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Protezione Civile, Pollastri (Pdl): “Quale la posizione della Regione sul riordino”

Un’interrogazione urgente l’ha presentata il Consigliere regionale Andrea Pollastri (PdL) su un caso di stretta attualità, entrato ancora più nel vivo dopo i drammatici eventi 

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Riordino della Protezione civile. Pollastri: “Quale la pozione regionale sulla scelta di togliere il fondo a favore dei danni ai privati?”

Un’interrogazione urgente l’ha presentata il Consigliere regionale Andrea Pollastri (PdL) su un caso di stretta attualità, entrato ancora più nel vivo dopo i drammatici eventi del terremoto: il riordino della Protezione Civile, il cui testo di legge è all’esame delle Camere.
L’art. 2 del D.L. n. 59 (“Riordino della Protezione Civile”) prevede, infatti, che i danni ai privati derivanti da calamità naturali vengano risarciti unicamente attraverso assicurazioni stipulate su base volontaria dai privati stessi, non più con contributi statali come avveniva in passato.
La modalità “solo privata”, già prevista per le colture agricole colpite da maltempo, da tempo era in discussione a causa del fatto che i contributi concessi dallo Stato si sono andati progressivamente riducendo sia per i problemi di bilancio che per l’escalation di calamità naturali e di danni subiti dal patrimonio pubblico e privato. Ultimamente si sono beneficiate quasi unicamente le Amministrazioni Pubbliche per la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate.
Si ricorda, ad esempio, il caso clamoroso delle alluvioni del 2009 che colpirono l’Emilia-Romagna ed in particolare il piacentino: a fronte dei trenta milioni di euro di danni subiti dai privato per la caduta di case, capannoni, ecc. lo stato ne ha erogati solo 500 mila, utili solo per due interventi.
Per dar modo alle compagnie assicurative di preparare questo tipo di polizze la legge prevede che venga redatto un Regolamento che si occupi di definire tutti gli aspetti di dettaglio e che preveda strumenti, non onerosi per la finanzia pubblica, per agevolare la stipula delle convenzioni private, tra cui “Incentivi di natura fiscale, nel rispetto del principio dell’invarianza di gettito, tramite regimi agevolativi all’imposta sul premio di assicurazione ovvero la deducibilità, anche parziale, del premio dalla base imponibile ai fini IRPEF e IRES dell’assicurato”;
Per poter comporre il Regolamento, la legge obbliga il Dipartimento di Protezione Civile a fornire gli elementi relativi a: “a) mappatura del territorio per grado di rischio; b) stima della platea dei soggetti interessati; c) dati percentuali sull’entità dei contributi pubblici finora concessi in caso di stato di emergenza; d) simulazione dei premi, suddivisi per tipologia di copertura assicurativa”.
“Il problema – spiega Pollastri è proprio relativo a quest’ultimo aspetto: se i premi delle assicurazioni avranno come riferimento l’ammontare dei contributi pubblici concessi in caso di stato di emergenza negli ultimi anni i dati risulteranno decisamente sottostimati poiché sono stati risarciti solo una minima parte dei danni effettivamente subiti dai privati.”
“Invito – prosegue – il Presidente Errani, in qualità di Presidente della Commissione Stato-Regioni, inviti il Governo a modificare il D.L. n. 59 affinchè non si tenga conto dei contributi concessi in questi anni bensì delle reali danni avutisi nell’ultimo decennio.
Chiedo altresì se, a fronte del venir meno del contributo statale per i danni ai privati da calamità naturali, la Regione intenda creare un proprio capitolo di bilancio al fine di da vita ad un fondo pubblico e se si intenda aumentare nel Bilancio 2012 le risorse a disposizione della Protezione Civile Regionale, a fronte di quello che sta avvenendo in queste settimane che rischia di lasciarle senza fondi qualora si verificassero, si spera di no, altre necessità di diversa natura (alluvioni, mareggiate, nevicate eccezionali, ecc.).”

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