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Viaggio nella notte del terremoto IL FOTOREPORTAGE foto

Uno straordinario reportage dalle zone del modenese colpite dal sisma. Per documentare il dramma ma anche il lavoro incessante di una popolazione che cerca di risollevarsi. Con un inviato speciale

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Dalle zone del terremoto un viaggio che non avrei mai voluto fare quello fatto la notte scorsa al seguito di un servizio televisivo della Rai, che doveva documentare come trascorre la notte la gente che vive nelle zone più colpite da questo imprevedibile disastro, che ha portato distruzione e morte in una delle aree più ricche di tutta l’Italia. Da Modena verso Mantova percorriamo la statale 12 con a lato i vigneti, e grappoli di case abbandonate, una strada ora percorsa solo da colonne di mezzi di soccorso: prendiamo la strada per Cavezzo uno dei centri piu colpiti, siamo ai primi edifici e troviamo una squadra dei Vigili del Fuoco che sta mettendo in sicurezza un grosso palazzo, in parte crollato.

Mettere in sicurezza vuol dire rimuovere completamente quello che rimane. Cominciamo a riprendere e a fare foto, ma ci fanno spostare perchè siamo troppi vicini ad un altro palazzo pericolante. Ci avviamo verso il centro, completamente zona rossa, per i numerosi crolli. Ci imbattiamo in un grande centro commerciale completamente raso al suolo, anche qui troviamo i vigili del fuoco al lavoro per togliere le parti pericolanti.

Poi all’uscita del paese le prime tendopoli, nel centro sportivo e nei giardini pubblici. Comincia fare buio, le strade non sono illuminate, un grande silenzio, molte anche le tende nei cortili delle case che gli abitanti non vogliono abbandonare. Ora andiamo verso Medolla, al capannone dove sorgeva l’Hematronic che fabbricava pezzi di macchine per la dialisi: quando arriviamo i vigili del fuoco stavano lavorando per estrarre dalle macerie l’ultima vittima del sisma che ha causato oltre ai numerosi crolli ben 17 morti.

Un lavoro quello dei vigili, sotto le luci delle fotocellule, lungo ed estenuante, sotto montagne di macerie e pericolo di crolli, che è andato avanti per diverse ore. Poi ci trasferiamo a Finale Emilia, dove è stata allestita la più grande tendopoli della regione, quindi a San Felice sul Panaro con il suo antico Palazzo Del Comune parzialmente crollato, quindi arriviamo a Miradolo con il suo Duomo crollato e il centro dichiarato completamente zona rossa, le strade deserte, la luce gialla stradale dei neon, le poche persone in giro sembrano fantasmi che vagano nella notte. Anche la luna sembra spegnersi su queste case quasi a volere nascondere questa tragedia.

Prospero Cravedi

LINK: “Il nostro impegno del modenese”. Il racconto dei vigili del fuoco di Piacenza

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