Quantcast

Demanio, il Comune “tratta” per dodici palazzi e caserme

La Giunta comunale ha approvato, durante la seduta di ieri, lo schema di protocollo d’intesa tra il Comune di Piacenza e l’Agenzia del Demanio per la valorizzazione di alcuni immobili pubblici sul territorio comunale.

Più informazioni su

La Giunta comunale ha approvato, durante la seduta di ieri, lo schema di protocollo d’intesa tra il Comune di Piacenza e l’Agenzia del Demanio per la valorizzazione di alcuni immobili pubblici sul territorio comunale. “Durante il mandato del sindaco Roberto Reggi, nell’aprile scorso – spiega l’attuale primo cittadino Paolo Dosi – avevamo approvato lo stesso provvedimento, ma proprio per l’importanza che tale documento assumerà per il futuro di Piacenza abbiamo deciso di deliberare ancora sul tema, attraverso un atto della nuova Giunta”.

Il “Programma unitario di valorizzazione territoriale” ha l’obiettivo di attivare un iter organico di razionalizzazione, ottimizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico presente nella nostra città, in coerenza con le strategie di sviluppo territoriale, con gli indirizzi di programmazione comunali e con la pianificazione urbanistica avviata, in particolare rispetto al Piano strutturale comunale.

Il protocollo d’intesa approvato, che sarà sottoscritto oltre che dal Comune di Piacenza e dall’Agenzia del Demanio anche dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, prevede inizialmente l’inserimento di dodici beni di proprietà dello Stato da inserire nel Programma unitario e in particolare: la caserma Vittorio Alfieri di via delle Benedettine; la caserma Pietro Cella (ex chiesa e convento Benedettine) di vicolo Buffalari; la caserma Jacopo dal Verme di via delle Benedettine; l’ex chiesa di San Lorenzo in vicolo del Consiglio, palazzo Madama (carcere giudiziario) in vicolo del Consiglio; palazzo Landi (tribunale) in via al Consiglio; il palazzo della Posta in via Roma; il palazzo Costa Ferrari in via Carducci; palazzo Serafini in via Serafini; l’ex casa dei Martiri fascisti in via Borghetto; la caserma De Sonnaz (palazzo Scotti da Sarmato) in via del Castello; la caserma Generale Cantore (la porzione est e l’ex chiesa di Sant’Agostino) sullo stradone Farnese. Il tavolo tecnico operativo formato da rappresentanti dell’Agenzia del Demanio e del Comune di Piacenza provvederà ad attuare il Programma unitario di valorizzazione e inserire eventualmente nel progetto altri beni che si rendessero disponibili.

Conclude Dosi: “Abbiamo già programmato un incontro con il direttore dell’Agenzia del Demanio Stefano Scalera per discutere dell’argomento e per arrivare, nel più breve tempo possibile, alla sottoscrizione definitiva del Protocollo d’intesa. Superflua dunque la sollecitazione del consigliere comunale e deputato Tommaso Foti che ha presentato un’interrogazione sul tema, tra l’altro generica in quanto fa riferimento a “dodici caserme”: l’Amministrazione comunale ha attivato da tempo gli opportuni contatti per arrivare a valorizzare importanti immobili a vantaggio della città ed è ben determinata a portarli a termine”.


L’interrogazione presentata da Foti (Pdl) nei giorni scorsi

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.