Piace, per non sparire acquirenti entro l’8 giugno: l’ultima asta

Piacenza Calcio, ultima chiamata l’8 giugno prossimo per non sparire e iscriversi al campionato 2012-13. La vendita della società dovrà essere perfezionata in occasione dell’ultima asta fissata perchè non ci sono più risorse per continuare l’esercizio provvisorio

Ultima chiamata per salvare il Piacenza Calcio: dopo la prima asta andata deserta, la seconda è stata fissata per il prossimo 8 giugno. Ad annunciarlo ufficialmente i due curatori fallimentari Franco Spezia e Germano Montanari. Un termine entro il quale non si potrà andare, per due motivi: primo perchè oltre quella data non ci saranno le necessarie risorse per proseguire con l’esercizio provvisorio, secondo perchè non ci sarebbero i tempi tecnici per le pratiche di affiliazione alla Figc (per la quale è necessario il pagamento del debito sportivo) e di iscrizione al prossimo campionato. “L’esercizio provvisorio termina ufficialmente con la fine della stagione sportiva, cioè domenica – hanno spiegato Spezia e Montanari – chiederemo però una proroga per il tempo necessario ad arivare alla seconda asta, anche in considerazione del fatto che per le norme federali è obbligatorio procedere alla vendita senza interruzione dell’attività”.

Possono “bastare” 730mila euro – La grossa novità di questa seconda asta riguarda la doppia modalità di acquisto predisposta: gli interessati potranno aggiudicarsi l’azienda “comprensiva delle proprietà di un terreno attualmente adibito a campo di allenamento, da solo stimato 390mila euro”, a partire da una base d’asta di 430mila euro, con un ribasso del 25% rispetto alla prima convocazione; in questo caso l’aggiudicatario avrà la possibilità di accollarsi il Tfr degli otto stipendi pari a circa 230mila euro e quindi versare subito circa 200mila euro. In alternativa sarà possibile aggiudicarsi l’azienda senza terreno partendo da una base di 100mila euro. Modalità, quest’ultima, che sarà presa in considerazione solamente in assenza di offerte per la prima. A questi importi vanno aggiunti il debito sportivo, stimato in circa 480mila euro (il milione di euro inizialmente quantificato al quale va tolta la fideiussione presente in Lega da circa 600mila euro), il pagamento degli stipendi di giugno dei calciatori (circa 150mila euro) e il deposito della fideiussione di 620mila euro entro il 30 giugno per l’iscrizione al prossimo campionato. In assenza di acquirenti il Piacenza Football Club cesserà di esistere e i giocatori potranno svincolarsi.

Ricapitolando: chi dovesse essere interessato all’acquisto di società e terreno potrebbe aggiudicarsi il “pacchetto” sborsando 830mila euro, che scendono a 730mila per l’ipotesi che comprende solo la società. Cifre alle quali, lo ribadiamo, va aggiunta la fideiussione da 620mila per l’iscrizione al campionato.

Si tratta di cifre che Spezia e Montanari definiscono “appetibili”: “All’inizio del nostro incarico avevamo davanti una montagna che sembrava difficile da scalare, con il nostro lavoro pensiamo di aver offerto a tutti i possibili acquirenti il miglior “prodotto” possibile, preoccupandoci anche di fornire agli interessati tutti i dettagli economici relativi ad una gestione futura”.

In questo senso i curatori hanno approntato un budget previsionale della prossima annata: “Ipotizzando – si legge – una gestione improntata al rigore ed al contenimento massimo dei costi (ipotizzati in 2milioni e 600mila euro), tenuto conto dei contributi federali (compresi tra 900mila ed un milione e 100mila euro) e degli incassi propri stimabili in 400-500mila euro, si avrebbe un disavanzo di gestione, prima di incassi per sponsorizzazioni, contributi ed esito di campagna acquisti, pari a circa un milione di euro l’anno”.

Pagando il debito sportivo, possibili plusvalenze dalla campagna trasferimenti di 800mila euro – “Il pagamento del debito sportivo – spiegano i curatori – consente il mantenimento dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive in essere e quindi la conseguente possibilità di conseguire attraverso la campagna trasferimenti e la definizione delle comproprietà aperte una plusvalenza di almeno 800mila euro oltre al valore dei diritti relativi ai tesserati non ceduti”

Sulle possibili persone che potrebbero farsi avanti in questa seconda asta Spezia e Montanari non si sbilanciano: “I contatti proseguono, abbiamo avuto alcune manifestazioni di interesse ma finora nessun passo concreto è stato fatto. Anche noi restiamo in attesa”. L’intervista al curatore fallimentare Franco Spezia

Watch live streaming video from cpilive at livestream.com

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.