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Bilancio Ausl, sindacati e azienda a confronto in Provincia

Diverse le preoccupazioni sul tavolo: dalle Asp, alla centrale unica del 118 fino al timore di un blocco degli investimenti. Risultati positivi raggiunti da ricondurre anche al continuo e fattivo confronto

Sono diversi i temi caldi sul tavolo in vista del voto sui bilanci di esercizio 2011, di previsione 2012-2014 ed economico preventivo per l’esercizio 2012 dell’azienda Usl previsto nella nuova seduta della Conferenza territoriale socio-sanitaria in programma per giovedì 28 giugno in Provincia. Gli argomenti più delicati sono emersi nel corso dell’incontro, convocato dal presidente della Provincia e presidente della stessa Conferenza Massimo Trespidi, che ha visto seduti intorno allo stesso tavolo anche il direttore generale Andrea Bianchi e il direttore amministrativo Giuseppe Arcari dell’Ausl di Piacenza, l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Piacenza Giovanna Palladini, il sindaco di Caorso Fabio Callori (in rappresentanza del Distretto di Levante) e le organizzazioni sindacali confederali, di categoria e dei pensionati di Cgil-Cisl e Uil piacentine.

Dati alla mano, il direttore Bianchi ha presentato nel dettaglio i risultati del 2011, il piano delle azioni e degli investimenti 2011 oltre alle azioni e agli investimenti futuri. “Per il 2012 – ha precisato Bianchi – abbiamo la certezza della copertura finanziaria per i risultati che vogliamo raggiungere. L’incognita rimane il 2013: la sfida è riuscire a mantenere alto il livello qualitativo”.  “I risultati positivi raggiunti nel corso degli anni – hanno sottolineato le organizzazioni – sono da ricondurre anche al continuo e costante confronto interno e esterno all’Azienda, prova questa che la concertazione porta a risultati”.

Diverse le preoccupazioni sollevate dalle parti sociali, alle quali sono seguite le rassicurazioni, per quanto di propria competenza, del direttore generale Bianchi: dalla sopravvivenza delle Asp piacentine (con riferimento particolare a quella di Ponente “Azalea”), alla centrale unica del 118, dallo stand by per la Casa della Salute della Besurica al mantenimento delle specializzazioni sul territorio, dal riordino previsto per l’area della riabilitazione (Dipartimento medicina riabilitativa, Dipartimento della gestione territoriale della non autosufficienza) alla necessità di un’analisi e di un confronto sui dati della mobilità attiva e passiva nelle strutture sanitarie piacentine, dalla qualificazione del servizio di Guardia Medica “al momento non pubblicizzato e, dunque, poco utilizzato” allo stato d’avanzamento dell’integrazione sanitaria nell’Area Vasta Emilia Nord. Un tema, quest’ultimo, su cui ha fatto chiarezza Bianchi. “Il livello di aggregazione più valido a mio parere è quello medio; si sta ragionando ad esempio sull’ipotesi di uniformare le procedure”.

“Non bisogna smettere – hanno rilevato i sindacati – di investire sul territorio, nonostante il momento di crisi scoraggi ogni tipo di azione in questo senso. E’ necessario inoltre potenziare sia numericamente che come servizi offerti ai cittadini le Case della salute della nostra provincia, definendo entro il 2012 un piano di riordino-implementazione della Sanità territoriale con riferimento particolare alle stesse Case della Salute”. Una richiesta, quest’ultima, che ha incontrato l’impegno dell’Ausl. In merito alla questione dell’accorpamento della centrale del 118, che il direttore generale Ausl ha spiegato essere “inserito negli obiettivi dell’attuale mandato ma non ancora concretizzato in uno studio di fattibilità”, le organizzazioni sindacali hanno infine individuato “la necessità di valutare risparmi ed efficacia”.

“Sulle Asp – ha concluso il presidente Trespidi – è necessario un provvedimento della Regione Emilia Romagna: la situazione, preoccupante a mio avviso, al momento non è in mano a nessuno. La Provincia non ha competenza in merito: occorre che la Regione si riappropri della responsabilità di una decisione”.

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