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Cacciatore, il più votato. “Non me l’aspettavo, su di me anche voto d’opinione”

Non nasconde la soddisfazione Francesco Cacciatore, vicesindaco uscente del Pd e il candidato al consiglio comunale più votato in assoluto a Piacenza, con 1275 preferenze

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“Un risultato di queste dimensioni non me l’aspettavo, certo le primarie hanno amplificato la mia immagine nei mesi passati e credo che sul mio nome sia confluito anche un voto d’opinione”. Non nasconde la soddisfazione Francesco Cacciatore, vicesindaco uscente del Pd e il candidato al consiglio comunale più votato in assoluto a Piacenza, con 1275 preferenze. Un’iniezione di fiducia per lui, sconfitto alle primarie di febbraio del centrosinistra da Paolo Dosi, e poi candidato come capolista dal Partito Democratico, non senza qualche fibrillazione interna.

“E’ un risultato che mi lusinga – afferma Cacciatore – non posso negarlo e si spiega anche con un voto d’opinione confluito su di me. Credo che sia stato premiato anche l’atteggiamento di piena lealtà che ho sempre mantenuto nei confronti del mio partito. Di questi tempi in politica c’è più che mai bisogno di credibilità, di affidabilità e di capacità di governo e credo che i cittadini abbiano espresso queste esigenze con il loro voto”. 

Una dote di preferenze personali che certamente rilancia il ruolo di Cacciatore: “E’ un esito che motiva di certo – afferma – e d’altronde dopo le primarie ho dato prova di non tirarmi indietro e quando il partito mi ha chiesto di spendermi, ho risposto sì”. “Il risultato elettrorale del Partito Democratico è certamente positivo, se consideriamo il quadro generale di smottamento. Miglioriamo la percentuale di 5 anni fa dell’Ulivo, nonostante la civica per Dosi abbia drenato una parte dei voti”. 

Infine una considerazione sull’astensione record: “Il dato della non partecipazione mi ha sorpreso e credo che chi non è andato a votare non abbia fatto una scelta contro la politica, quanto contro questi forma dei partiti, il sistema di finanziamento. Sono stati lanciati segnali chiari che non possiamo non ignorare”.


Comunali, De Micheli (Pd): “Ottimo risultato per Dosi, ora rimettere in moto la partecipazione”

 
“Quello conseguito da Paolo Dosi è un ottimo risultato, tale da indurci ad affrontare con fiducia le due settimane che ci separano dal ballottaggio. Il suo 47 per cento può essere letto in maniera ancora più positiva, se rapportato alle condizioni complessive del voto, con l’esplosione dell’astensione e il rilevante consenso raggiunto dal Movimento 5 Stelle”.

E’ improntato all’ottimismo il commento della parlamentare piacentina del Partito Democratico Paola De Micheli, all’indomani dello scrutinio del primo turno elettorale delle comunali di Piacenza. “Questa prima tornata di elezioni locali – fa notare – ci offre uno scenario politico fortemente condizionato dalla disaffezione e dalla protesta, anche a Piacenza. Per questo la sobrietà e il messaggio di buongoverno portati avanti da Dosi acquistano un valore ancora più grande e saranno elementi chiave anche per conseguire la vittoria finale al secondo turno”.

“Destano naturalmente preoccupazione i numeri relativi all’astensionismo – aggiunge – che a livello amministrativo investe soprattutto i meccanismi di partecipazione alla vita politica: occorrerà fare di più per rimettere in moto il coinvolgimento dei cittadini e rilanciare quello spirito civico che è il vero antidoto al pericolo di disgregazione delle nostre comunità. Anche in questo senso la capacità di dialogo e di confronto di Paolo Dosi e il tema della coesione sociale, centrale nel programma del centrosinistra, saranno un contributo fondamentale”.

Infine una riflessione sul risultato del Partito Democratico: “Il nostro si conferma come l’unico partito popolare e radicato, anche a Piacenza ci consolidiamo come asse portante del centrosinistra, migliorando il dato del 2007. E questo nonostante l’exploit della lista civica per Dosi, la cui costituzione è stata favorita dallo stesso Pd nell’interesse dell’intera coalizione. L’ottima performance dei Moderati e Piacentini per Dosi deriva dunque da una serie di fattori: l’apporto di civismo dei singoli candidati, la capacità dimostrata dal candidato sindaco di intercettare consensi diretti, e anche da un atto di generosità del nostro partito”.

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