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“Al posto di quella ragazza, col prof potevo esserci io”. La testimonianza di G.

La nostra redazione ha raccolto la testimonianza di un'ex alunna (il nome fittizio che le abbiamo affidato è Giulia) del prof arrestato. Nel testo che segue non emergono fatti di rilevanza penale, ma si racconta l’esperienza di chi ha avuto a che fare con il professore e rende conto di certi suoi comportamenti e atteggiamenti dentro e fuori la classe

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Fatti gravi commessi da una persona che, sfruttando la loro giovane età e debolezza, ha approfittato di ragazze minorenni, oltretutto studentesse che avrebbe invece dovuto tutelare e proteggere. Nel ringraziare i genitori che con le loro segnalazioni hanno permesso di avviare le indagini, invitiamo tutti coloro che fossero stati vittime di simili situazioni a rivolgersi alle forze dell’ordine. Sono le parole del sostituto procuratore Michela Versini che ha coordinato le indagini che hanno portato all’arresto del prof del Romagnosi accusato di aver fatto sesso con una sua alunna minorenne.

La nostra redazione ha raccolto la testimonianza di un’ex alunna (il nome fittizio che le abbiamo assegnato è Giulia) del prof arrestato. Nel testo che segue non emergono fatti di rilevanza penale, ma si racconta l’esperienza di chi ha avuto a che fare con il professore e rende conto di certi suoi comportamenti e atteggiamenti dentro e fuori la classe, che hanno trovato riscontro nelle indagini svolte dal magistrato. Ecco il racconto di Giulia, ex studentessa del liceo Gioia.

L’ho conosciuto a scuola quando ho iniziato a frequentare il liceo Gioia, 5 anni fa; è sempre stato il tipo di professore che fa battute leggermente sconvenienti ma che poi ci scherza sopra (questo infatti non mi insospettiva più di tanto, e nemmeno il fatto che guardasse sempre le ragazze carine…). Ha sempre avuto la fama di essere un “uno che ci provava” fra le ragazze (ovviamente anche qui è inteso scherzando, nessuna di noi che non fosse coinvolta nel tipo di situazioni che abbiamo visto descritte sui giornali era al corrente di questi fatti, nè poteva minimamente sospettare nulla), correvano voci che avesse un “amante”, che tradisse la moglie, ecc ecc…

Tutte voci di corridoio che ho sempre ritenuto infondate. Tuttavia io sono sempre stata un pochino nel suo mirino: ero brava in informatica, mi faceva spesso domande, mi faceva complimenti, ecc. Nella primavera-estate 2010 ho cominciato a sentirlo via facebook perchè gli avevo chiesto aiuto e consiglio per uno stage estivo… ed abbiamo cominciato a parlare anche di altro: ha iniziato col chiedermi di me, i miei interessi, cosa mi piace, cosa non mi piace… domande apparentemente innocue a cui rispondevo per educazione.

Mi aveva fatto un regalo di compleanno che mi aveva consegnato alla fine di una sua ora di informatica (una maglietta del Dr.House – fra l’altro ho notato una somiglianza un po’ inquietante con quella che ho visto nella foto degli oggetti da lui regalati alla ragazza – ). Dopodichè è passato alle domande un pò spinte: una sera, su facebook, ha attaccato dicendo di essere venuto a conoscenza di una scritta, nel bagno delle ragazze del Gioia, al primo piano, che dice “V… bonazzo” o qualcosa di simile… mi ha chiesto conferma e io gli ho detto di sì, c’era effettivamente una scritta in quel bagno che recitava così.

Lui ha poi chiesto come veniva considerato fra le ragazze, se io avevo sentito cose su di lui ecc….io gli ho risposto di no (non accennando alle voci di corridoio per paura di offenderlo o altro); infine ha chiesto se io lo trovavo attraente, cosa pensavo di lui e altre domande di questo tipo. Ero molto spaesata ed imbarazzata ma gli ho risposto educatamente che “secondo me quelli non erano argomenti da trattare con una ragazza della mia età, per di più sua allieva”.

E’ diventato freddo, quasi offeso. A scuola mi ha detto che ero una di quelle che hanno paura di farsi vedere in giro con il proprio professore per paura che gli altri pensino male (o cose così, non ricordo di preciso). E da lì non ci siamo più sentiti tanto. L’ho incrociato qualche volta quest’anno a scuola (anche se ora sarebbe al Romagnosi veniva lì per lavoro credo) ma non sembrava più così “offeso”: mi ha salutata e mi ha chiesto come andava la scuola, tutto qua. Sono rimasta sorpresa dalla notizia del suo arresto… non pensavo si spingesse così in là…. però a posteriori, ripensando a quello che aveva detto a me, forse se fossi stata una ragazza più ingenua ci sarei io al posto dell’altra, ora.

Giulia

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