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Gli studenti del liceo Respighi intervistano i candidati sindaco 

Gli studenti del liceo Respighi di Piacenza "interrogano" i candidati sindaco, in attesa del primo responso delle urne del 6 e 7 maggio. Le domande e le risposte sono state pubblicate sul sito del liceo diretto da Licia Gardella. 

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Gli studenti del liceo Respighi di Piacenza “interrogano” i candidati sindaco, in attesa del primo responso delle urne del 6 e 7 maggio. Le domande e le risposte sono state pubblicate sul sito del liceo diretto da Licia Gardella. 

Domenica 6 maggio a Piacenza si vota per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Molti tra gli studenti delle quinte voteranno per la prima volta. I loro rappresentanti in consiglio di istituto – in accordo con la dirigente e i rappresentanti dei genitori – hanno pensato di rivolgere ai sette candidati sindaci alcune domande che riguardano più da vicino  il futuro loro e dei colleghi più giovani che ancora rimarranno nella scuola. In attesa di incontrare direttamente , in caso di ballottaggio, i candidati per il secondo turno che verranno invitati a scuola, hanno pensato di utilizzare uno strumento consono ad una Scuol@ 2.0, pubblicando in un apposito spazio le risposte pervenute da parte dei candidati al primo turno.
Ecco le domande – sintesi di una più variegata rosa – che sono state presentate ai candidati al primo turno:
1) Quale è lo spazio che ha la scuola nei vostri programmi, che tipo di investimento, non sulle strutture le cui competenze sono divise tra Comune e Provincia, ma in termini di sostegno alla formazione, pensate sia possibile fare, anche nell’ottica del tempo libero?
2) Siamo studenti di liceo scientifico, quindi  indirizzati ad un sbocco verso le facoltà scientifiche:  Quale è il disegno di Piacenza che avete nei vostri programmi? Una città della logistica, quindi a bassa qualificazione (più facchini che ingegneri) oppure ci sarà ancora uno spazio per la meccanica e l’innovazione tecnologica?
3) Piacenza sta elaborando progetti per le smart cities, la nostra scuola è stata scelta dal Ministero tra le scuole 2.0, che ruolo ha la scuola – e soprattutto la nostra –  in questi progetti e quindi quali prospettive future di occupazione si possono trovare in questo contesto?

Clicca qui per leggere le risposte dei candidati

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