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Cava Rivalta, il punto di Trespidi: “Nessuna novità dal 2001”

A fronte delle tante (e confuse) cose che sono emerse negli ultimi giorni, ritengo di dover far chiarezza sulle modalità di attuazione delle attività estrattive

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Cava Rivalta, il punto del presidente Trespidi. Leggi la questione sollevata dal conte Orazio Zanardi Landi

Egregio Direttore,
A fronte delle tante (e confuse) cose che sono emerse negli ultimi giorni, ritengo di dover far chiarezza sulle modalità di attuazione delle attività estrattive, con particolare riguardo alla zona del comune di Rivergaro, al centro delle ultime segnalazioni del conte Orazio Zanardi Landi.
Tiro le fila della situazione programmatoria attuale, cercando di incontrare le criptiche richieste che sono giunte nei giorni scorsi: il PIAE 2011, recentemente adottato dal Consiglio Provinciale, relativamente al Polo estrattivo denominato “Molinazzo” in comune di Rivergaro, non ha introdotto alcuna nuova previsione.
La Pianificazione vigente del Comune di Rivergaro (Pae 2009) prevede la possibilità di effettuare attività estrattive nel comparto “Molinazzo Sud”, in località Cà Blatta, in prossimità della sponda del Trebbia e il cosiddetto “Ambito Gerolo”, sempre in località Cà Blatta, a Est del Rio Comune.
Relativamente al comparto “Molinazzo Sud” – ricadente all’interno del Polo estrattivo denominato “Molinazzo” in comune di Rivergaro – ribadisco che la nuova programmazione provinciale (per intenderci quella che fa capo a questa amministrazione) non ha introdotto nessuna novità rispetto a quella precedente, che risale al 2001.
L’Ambito Gerolo deriva, invece, dal PTCP approvato nel 2009. In particolare, esso, prevede di attuare il primo stralcio del lago irriguo pianificato dal PTCP nel comune di Rivergaro per fronteggiare la crisi idrica del comprensorio irriguo del Fiume Trebbia.
Si tratta di una situazione che viene da lontano, approvata e recepita dalla pianificazione comunale di Rivergaro e – in quanto tale – già passata al vaglio di Arpa, Ausl, Servizio Tecnico di Bacino della Regione Emilia Romagna, Parco Regionale fluviale del Trebbia, Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Parma e Piacenza, oltre che, ovviamente, di Comune e Provincia. Tutti questi enti non hanno rilevato elementi che potessero mettere in dubbio la localizzazione delle cave. Anzi, la stessa Soprintendenza, autorevole ente certo non “magnanimo” nell’esprimere le proprie valutazioni, relativamente al comparto “Molinazzo Sud” ha tra l’altro osservato al Comune di Rivergaro come “la fase finale di sistemazione ambientale preveda la costituzione di un habitat umido perifluviale (leggi: laghetto) maggiormente coerente con la presenza del fiume, rispetto all’attuale contesto agricolo”. Tra le altre cose il piano comunale prevede che questo specchio d’acqua venga utilizzato con finalità ricreative. Non solo. La realizzazione del lago, essendo in prossimità del Parco del Trebbia, sarà soggetta a un particolare vincolo, ancora più restrittivo dell’attuale (tecnicamente sarà ricompresa in fascia B1). Nonostante tutte queste rassicurazioni è comunque prevista un’ulteriore garanzia. Il piano comunale prevede infatti che prima della realizzazione venga effettuata la procedura di Valutazione di Impatto ambientale, un procedimento concertativo che raccoglie contributi di tutti i soggetti e gli enti a vario titolo coinvolti nell’opera.
Anche l’altra previsione inserita nella programmazione comunale di Rivergaro, l’Ambito Gerolo (vedi sopra) sarà soggetta a questo tipo di procedura o, comunque, ne sarà effettuata un’altra (chiamata di screening). L’iter che porterà alla realizzazione di entrambe le previsioni dovrà considerare anche l’impatto paesaggistico delle stesse, anche in riferimento alla fase di coltivazione della cava. Di fronte alle richieste giunte nei giorni scorsi dal conte Orazio Zanardi Landi l’assessore Patrizia Barbieri ha prontamente risposto fornendo immediatamente tutte le spiegazioni tecniche che stanno alla base della pianificazione in zona Rivalta. Queste stesse spiegazioni erano state fornite direttamente dal sottoscritto – e dal vicepresidente Maurizio Parma – allo stesso Zanardi Landi nel corso di un incontro in Provincia a inizio maggio. Ora – dopo aver cercato di fare un po’ di chiarezza sulle tante (e non sempre centrate) valutazioni fatte – sono a chiedere al conte di tornare nel mio ufficio per un nuovo colloquio, mi auguro, realmente e definitivamente chiarificatore. L’argomento è tecnico, ma ho cercato di renderlo il più fruibile possibile. Quest’ordine di cose passa per strumenti pianificatori che hanno proprie regole e propri tempi. Questi procedimenti sono anche soggetti alle osservazioni dei cittadini che la Provincia o i Comuni – una volta ricevute – devono considerare ai fini dell’approvazione dei propri strumenti di pianificazione.
Massimo Trespidi
Presidente della Provincia di Piacenza

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