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Le Rubriche di PiacenzaSera - Camminate piacentine

Camminate piacentine: Il Parco Provinciale di Monte Moria foto

Sui sentieri dell’altipiano, tra faggi secolari e antichi castagneti: la quarta puntata della rubrica dedicata a trekking ed escursioni a piedi nel piacentino

L’antica strada romana che collegava Piacenza a Lucca passando per il fiorente municipio di Veleia, prima di Taverne attraversava un vasto altopiano di crinale, compreso tra le valli dei torrenti Chero e Arda, quasi completamente coperto di boschi: l’area attualmente protetta denominata Parco Provinciale di Monte Moria.

Grazie alla sua struttura geologica, formata da sedimenti marini depositatisi milioni di anni fa in strati compatti e resistenti all’erosione, emerge sui rilievi dolcemente ondulati del paesaggio circostante. La sua ricchezza di acque superficiali ha permesso lo sviluppo di una fitta copertura arborea: estese faggete d’alto fusto e castagneti da frutto, introdotti come fonte alimentare fin dall’età romana, sono utilissimo riparo per la fauna selvatica, soprattutto per gli uccelli che prediligono le fessure dei tronchi per nidificare. I boschi dell’altopiano, dove è possibile osservare anche qualche esemplare di betulla, rara allo stato spontaneo, costituiscono un ambiente suggestivo, dove è piacevole camminare su stradelli ben tenuti e contrassegnati dai segnavia bianco-rossi del CAI, che accompagnano con sicurezza la passeggiata.

Quella qui proposta è costituita da due anelli, uniti da un breve tratto di strada asfaltata: la prima parte porta ad uno strepitoso belvedere sulle pendici del monte Moria, voltato a nord, verso la pianura; la seconda raggiunge invece la vetta del monte Croce dei Segni, e regala sul suo versante meridionale eccezionali colpi d’occhio sulle testate della Val d’Arda e della Val Chero, e sulle cime che le coronano. 

Il percorso ha inizio nei pressi di Prato delle Lame, dal parcheggio a quota m. 891 sulla strada di accesso al parco da Rustigazzo, ad una quarantina di km dalla tangenziale di Piacenza; ha uno sviluppo lineare di circa 11,5 km, quasi tutti su sterrato o sentiero; è assistito interamente dalla segnaletica CAI, e ha un dislivello complessivo di circa 460 m, raggiungendo la quota massima a 1073 metri sulla vetta del monte Croce dei Segni; è di tipo escursionistico e può essere percorso in ogni stagione, in circa 2 ore e 50 minuti al netto delle soste; non presenta alcun tratto pericoloso, ma sul crinale Arda-Chero una breve salita, ripida e resa sdrucciolevole dal fondo scaglioso e degradato, richiede un minimo di attenzione, soprattutto col bagnato.

DESCRIZIONE

Si imbocca un ampio stradello che scende nel bosco, e seguendo un crinale conduce alle pendici del monte Rovinazzo; lasciata la cima alla propria destra, si continua a scendere fino a girare attorno all’impluvio di un ruscello, per poi risalire con decisione, sempre immersi nel querceto, per effettuare una digressione sul sentiero che porta ad un punto estremamente panoramico, a quota 850, sulle pendici del monte Moria.

Dal belvedere si apre un’ampia vista verso occidente e settentrione: si possono osservare la testata della val Chero, con il monte Obolo che ne domina il versante sinistro, e l’abitato di Gropparello; si può seguire l’intero percorso del Chero fino ai calanchi di Badagnano; si scorgono i corsi dell’Ottesola e del Chiavenna, fino al monte Giogo, e l’ampio fondovalle dell’Arda, dove si adagia il paese di Lugagnano. In primo piano, si riconoscono facilmente a destra la chiesa e l’abitato di Rustigazzo, e, a sinistra, il sito archeologico di Velleia Romana, nascosto dalla vegetazione, ma riconoscibile grazie al campanile della vicina Pieve.

Tornati sul percorso principale, si risale fino ad incontrare l’asfalto nei pressi dell’oratorio dedicato alla Madonna del Monte, ricostruito in tempi recenti nel luogo dove pare sorgesse una cappella dipendente dall’abbazia di Val Tolla. Si svolta a destra e si raggiunge, in breve, l’albergo-rifugio del Parco. In corrispondenza del tornante a pochi passi dal rifugio si imbocca una carrareccia che si inoltra nella faggeta, inizialmente in piano, poi in discesa oltre il crinale, lungo il lato sud-orientale del monte Croce dei Segni.

Lungo questa sezione del percorso si possono notare gli strati di cui è formata la struttura dell’altipiano, affioranti dal terreno lungo il versante: particolarmente evidenti sono quelli più compatti, perchè di duro calcare, che conservano in alcuni punti leggere ondulazioni in rilievo, testimonianza delle correnti che fluivano sul fondo del mare all’epoca della sedimentazione. Dopo aver cambiato bruscamente direzione, il percorso incontra, sulla sinistra, alcune radure coltivate, da cui  si aprono ampie visuali verso la testata della Val d’Arda, la conca di Morfasso e le più alte cime circostanti: i monti Lama, Menegosa e Santa Franca. Superata la bella fonte delle Croci, si affronta l’unico breve tratto che richiede attenzione, perchè ripido e scivoloso a causa dell’abbondante detrito scaglioso che ne costituisce il piano di calpestio, eroso dalle acque piovane.

Raggiunto poco oltre il bivio per il monte Croce dei Segni, si sale alla vetta, non panoramica perchè immersa nel bosco, ma che regala comunque la soddisfazione di aver raggiunto il punto più alto del percorso; ridiscesi dalla stessa parte, si conclude l’anello rientrando al rifugio attraverso una bella faggeta, dove si ammirano alcuni contorti esemplari di alberi secolari. Si rientra al punto di partenza trascurando la strada asfaltata, e optando per un bel sentiero che scende tra faggi e castagni da frutto ad una radura attrezzata, e risale infine al parcheggio.

NOTIZIE UTILI

Nel paese di Rustigazzo si trovano sia un market alimentari che 2 bar trattorie: “da Dorino” (www.trattoriadadorino.it tel 0523.807132) e il ristorante “Stella” (www.ristorantestella.it tel 0523.807118 0523.807106). Sul tracciato dell’escursione, dopo circa un’ora e tre quarti si trova la fontana delle Croci.
Notizie sul rifugio del Parco si trovano su www.parcomontemoria.it o tel. 0523.909019 (aperto pranzo e cena, chiuso il mercoledì – possibile il pernottamento). 

La mappa

La scheda

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