Quantcast

Via della Costa, il diario di viaggio di un lettore foto

Da Ventimiglia a Genova, la prima metà dell’antico percorso nella puntata del racconto di cinque pellegrini piacentini

Più informazioni su

“ … Questa costa ligure che tra cielo e mare lambisce il Mediterraneo, una via antica di giorni, come gli ulivi, le vigne, gli scogli, i sassi piatti sfiniti e perfetti che brillano al sole sul bagnasciuga.” (Davide Gandini)

La via della costa è una “terra di mezzo” che collega il Cammino di Compostela  con la Via francigena e si può percorrere in un senso o nell’ altro: per questo il percorso è contrassegnato da una freccia gialla a doppia punta.  Si sviluppa da Ventimiglia a Sarzana per circa 350 km. in parte sulla costa, in parte sui rilievi dell’interno tra boschi di querce, lecci e ulivi, ma anche su tratti più asciutti e selvaggi, con lembi di terra faticosamente coltivata strappata ai declivi. Belli e interessanti, ricchi di storia e tradizioni, i borghi attraversati, specialmente quelli dell’entroterra.
Nel cammino abbiamo seguito la guida di Calcagno-Rocchi (consultabile sul sito www.laviadellacosta.it),con qualche libera digressione in alcuni tratti. Per esigenze familiari abbiamo diviso in due tempi  il cammino: la parte occidentale (Ventimiglia – Genova) e la parte orientale (Genova – Sarzana). Siamo partiti in quattro (Placido, Giuliana, Franco e Piergiorgio), ma nel percorso siamo stati affiancati per brevi periodi da amici impossibilitati a compiere l’intero cammino. Per nostra fortuna siamo stati accompagnati da un tempo splendido (sole e temperatura primaverile) e ciò ha reso più bello il nostro camminare.

Le tappe del cammino

Ventimiglia – Sanremo (km 20)
Arriviamo a Ventimiglia di buon mattino provenienti da Bordighera dove abbiamo pernottato alla pensione  Villa Garnier  (prezzo a offerta per i pellegrini). Saliamo al borgo medioevale e visitiamo la cattedrale e il bel battistero romanico. Stupenda la visione del mare (fino alla costa francese) dalle antiche mura. Superato il ponte pedonale sul fiume Roia costeggiamo sulla via Aurelia le rovine del teatro romano.
Bordighera ci stupisce per la sua lussureggiante vegetazione, per le ville incastonate nella macchia mediterranea, per l’ampio parco con vista mare. Su proposta di Placido non manchiamo di fare visita presso il seminario al vescovo Barabino, ultimo titolare della diocesi di Bobbio (prima dell’annessione con Piacenza). Ci accoglie con grande cordialità. Giunti a Ospedaletti (l’origine del nome dall’antico ospedale eretto dai cavalieri di S. Giovanni) cerchiamo ristoro in un bar lungo il mare.
Arrivo a Sanremo nel primo pomeriggio (tappa relativamente breve per abituare le gambe, ma soprattutto le spalle al peso dello zaino…). Abbiamo il tempo (caso unico sul percorso!) di passare un paio di ore sugli scogli. Poi l’incontro col mitico Pino Fumi, che conosce molto bene la città e  ci accompagna prima in visita e poi a cena.

Sanremo – Porto Maurizio (Km 33)
Lungomare di Sanremo sul tracciato pedonale dell’ex-ferrovia. Poi  lungo l’Aurelia fino alla deviazione per il Poggio. Si sale per circa 3 km su una mulattiera tra serre e coltivazioni floreali a cielo aperto. Dal Poggio si scende , sempre in mezzo a serre, fino al torrente Arnara. Di qui si risale verso Bussana Vecchia, meraviglioso borgo medioevale strappato al terremoto del 1887 da un gruppo di artisti che vi hanno aperto i loro atelier. Ma il paese appare silenzioso, quasi privo di vita. Si vive la sensazione di trovarsi in un tempo fermato per sempre dalla tragedia. Alla fine del borgo si scende per  sentiero su una strada abbastanza trafficata che ci porta verso Taggia. All’ingresso del paese visitiamo il monumentale monastero di S. Domenico del XV secolo (chiesa, chiostro, sala capitolare, affreschi)  mantenuto aperto grazie all’apporto di alcuni volontari.
Taggia è un borgo medioevale meraviglioso, con i suoi incroci di strade, gli archi, i palazzi, gli scorci… Ci fermiamo per il ristoro quotidiano. Ripartiamo percorrendo il lungo ponte medioevale (16 arcate, acciottolato, con lastre per la sosta)e poi in salita verso Castellaro (altro borgo interessante). Proseguiamo sulla strada Pompeiana: un lungo, interminabile percorso che ci porta al passo di Monte Negro e di qui, attraverso sterrati e sentieri, in un paesaggio brullo e desolato, al paese di Lingueglietta.
Per strada asfaltata a tornanti si scende tra boschi di ulivo verso il fiume S. Lorenzo. Qui ci raggiunge Paolo, giunto in mattinata a Sanremo da Piacenza, e lanciato in un lungo inseguimento in solitaria. Vista l’ora decidiamo di scendere direttamente nel paese di S .Lorenzo e di qui verso la meta di Porto Maurizio. Alloggiamo alla pensione S. Giuseppe, dove arriviamo stremati sul far della sera.

Porto Maurizio – Andora  (km 28)

Siamo sulla bella passeggiata mare di Porto Maurizio. Superato il Capo Berta percorriamo il lungo tratto pedonale (circa 4 km) dell’Incompiuta, a picco sul mare, fino a Diano Marina. Continuiamo sul lungomare di Diano e poi, per evitare l’Aurelia, ci spingiamo addirittura sulla battigia per poi ritrovare il bel lungomare di S. Bartolomeo. Saliamo verso il meraviglioso borgo di Cervo. Percorriamo le sue stradine medioevali tra le case di sasso, le curiose insegne, le botteghe artigianali fino alla monumentale chiesa barocca e al castello in cima al paese. Sosta ristoro presso una birreria, con qualche maglietta stesa ad asciugare…
Recuperate le energie, risaliamo lentamente il parco del Ciapà su piste che gradatamente si aprono a panorami marini incantevoli. Al Passo Chiappa il sentiero comincia a scendere bruscamente verso Andora. L’arrivo della tappa è previsto presso l’antica chiesa di S. Giovanni, un paio di kilometri fuori dal paese. Comincia la problematica ricerca del B&B in località Ferraia che ci dovrà ospitare. Il luogo è bello, immerso nel verde.  Dopo la consueta doccia e il bucato riusciamo a trovare nella vicina frazione di Molinello una discreta trattoria il cui gestore, oltre a prepararci un’abbondante grigliata di carne,  ci intrattiene sui suoi trascorsi come cuoco su navi da crociera…

Andora –Loano  (km 30)

Ci riportiamo alla chiesa di S. Giovanni per ritrovare il cammino segnalato dalla freccia. Percorriamo il  ponte medioevale e puntiamo a Colla Micheri, in alto là sulla costa. Sulla via visitiamo la chiesa  proto-romanica dei ss. Filippo e Giacomo. Vicino i ruderi di un castello e del villaggio annesso, segni di un significativo passato. 
Il borgo di Colla Micheri è piccolo ma suggestivo: tutto concentrato in poche case, un incrocio di strade, una fontana, una chiesetta che ricorda il passaggio di Pio VII di ritorno dalla prigionia nella Francia napoleonica. Di qui ci dirigiamo verso i ruderi di S. Bernardo su una strada asfaltata sul crinale,  e quindi in rapida discesa verso Leigueglia.
Teniamo il lungomare in direzione di Alassio. Sole splendido con aria fresca. Qualche coraggioso bagnante sulla spiaggia, ma in prevalenza anziani accovacciati sulle panchine. Ad Alassio visitiamo il borgo antico: le solite strade ad angolo retto,le case patrizie, i negozi e le boutique, il via-vai delle persone. Proseguiamo per Albenga.
Sostiamo per la consumazione del mezzogiorno vicino alla cattedrale (purtroppo non visitabile data l’ora), in una piazzetta chiusa, infestata da piccioni importuni. Riprendiamo il cammino nel pomeriggio caldo lungo una strada poco trafficata, chiusa tra il terrapieno della ferrovia e le ininterrotte coltivazioni orticole e florealicole  fino a Ceriale . Qui ci accomiatiamo da Paolo, che deve rientrare.
Recuperando la segnaletica del cammino riprendiamo un bel sentiero nel bosco di querce e lecci. Usciamo sull’Aurelia nei pressi di Borghetto S. Spirito diretti a Loano. E’ ormai sera e la via è trafficatissima. Per nostra sfortuna la Pensione che ci ospita si trova a oltre due kilometri di distanza, al termine della cittadina, sotto l’insegna del paese successivo: Pietra Ligure.

Loano – Noli  (km 30)

Entriamo a Pietra Ligure sulla sempre trafficata Aurelia. Constata la difficoltà di ritrovare il sentiero verso la montagna, decidiamo di proseguire su strade e lungomare verso Burgio Verezzi.
Durante una pausa in attesa di ricongiungimento del gruppo, vengo avvicinato da una coppia di persone che si informano sulla nostra meta. Sono essi stessi pellegrini, membri della confraternita di S. Iacopo. Giuliana sopraggiunta li riconosce: sono i coniugi che nel convegno di Arenzano dello sorso anno avevano relazionato sull’esperienza del loro primo cammino a Santiago di Compostela: partiti all’alba dalla loro dimora di Pietra erano arrivati alla meta dopo un percorso di oltre 2000 km.
Da Borgio Verezzi saliamo attraverso un erto sentiero a Borgio antica. Il paese – come tanti nell’entroterra ligure- è caratteristico: un mucchio di case in pietra arroccate sulla costa all’ombra del campanile.  Continuiamo a salire per sentieri panoramici verso le case di Verezzi. Sul percorso rimaniamo stupiti dalla presenza di alcune grotte carsiche  (le Grotte di Burgio). Attraverso un vasto bosco, prima in falsopiano e poi in lunga discesa puntiamo su Finalborgo. Entriamo per l’antica porta di recente affrescata sulla via principale dove si affacciano piccoli negozi e boutique.
Mentre osservo stupito un bar (Caffetteria Sbuccia) che reclamizza anche una produzione  piacentina, vengo salutato dalla proprietaria che si presenta come mia ex alunna. Da un anno si è trasferita qui con la famiglia per avviare una nuova  attività. Un incontro sorprendente e assai gradito!
Consumato il consueto frugale pasto, ci aspetta una lunga strada in salita verso Calvisio. Dopo un paio d’ore di faticoso cammino arriviamo alla chiesa di S. Cipriano, bel complesso di struttura tardo-medioevale, con il pavimento rimosso per lavori di scavo. Si procede su sterrato lungo l’antica via Julia Augusta che porta fino allo sperone di Capo Noli. Qui il sentiero comincia a digradare con ampi tornanti. Alla nostra destra il panorama di Noli,  che lentamente si avvicina.
Sul lungomare incontriamo Enrico e Rita che sono venuti ad affiancarci nel week end. Anche stavolta l’alloggio (Istituto dell’Incoronata) è in fondo al paese, all’ingresso di Spotorno. Vista la distanza dai centri abitati,  contrattiamo con la madre superiora una cena di emergenza per pellegrini. L’appetito accumulato nelle ore di marcia ci fa apprezzare comunque la tavola!

Noli – Varazze (km 28)

Proprio dal nostro alloggio parte la strada segnalata che sale rapidamente in quota per consentire un percorso verde e panoramico fuori dalle vie del traffico. Viaggiamo tra la macchia mediterranea. Il cielo è leggermente velato, attraversato da voli di gabbiani che ci si richiamano  con i loro versi lamentosi. Là in basso il mare appena increspato dalla brezza… Al termine di questo primo tratto purtroppo il sentiero si immette su strada asfaltata che scende a tornanti verso l’orribile periferia di Savona: intensificazione del traffico, camion diretti alle discariche, anonime costruzioni di cemento, grandi vasche di raffineria di petrolio…
La visione muta radicalmente nel cuore della città ( detta “dei papi” per avere dato i natali ai papi della famiglia Della Rovere: Sisto IV e Giulio II). Sontuosa la cattedrale, ampie le vie sotto i  portici, elegante la torretta medioevale sul porto. Il lungomare ci conduce su un tratto sterrato della vecchia ferrovia che attraversa anche gallerie illuminate. Ad Albissola Marina il lungomare è lastricato di mosaici che rendono in qualche modo più distensivo l’andare. Sostiamo per il ristoro a Celle Ligure sulla strada che si affaccia  sul mare, con le case basse e colorate dei pescatori (il nome celle pare derivare dai capanni utilizzati dai pescatori per custodire gli attrezzi del mestiere).
All’ingresso di Varazze siamo attesi da Anna (un arrivo a sorpresa!) che ci accompagna all’oratorio don Bosco, sede della nostra ospitalità. Qui facciamo conoscenza con un dinamico salesiano che riesce a coordinare un sacco di attività: il luogo è frequentato da gruppi giovanili, società sportive, gruppi scout. A sera sono previsti uno spettacolo teatrale e una festa da ballo… Dopo la messa e la cena ci ritiriamo in mezzo al frastuono della musica rock.

Varazze – Genova Voltri   (km 20)
La tappa è di tutta tranquillità. Ci allontaniamo da Varazze sul lungomare Europa: 4 km di ex-ferrovia su una pista ciclo-pedonale che alterna tratti in galleria e tratti allo scoperto con vista mare. Arriviamo a Cogoleto. Sul porto assistiamo incuriositi alla vendita diretta del pesce fresco, tra l’interesse dei gabbiani attirati dal fiuto della preda. Fuori dal paese  aggiriamo un campo sportivo presso gli scogli e ci immettiamo sul lungomare De André (di nuovo percorso su ex-ferrovia) che ci porta ad Arenzano. Qui visitiamo il parco e il santuario e aspettiamo pazientemente l’apertura del “ristorante del pellegrino” per poter mangiare.
Si prosegue sul lungomare per 6 km fino fino a Voltri. Da una parte la via Aurelia su cui transitano file ininterrotte di macchine e moto (è sabato pomeriggio); dall’altra gli scogli su cui si stendono sparuti  gruppetti (la giornata è ventosa) di turisti del week end. Arrivati a Voltri concludiamo il cammino. Per evitare l’ingorgo delle strade nella lunga periferia genovese ci affidiamo a un mezzo pubblico per recarci  direttamente alla stazione ferroviaria per rientro a Piacenza.
Il nostro viaggio sulla costa occidentale ligure si ferma qui. In sette tappe abbiamo percorso carca 190 km tra sentieri collinari e strade sul mare. Fra qualche settimana riprenderemo la parte orientale del cammino…

Per utili informazioni è consigliato consultare il sito www.viadellacosta.it

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.