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“Piacenza nel mondo” sottoscrive la Carta etica

"Piacenza nel mondo" sottoscrive la Carta etica davanti al sindaco Paolo Dosi e al segretario generale del Comune Emilio Binini. Stamani Sandro Molinari, presidente dell’Associazione, il vice Antonio Parmigiani e Giovanna Amorini. 

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“Piacenza nel mondo” sottoscrive la Carta etica davanti al sindaco Paolo Dosi e al segretario generale del Comune Emilio Binini. Stamani Sandro Molinari, presidente dell’Associazione, il vice Antonio Parmigiani e Giovanna Amorini, anch’essa componente di “Piacenza nel mondo” hanno voluto sottoscrivere questo importante documento, anche in rappresentanza dell’Unuci (Unione Ufficiali in Congedo d’Italia), “In quanto – hanno detto – abbiamo partecipato con grande entusiasmo alla redazione della Carta etica, contribuendo a far sì che in questo documento i piacentini residenti all’estero, abbiano la stessa dignità e le pari opportunità di chi risiede a Piacenza”. Hanno poi aggiunto che la Carta è necessaria “per un futuro migliore e per le nuove generazioni”. E il sindaco Dosi ha ringraziato i componenti di questa associazione che affonda le proprie radici anche in una figura di spicco come monsignor Scalabrini. 
“Piacenza nel mondo” tra le 450 associazioni piacentine è l’unica a seguire direttamente coloro che hanno lasciato le nostre terre tanti anni fa: “Ci siamo resi conto nella ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia – ha commentato Molinari – che l’emigrazione ha contribuito alla formazione di una nuova identità nazionale. Monsignor Scalabrini è stato tra coloro che hanno facilitato l’integrazione degli italiani nelle sterminate terre d’America. Non solo, le parrocchie sorte all’estero e in America verso la fine dell’Ottocento hanno avuto il ruolo di favorire una mediazione culturale indispensabile per migliorare la qualità della vita dei tanti italiani. E che oggi la comunità italiana a New York sia riconosciuta a stimata da tutti, è un dato di fatto, e la targa che riporta i 302 connazionali che nel 2001 hanno perduto la vita durante il crollo delle Torri gemelle ne è la conferma”. La Carta etica rappresenta una sorta di “Magna Charta” per sottolineare la necessaria adesione alla comunità piacentina anche da parte di chi risiede all’estero.
 

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