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Frode al Fisco, arrestato pubblicitario piacentino. Sequestrati oltre 3 milioni

I militari del nucleo di Polizia Tributaria di Piacenza, coordinati dal Procuratore della Repubblica Antonio Colonna, hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari emessa dal Gip presso il Tribunale di Piacenza nei confronti di un titolare di un’agenzia pubblicitaria della città

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Una serie di fatture per svariati milioni di euro apparentemente emesse da Publitalia ’80, concessionaria di pubblicità del gruppo Mediaset, ma che in realtà sarebbero state falsificate e contabilizzate da un’agenzia pubblicitaria con sede a Piacenza. Le hanno scoperte i militari della guardia di Finanza di Piacenza nel corso di un’indagine, coordinata dal Procuratore della Repubblica Antonio Colonna, che ha portato all’arresto di un piacentino, titolare dell’agenzia coinvolta nell’ichiesta.

L’attività investigativa, tuttora in corso, ha fatto luce su quello che gli inquirenti hanno descritto come “un articolato sistema di frode”, con l’uomo che avrebbe prodotto complessivamente false fatture per circa 8 milioni di euro intestate sia con il nome della società a lui riconducibile, sia appunto con quello di Publitalia ’80, quest’ultima risultata completamente estranea alla vicenda.

Tutto è partito da alcuni controlli, scattati a seguito di movimentazioni di denaro, definite “anomale”, sul conto corrente del piacentino sia in addebito che in accredito. “Acquisendo la documentazione della società – ha spiegato il tenente colonnello Emanuele Pucciarelli, comandante del nucleo di polizia tributaria che si è occupato delle indagini – abbiamo accertato la presenza di numerose fatture emesse da Publitalia ’80 e contabilizzate dall’agenzia pubblicitaria che sono risultate false”. “Si tratta – ha aggiunto Pucciarelli – di fatture relative ad inserzioni pubblicitarie. In realtà i rapporti che la società piacentina aveva con i propri clienti erano di natura diversa: le fatture emesse recavano infatti la realizzazione di brochure o altre prestazioni che non avevano stretta attinenza con gli spazi pubblicitari”.

I reati ipotizzati nei confronti del piacentino, attualmente agli arresti domiciliari, riguardano l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e l’occultamento delle scritture contabili (per gli anni dal 2003 al 2011) e vedono coinvolto nell’utilizzo di false fatture anche il legale rappresentante di una società anconetana operante nel settore dell’editoria.

Il Gip ha inoltre disposto il sequestro preventivo dei beni dell’indagato sino a una concorrenza di 3,4 milioni di euro.

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