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Giornate Fai di primavera, la Provincia premia gli “Apprendisti Ciceroni” foto

“Il vostro lavoro – ha detto Trespidi rivolgendosi ai giovani – ci ha ricordato che, al di là della proprietà giuridica di questi immobili, la vera proprietà è di ciascuno di noi. L’essere protagonisti nel raccontare la storia di questi luoghi, li rende ancora di più memoria e presente delle nostre comunità”

“E’ inammissibile tenere chiuso al pubblico l’ex ospedale militare di Piacenza. Dobbiamo tutti quanti lavorare intensamente per riappropriarcene”. Lo ha detto il presidente della Provincia Massimo Trespidi questa mattina agli insegnanti e ai circa 120 “apprendisti Ciceroni” del Colombini, del Gioia e del Mattei che alle giornate Fai di primavera del 24-25 marzo scorso hanno guidato i visitatori alla scoperta dei gioielli architettonici di Piacenza e Fiorenzuola. Nel corso della due giorni gli studenti hanno condotto il pubblico in tour nell’ex ospedale militare di viale Palmerio, a Piacenza, e a Fiorenzuola hanno fatto da guide volontarie tra la Collegiata San Fiorenzo, palazzo Grossi, palazzo Bertamini-Lucca e l’ex convento francescano, conosciuto come asilo Lucca.  Alle classi dei 120 ragazzi (3° Pedagogico A, 3°PB, 5°Tecnologico A, 5°TB, 4°TB, 3°TA, 5°PC, 3° Scienze Sociali C, 4°PD, 4°PB, 4SE, 5°SA, 4°PA del Colombini, 4°A e 4°B del liceo Scientifico Mattei e 1°A, 1°B, 4°A, 2°B, 3° A e B, 5°scientifico A, 5° scientifico D, 5° linguistico E del Gioia) Trespidi ha consegnato gli “attestati di merito” FAI, “per essere stati attori protagonisti – ha detto – nel vivere e nel far conoscere la propria città e la propria comunità”. 
“Il vostro lavoro – ha detto Trespidi rivolgendosi ai giovani – ci ha ricordato che, al di là della proprietà giuridica di questi immobili, la vera proprietà è di ciascuno di noi. L’essere protagonisti nel raccontare la storia di questi luoghi, li rende ancora di più memoria e presente delle nostre comunità”. E in chiusura, ancora ai giovani: “Il vostro lavoro è la miglior risposta a chi, oggi, parla di crisi di valori tra i giovani”.  La segretaria responsabile scuola e referente eventi Fai, Giovanna Canevari, ha definito gli apprendisti Ciceroni “sentinelle del territorio”, spronandoli “a difendere orgogliosamente il Paese in cui abitate e i suoi gioielli”. Il presidente della Provincia – che ha tagliato il nastro, sabato 24 marzo, delle Giornate Fai di Primavera – ha raccontato di essere stato “colpito dalla meraviglia, dallo stupore e dalla sorpresa visti nei cittadini, entusiasti di potersi riappropriare di spazi solitamente chiusi nel corso dell’anno”. 
Al termine della due giorni gli studenti del Colombini hanno prodotto alcuni filmati-documentari sugli scorci di maggiori impatto dell’antico nosocomio militare piacentino, nato nel 1863 (terminato nel 1869) e chiuso nel 1997, individuando possibili “destinazioni d’uso” per l’immenso immobile che si affaccia su viale Palmerio. “Pillole” dei filmati sono state proiettate questa mattina in sala consiliare, introdotte dalle relazioni degli studenti: Raffaele Amici, Paolo Bersani, Federica Brigati, Giulia Galluccio, Simona Tramelli. Tra le idee emerse per garantire un futuro all’ex ospedale militare: quella di farne uno “spazio aperto alla città” – come sottolineato dalla professoressa Lucia Carella – con un distaccamento della biblioteca Passerini Landi, la sede fissa del museo dell’arsenale, una sala di registrazione con spazi dedicati anche all’editing video. Negli spazi esterni verde al centro. La proposta è quella di allestire un orto botanico, in onore all’antica tradizione della coltivazione delle erbe officinali, anticamente somministrate in ospedale, e in ricordo di Fra Zaccaria, frate medievale piacentino noto per le proprie colture officinali. Accanto all’idea dell’orto botanico e di spazi di fruizione comuni, il presidente Trespidi ha rilanciato la proposta di insediare nella struttura la sede della facoltà di medicina e chirurgia dell’università di Parma.

Hanno seguito i ragazzi nel progetto anche le prof Rossana Frati, Donatella Gandini e Barbara Vaciago. Relazione storica per gli studenti del Gioia Margherita Fontana, Mariapaola Mazzoni, Angelica Orsi, Rebecca Tramonti e Clara Strozzi – con loro le insegnanti Milena Barbieri, Antonella Savini, Valeria Poli e Stefania Cattadori – che hanno passato in rassegna il passato dei gioielli fiorenzuolani riscoperti dal pubblico il 24 e 25 marzo scorso.  “Giro di esperienze” per i colleghi del Mattei Marcello Trabucchi, Federico Franchi e Matteo Macchetti, presenti con i prof Giuseppe Dossena e Danilo Testa. “Nell’illustrare la storia di questi luoghi meravigliosi abbiamo imparato tantissimo – ha raccontato Trabucchi –, soprattutto dai tanti che quei luoghi li hanno vissuti in prima persona, tanto che alla fine della giornata eravamo arricchiti dalle loro esperienze”.  Al termine della consegna degli attestati sono stati ringraziati Gianfranco Arcari di Fiorenzuola e Gianni Caminati, volontari attivi per la buona riuscita della due giorni. 

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