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Ancora Festival Beat: stasera tocca a Reverend Beat – Man, Paul Collins e Sorrows foto

Venerdì 29 giugno sul palco dell’Area Live di Ponteghiara: Reverend Beat-Man, Paul Collins Beat e gli inglesi Sorrows

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Venerdì 29 giugno sul palco dell’Area Live di Ponteghiara: Reverend Beat-Man, Paul Collins Beat e gli inglesi Sorrows
 
Dopo l’esordio nel cuore di Salsomaggiore il Festival Beat si trasferisce nell’area live di Ponteghiara. Il programma della giornata di venerdì 29 giugno si aprirà alle 12 con il Beat Cafè con Monogawa dj al caffè Rigoletto di piazzale Berzieri 3/b. Alle 14.30 Pool Party alla piscina Leoni in Viale Del Lavoro 2 con la Festival Beat Dj Crew; alle 18, alla pasticceria Desireé di Largo Roma Luca Frazzi intervisterà e rivivrà con i suoi ospiti le edizioni passate del Festival Beat riprendendo i contenuti del Libro “18 anni di Festival Beat” edizioni Tsunami. Seguirà, alle 19, il Rock’n’Roll Spritz con Fog Surfer dj; e, alla stessa ora, saliranno sul palco del Devil’s Den Pub di viale Patrioti i norvegesi Twistaroos. 
 
Dalle 20, con ingresso al costo di 15 euro, aprirà i cancelli l’area live di Ponte Ghiara dove sarà possibile cenare ed andare a caccia, nel mercatino, di oggetti vintage. Suoneranno: lo svizzero Reverend Beat-Man; lo statunitense Paul Collins Beat; gli inglesi Sorrows. A seguire allnighter dj set con la Festival Beat Dj Crew.
 
 
 
LE BAND: 
 
TWISTAROOS (NORVEGIA)
Dalla gelida Norvegia il sixties-rock più caldo che c’è in circolazione. Ce lo garantisce la chitarra esperta di Morten Henriksen (Yum Yums, Caroline And The Treats) e l’organo e la voce della bella Vibeke Saugestad, biondina nordica che più nordica non si può, una figura che sembra uscita da un film del ’67 ma che invece tiene il palco (e alla grande) nel 2012. Lei è scatenata, il resto della band una macchina sixties rodata alla perfezione, il Devil’s Den lo scenario ideale per un loro show. Con i Twistaroos, impossibile stare fermi.
 
 
 
REVEREND BEAT-MAN (SVIZZERA) 
Dalla Svizzera, Sua Eminenza il Reverendo, pronto a scaldare di nuovo il popolo del Festival Beat col suo rock’n’roll basico e selvaggio. Nel campo è un’autorità assoluta, ma lui se ne frega dei titoli, vuole solo salire su un palco e rinnovare una magia che ha 60 anni sulle spalle ma sembra proprio non sentirli. Fifties rock’n’roll at his best: gli appassionati non hanno bisogno di raccomandazioni, conoscono bene il Reverendo e sanno che non delude mai.
 
 
PAUL COLLINS BEAT (USA) 
Quello che nella seconda metà degli anni settanta veniva chiamato power-pop altro non era se non beat sporcato di punk. E tra le leggende di quell’epoca aurea c’erano i Beat di Paul Collins, uno che la storia l’aveva fatta già coi Nerves (è loro l’hit planetario Hanging On The Telephone, portata al successo dai Blondie), ma che ha continuato a farla sino ad oggi senza mai tradire il suo antico amore per il pop e il rock’n’roll. L’ultimo album di Paul si intitola King Of Power Pop: difficile obbiettare.
 
 
SORROWS (INGHILTERRA) 
Dopo Sonics, Downliners Sect e Pretty Things, un’altra band di mostri sacri dritti dal cuore degli anni sessanta si appresta a calcare il palcoscenico del Festival Beat: sono i Sorrows di Don Fardon, beat inglesi che nel cuore dei sixties si trasferirono in Italia per scalare le classifiche e fare innamorare le ragazze ye-ye di casa nostra. Il Festival Beat 2012 come il Cantagiro ’66? Quando nel cielo di Salsomaggiore risuoneranno le note di No, No, No, No e Mi si spezza il cuore, i 46 anni che separano i due eventi spariranno di colpo, come d’incanto. Beat glorioso dall’effetto garantito, quello dei Sorrows: tutti pronti ad applaudire Don Fardon.

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