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Terremoto, l’Emilia continua a tremare. Regione e Caritas attivano la raccolta fondi

Continua a tremare la terra in Emilia dopo il forte terremoto del 20 maggio; sono state 34 le scosse di magnitudo superiore a 2 avvenute nella pianura emiliana dalle 22 di ieri sera alle 7 di questa mattina. Alle 11.31 una nuova scossa di intensità 3,8 ha colpito ancora Finale Emilia.

”Sono in corso accertamenti anche per le criticita’ registrate in provincia di Reggio Emilia”, per il terremoto che dalla notte fra sabato e domenica ha colpito soprattutto ampie zone delle province di Modena, Ferrara e Bologna, con 229 scosse fino alle 7.40 di oggi (11 oltre 4 di magnitudo). Ma in mattinata se ne sono verificate altre. Lo ha detto l’assessore alla Protezione civile dell’Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, aprendo la comunicazione della Giunta all’Assemblea legislativa.

Nel reggiano risultano colpiti soprattutto i comuni di Reggiolo e Luzzara. L’epicentro e’ a Finale Emilia (Modena) e sono 17 i comuni piu’ vicini: sei nel modenese, quattro nel bolognese e sette nel ferrarese. In queste ore si sta completando la mappa delle localita’ coinvolte. In quest’area, classificata nel 2003 ”a rischio sismico medio-basso”, ci sono solo due precedenti di terremoti cosi’ forti e risalgono al 1300 nel modenese e al 1570 nel ferrarese.

La raccolta fondi di Caritas

“La popolazione colpita sta reagendo con un atteggiamento di fiducia nella rete della solidarietà. In particolare la rete della carità in Italia, si è sempre mobilitata, riuscendo a coordinarsi e a dare spazio e voce ad un’ampia generosità e buona volontà”.
 
Domenica mattina il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu, che ha visitato ieri i luoghi colpiti, sottolinea che si è attivata la rete delle relazioni, con l’immediato coinvolgimento del delegato regionale e delle Caritas delle diocesi colpite.
 
Nella mattinata di ieri, martedì 21 maggio, a Finale Emilia (MO) si è tenuto un nuovo incontro per fare il punto e avviare azioni di prossimità sul territorio, puntando a mantenere unite le comunità locali.
 
Le diocesi più colpite sono Modena, Carpi, Bologna e Ferrara (in parte ridotta anche Reggio Emilia) con i paesi e parrocchie nel triangolo di confine tra le province di Modena, Ferrara e Bologna. I maggiori danni riguardano il patrimonio storico-culturale (comprese le chiese, in gran numero inagibili) e le strutture produttive (capannoni, rimesse, stalle, ecc). Ancora alto è il numero degli sfollati, oltre 4000, alloggiati ove possibile (parenti e conoscenti, alberghi, tende nei campi allestiti dalla Protezione Civile). Inoltre tanta è ancora la paura per il frequente susseguirsi delle scosse.
 
La Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio, presente ieri all’incontro con Francesco Milione, Responsabile Area Promozione Emergenze, si è subito resa disponibile a collaborare con la Delegazione Regionale Caritas, che coordina gli interventi.
 
Intanto le Caritas parrocchiali locali, già attive anche prima del terremoto, proseguono l’attività di distribuzione di generi di prima necessità alle famiglie più in difficoltà. Si intensifica l’attività di ascolto e accompagnamento delle fasce più deboli e si prevede, come nelle altre emergenze, una presenza a medio-lungo termine, avendo sempre come priorità la cura delle relazioni, l’attenzione alle persone e famiglie, soprattutto a coloro che hanno perso il lavoro a causa dei danni alle strutture produttive (piccole e medie imprese ed aziende agricole), e l’attenzione alla ricostruzione socio-economica, all’animazione e ai luoghi di aggregazione delle comunità.
 
Alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani e al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, intervenuti al termine della riunione, si è inoltre ribadita la piena disponibilità a collaborare con la Protezione civile regionale e le Istituzioni locali per specifici bisogni.
 
Infine nella giornata di ieri è stato fatto un sopraluogo all’ex Seminario di Finale Emilia che verrebbe messo a disposizione per costituire un Centro di coordinamento Caritas dove poter coordinare aiuti ed eventuali presenze.
 
In attesa di indicazioni specifiche, al momento la forma più immediata ed efficace di sostegno resta l’offerta in denaro. Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte alla Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio che verranno utilizzati per contribuire agli interventi di volta in volta concordati in stretto coordinamento con la Delegazione regionale.
 
Per contribuire si possono utilizzare le seguenti modalità:
 
versamento diretto presso i nostri uffici in Via Giordani, 21 a Piacenza dalle ore 9 alle 12 dal lunedì al venerdì
·         C/C bancario tramite Banca di Piacenza intestato a Fondazione Caritas Diocesana (causale “TERREMOTO NORD ITALIA 2012”)
Iban: IT61 A 05156 12600 CC0000032157
 
 

Errani: “Il decreto del Governo è un primo passo utile. Ora lavoriamo insieme alla ricostruzione”

“Un primo passo utile”. Il presidente della Regione Vasco Errani commenta positivamente l’esito della riunione di oggi del Consiglio dei Ministri, ringraziando “il presidente Monti per la sua visita nelle zone colpite dal terremoto, per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nell’affrontare questa grave emergenza”.
“Il decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri è un primo passo utile – dice Errani – Come annunciato dallo stesso presidente Monti e richiesto dalla Regione, bisogna lavorare nei prossimi giorni ad un provvedimento di rinvio dell’Imu per le abitazioni e gli stabilimenti industriali che saranno dichiarati inagibili, e degli oneri fiscali e previdenziali per le imprese che hanno subìto danni”.

“Occorre inoltre attivare da subito interventi per il sostegno delle imprese e del lavoro – prosegue il presidente della Regione – utilizzando anche le leve del credito e gli ammortizzatori in deroga e ordinari laddove necessari, con l’obiettivo di riattivare nei tempi più rapidi possibili la produzione.

“Siamo di fronte ad un’emergenza nazionale – conclude Errani – che ha provocato danni ingentissimi per le abitazioni, le imprese, i centri storici e i beni culturali e religiosi. Per questo bisogna lavorare insieme – Governo, Regione e Autonomie locali – per avviare senza soluzione di continuità la ricostruzione. Occorre sbloccare il patto di stabilità dei Comuni e definire, attraverso un tavolo col Governo, le risposte necessarie ad assicurare quell’obiettivo, la ricostruzione, come è avvenuto per altre emergenze di questo tipo”.


Monti: “Stato emergenza per terremoto in Emilia”

’’A Roma, nel Consiglio dei Ministri di oggi, dichiareremo lo stato di emergenza’’ per le zone colpite dal sisma di sabato scorso. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, al termine di un incontro con le istituzioni locali a S.Agostino, paese che ha pagato il maggior tributo di vittime. (Ansa)

La Regione Emilia-Romagna attiva la raccolta fondi rivolta a privati ed Enti pubblici

La Regione Emilia-Romagna ha attivato, come annunciato ieri dal presidente Vasco Errani alla Conferenza dei Capigruppo dell’Assemblea legislativa, una raccolta fondi rivolta a quanti,  privati ed Enti pubblici, desiderano versare un contributo per far fronte ai costi del terremoto che ha colpito le province di Modena, Ferrara e Bologna.

Per i privati le possibilità sono le seguenti:

– versamento sul c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;

– bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT – 42 – I – 02008 – 02450 – 000003010203;

– versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.

Per quanto riguarda invece gli Enti pubblici, assoggettati al sistema di Tesoreria unica, è previsto l’accreditamento sulla contabilità speciale n. 30864 accesa presso la Banca d’Italia – Sezione Tesoreria di Bologna. In tutti i casi (privati ed Enti pubblici) il versamento dovrà essere accompagnato dalla causale: contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna.

Aperto punto di raccolta CasaPound Italia a Piacenza per generi di prima necessità

Piacenza, 23 maggio – CasaPound Italia in campo per l’Emilia Romagna. Come già per l’emergenza neve, le alluvioni a Messina, in Toscana e in Liguria, e prima ancora per il tragico terremoto che devastò i comuni dell’Aquilano il 6 aprile 2009, Cpi e il suo corpo di protezione civile ‘La Salamandra’ si mobilitano per aiutare le popolazioni colpite dal sisma di domenica scorsa. E’ iniziata infatti oggi a Piacenza, la raccolta di generi di prima necessità per i circa seimila sfollati dell’Emilia Romagna.

“I volontari del Trentino Alto Adige assieme ai ragazzi Emiliani de La Salamandra – fa sapere il Gruppo di Protezione Civile di Cpi in una nota – sono stati impegnati questa sera in una evacuazione di pazienti anziani e malati di alzheimer trasferendoli dai piani superiori di una casa di cura protetta a Finale Emilia ai piani inferiori della struttura. L’operazione congiunta con altri enti di soccorso presenti in loco è durata circa due ore. Agli anziani ospiti è stata servita la cena e data una sistemazione per trascorrere la notte. Rientrati da pochi minuti a Mirandola – conclude il Gruppo nella nota – stanno ora allestendo sotto i fari dei gruppi elettrogeni il primo campo base di Cpi presente sul territorio. Alle prime luci dell’ alba una spedizione si sposterà nel Ferrarese per verificare la situazione e prendere accordi sul da farsi”.

Chiunque volesse contribuire con acqua, pasta, scatolame, impermeabili, stivali di gomma, guanti da lavoro, carta igienica o coperte può farlo telefonando al numero 331 17 65 172 oppure inviando una email a casapound.piacenza@yahoo.it per concordare le modalità di raccolta.


TERREMOTO IN EMILIA, 5MILA SFOLLATI

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