui verbo principale è edificazione.

I circa ottanta partecipanti alla biciclettata – tra cui molti bambini – hanno poi fatto tappa all’ex chiesa degli Appestati, e di qui, percorrendo l’Argine del Trebbia a due passi dall’omonino parco, sono arrivati all’ex Taverna delle Fate per concludere la passeggiata sulle due ruote a Porta Soccorso al futuro parco delle Mura (in via Maculani). In questo mini viaggio guide della passeggiata sono stati, come detto, alcuno rappresentanti del comitato Pertite, Vittorio Vezzulli rappresentante Lipu che ha riportato indietro le lancette al 1970 quando lungo l’argine c’erano boschetti e corsi d’acqua, Giuseppe Castelnuovo, che ha illustrato il progetto del parco del Trebbia e Pietro Chiappelloni a cui è spettato il compito di tratteggiare il possibile parco delle Mura.

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