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Economix, 2 miliardi i danni economici del terremoto in Emilia

Le scosse di terremoto del 20 e del 29 maggio hanno colpito una delle regioni più produttive del nostro Paese, con danni economici stimati per almeno 2 miliardi di euro complessivi. Una stima considerata comunque al ribasso.

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I DANNI ECONOMICI DEL TERREMOTO IN EMILIA

Le scosse di terremoto del 20 e del 29 maggio hanno colpito una delle regioni più produttive del nostro Paese, con danni economici stimati per almeno 2 miliardi di euro complessivi. Una stima considerata comunque al ribasso.
L’aspetto più evidente del disastro economico è rappresentato dal crollo dei capannoni che, oltre ad avere provocato vittime, ha di fatto bloccato un sistema produttivo fiore all’occhiello dell’economia italiana che rappresenta circa l’1% del Pil nazionale, (l’intera regione Emilia Romagna contribuisce per circa il 9%).

Un sistema produttivo che difficilmente potrà tornare ad essere un importante punti di riferimento per l’economia nazionale.
Le aziende crollate, o rese inagibili, da una prima stima sono 3.500, per un totale di 20mila persone senza lavoro, relativamente ai comparti della meccanica, dell’alimentare, del biomedicale, del tessile e della ceramica. Anche il settore agricolo, che vanta prodotti di eccellenza, registra ad oggi più di mezzo miliardo di danni.
I consorzi del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano stimano 170 milioni di danni complessivi per un totale di 760 mila forme danneggiate.
Anche il comparto del turismo artistico ha subito gravi danni; numerosi edifici storici e artistici sono stati danneggiati pesantemente o sono addirittura crollati. Chiese e musei sono spesso inagibili e bisognerà valutare se e come possano essere messi in sicurezza.

LE MISURE DEL GOVERNO

Le misure previste dal Governo per aiutare i territori colpiti dal sisma, necessarie per fare ripartire al più presto l’economia, riguardano:
1. aumento di 2 centesimi sui carburanti fino al 31 dicembre 2012, che dovrà portare entro l’anno risorse finanziarie per circa 500 milioni di euro;
2. risorse dalla riduzione della spesa pubblica – tra il 2013 e il 2014 dai tagli previsti dalla cosiddetta “spending review” si prevede 1 miliardo circa di euro;
3. il rinvio a settembre dei versamenti fiscali aggiuntivi (Irpef, Ires, Iva, Irap, addizionali Irpef regionali e comunali ed anche per la nuova Imu);
4. proroga al 31 dicembre del pagamento delle rate dei mutui;
5. sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali;
6. deroga del Patto di stabilità per i Comuni per le spese per la ricostruzione.

Alcuni ministri hanno poi espressamente richiesto un solido contributo alle società petrolifere.
Il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, ha infatti chiesto all’Unione Petrolifera di cercare di ridurre il prezzo industriale dei carburanti (al netto delle imposte) in modo tale da farsi carico degli aumenti per la ricostruzione: “Siamo certi che, in questo momento di emergenza per tanti cittadini e imprese anche le aziende petrolifere, che rappresentano uno dei comparti industriali più importanti a livello nazionale, vorranno fare la loro parte”, ha commentato il Ministro.

Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, in merito all’intervento di Corrado Passera sulle società petrolifere, ha rincarato la dose, affermando che le compagnie petrolifere da sempre attuano politiche fortemente speculative a danno dei consumatori: ad una riduzione del prezzo dell’olio, afferma Clini, non corrisponde mai una riduzione del prezzo della benzina.

La redazione di Economix augura alle persone colpite dal sisma di rimettersi al più presto e di tornare ad essere un “fiore all’occhiello” dell’economia nazionale.
Conoscendo bene la forza e lo spirito degli emiliani, sono certo che ce la faremo (1).

Andrea Lodi (economix@piacenzasera.it)

(1) L’autore dell’articolo vive a San Prospero, a pochi chilometri dai luoghi colpiti dal sisma

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