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Confagricoltura: “Promuovere all’estero i nostri prodotti”

"A livello locale – evidenzia Confagricoltura Piacenza – abbiamo eccellenze territoriali che faticano a fare massa critica sui mercati mondiali. Il comparto del vino, in particolare, ma anche quello dei salumi risentono dell’esigua dimensione aziendale e della polverizzazione in tante specificità"

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I dati della bilancia agroalimentare dimostrano – rileva Confagricoltura – come il settore vada bene con una quota di 30 miliardi di export; risultati meno soddisfacenti per la bilancia commerciale agricola che ha superato i 7 miliardi di deficit a causa di un aumento delle importazioni (2 miliardi in più nel solo 2011) e per il fatto che le esportazioni non decollano appieno. Insomma, va bene l’export agroalimentare, ma stiamo anche attenti nelle politiche internazionali alle importazioni agricole e promuoviamo di più i nostri prodotti ‘primari’ all’estero.

“Questo è un momento in cui le Associazioni di rappresentanza hanno la grande responsabilità di mettersi in gioco per costruire un’Italia diversa da quella che abbiamo visto negli ultimi dieci anni”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi. “Abbiamo la responsabilità – ha continuato Mario Guidi – di dire al governo ed alla politica che Italia vogliamo nei prossimi dieci anni. Penso che questo futuro possa essere costruito dando modo di sviluppare al meglio un sistema agroalimentare che già oggi è il primo del mondo. Questo accadrà se riporteremo la produzione al centro dell’agricoltura e svilupperemo piene sinergie con l’industria alimentare. Se vogliamo lavorare per l’Italia dobbiamo essere in grado di uscire dall’Italia.

Soprattutto è necessario sostenere l’attività di internazionalizzazione delle imprese agricole ed agroalimentari italiane – ha concluso il presidente di Confagricoltura – in particolare di quelle che, seppure strutturate per l’estero, non riescono a farlo individualmente. Favorendo così un maggiore interscambio e investimenti diretti che possono contribuire alla crescita economica ed allo sviluppo complessivo del Paese”.

A livello locale – evidenzia Confagricoltura Piacenza – abbiamo eccellenze territoriali che faticano a fare massa critica sui mercati mondiali. Il comparto del vino, in particolare, ma anche quello dei salumi risentono dell’esigua dimensione aziendale e della polverizzazione in tante specificità, ciascuna con caratteristiche peculiari e distintive significative, se osservate con la lente d’ingrandimento dell’economia locale, ma che scompaiono su scala mondiale.

“Le nostre eccellenze – sottolinea il Presidente di Confagricoltura Piacenza, Enrico Chiesa – hanno la necessità di essere promosse con uno sforzo sinergico. In questo senso merita di essere valorizzato lo strumento del Contratto di Rete: una forma giuridica nata nel 2009 per consentire alle imprese di sviluppare network mantenendo l’individualità ma regolando i rapporti giuridici derivanti da una collaborazione stabile basata su obiettivi strategici. Dobbiamo iniziare a valorizzare questa forma snella e moderna di aggregazione anche a livello locale.

Sul piano nazionale, invece – conclude Chiesa – bisogna ricordare che l’agricoltura è economia reale e se l’agricoltura cresce, cresce anche il settore primario ha bisogno di un volano per ripartire. Al contrario ci troviamo davanti a politiche e strategie, a livello nazionale e comunitario, che tendono a stagnare ancor più la situazione e ad allontanare la ripresa. Bisogna far accrescere la competitività, favorire la propensione all’export, equilibrare i rapporti di filiera”.

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